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Il dolore dei feriti, il racconto di chi c'era: "I soldati ci hanno sparato"

Nel caos di un centro medico che tenta di soccorrere centinaia di feriti, testimoni oculari spiegano che l'esercito israeliano ha aperto il fuoco sulla folla che aspettava aiuti alimentari. I morti sono 112, i feriti 760

Molti dei centinaia di feriti nella strage del pane a Gaza sono stati portati d'urgenza all'ospedale Kamal Adwan di Jabalia, giovedì 29 febbraio. 
Nel video pubblicato da Reuters, dicono di essere stati presi di mira dal fuoco dei soldati israeliani mentre aspettavano gli aiuti umanitari internazionali.

Il fratello di uno dei feriti racconta la sua versione dei fatti: 

"Quello che è successo è che ieri abbiamo ricevuto l'informazione che gli aiuti sarebbero stati consegnati nella zona della rotatoria di Nabulsi, quindi ci siamo diretti lì. Tutte le persone del nord della Striscia di Gaza erano dirette nello stesso posto. Poi, alle quattro meno cinque, siamo stati sorpresi dai carri armati israeliani che hanno aperto il fuoco sulla gente in modo casuale e diretto. Subito dopo, tutto ciò che abbiamo visto sono stati martiri, tanti feriti sparsi per terra, caos e terrore. Questo è mio fratello che è andato a cercare del cibo per i suoi figli (la telecamera inquadra l'uomo a terra). Lui è stato ferito mentre cercava di sopravvivere. Queste persone non sono rimaste ferite in guerra,  sono state ferite mentre cercavano di provvedere alle loro famiglie. Molti sono morti, ci sono molte persone disperse. Non c'è ambulanza che possa arrivare lì, non ci sono sanitari. Gli infermieri trasportano i feriti o i morti dal luogo dell'incidente verso la zona di Nabulsi. Ci vogliono una o due ore. La situazione è surreale. Se gli aiuti devono arrivare in questo modo, non li vogliamo".

Un altro testimone, ferito: 

"Siamo andati a prendere cibo e farina e hanno cominciato a spararci. Poi ci siamo gettati in strada, nessuno ci ha salvato. Alla fine la gente ci ha portato qui. Ci sono morti in giro e nessuno li porta via. Molti hanno bisogno di soccorsi, ma non ce n'è. Al-Shifa è piena di feriti e martiri e non ci sono medici. Ci hanno portato all'ospedale Kamal Adwan, non c'era nessuno che potesse aiutarci."

Una fonte israeliana ha detto che le truppe hanno aperto il fuoco contro "diverse persone" tra la folla che rappresentavano “una minaccia”. 
In seguito un portavoce dell'esercito israeliano ha parlato di uno “spiacevole incidente”, sostenendo che i morti sono dovuti al caos, alla calca, agli autisti dei camion che hanno investito la folla.

Le autorità sanitarie di Gaza affermano che più di 30.000 persone sono morte nella Striscia dall'inizio dell'invasione israeliana, migliaia di altre si ritiene siano ancora sepolte sotto le macerie dei bombardamenti.