Partito socialista europeo

"Un'Europa dei diritti e di pace che respinga l'avanzata dell'estrema destra"

Lo ripetono uno dopo l'altro i leader del socialismo europeo riuniti per il congresso del PSE a Roma

Al congresso del Partito socialista europeo era come se a un certo punto la Sardegna fosse diventata il centro dell'Europa.Da tutti citata, da tutti presa ad esempio, da tutti indicata come fa la volpe con l'uva. Il commissario Paolo Gentiloni ha riassunto il concetto con uno slogan: "Dall'Isola alla Nuvola, è stata una bella settimana". L'isola è quella da poco strappata alla destra con la vittoria di Alessadra Todde, la Nuvola è il nome del centro congressi dell'Eur a Roma, dove il Pse all'unanimità ha scelto il commissario Nicolas Schmit come candidato alla presidenza della Commissione Ue.

La chisura della kermesse è spettata alla padrona di casa, la segretaria Pd Elly Schlein: "Il cambiamento è possibile, lo abbiamo già dimostrato e insieme lo dimostreremo in Europa. Sarà un campagna elettorale cruciale per il destino del nostro continente". Anche il neocandidato ha usato un caso italiano per tracciare la linea del Pse: "A Pisa si reprime la libertà dei nostri giovani di manifestare in sicurezza - ha detto Schmit - Io sto con il presidente Mattarella: con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento. Dobbiamo stare insieme contro l'estrema destra".

Un concetto che poi ha tradotto in forze politiche europee: "Nessun contatto con Ecr e Id. Al Ppe e ad Alde dico: siate coerenti con la vostra storia, non si deve normalizzare l'estrema destra". E Schlein, di rincalzo: "I socialdemocratici non vanno dati per scontati. Meloni ha aperto le porte a Orban. Il Ppe dove si ferma?". Insomma, il ragionamento è già rivolto agli equilibri del dopo voto, alle condizioni per (replicare) un'alleanza col Ppe nella scelta del commissario, nel caso - praticamente scontato - in cui le urne non aprano le porte a Schmit.

Ad alzare la tessera di delegato per indicare Schmit candidato, alla Nuvola sono arrivati il premier spagnolo Pedro Sánchez - anche lui curioso della Sardegna, ne ha chiesto a quattr'occhi a Schlein - quello danese Mette Frederiksen, il premier rumeno Marcel Ciolacu, il primo ministro portoghese Antonio Costa e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. In mezzo, la dimostrazione fuori programma di tre femministe che hanno urlato "senza consenso è stupro" per criticare la direttiva Ue contro la violenza sulle donne.

Il programma del Pse è "a favore del lavoro di qualità - ha detto Schmit - non dei falsi lavori autonomi. Siamo per il salario minimo, contro la precarietà in tutte le sue forme, per la sicurezza sociale, respingiamo l'idea di una pausa sul green deal, realizzeremo un green social deal: giustizia climatica e giustizia sociale vanno di pari passo". E poi condanna della Russia per Navalny e per l'invasione Ucraina. Su questo è stata Schlein a mettere un punto: "Continueremo a sostenere l'Ucraina con ogni mezzo necessario, ma questo non significa e non comprende l'invio di truppe di terra, questo deve essere chiaro".

"Israele ha diritto di difendersi - ha aggiunto Schmit - tuttavia il diritto internazionale e umanitario devono sempre essere rispettati e non possiamo accettare che ci sia una punizione collettiva" a Gaza. L'Ue solidale: "Grazie alle idee e alla forza dei socialisti - ha concluso Schmit - l'Ue ha protetto i cittadini dallo shock della crisi e della pandemia. Non lasceremo che in Europa torni l'austerity, non lo permetteremo". E poi l'immancabile passaggio sulla Sardegna come viatico del voto in Ue: "Grande risultato, grazie al Pd e a Elly. Grazie Elly, hai tutta la mia stima e il mio sostegno.Cara Elly è vero, il vento sta cambiando, il vento sta cambiando. Andiamo a vincere queste elezioni".

La segretaria Schlein, dalla prima fila, gli ha risposto facendo con le mani il gesto del cuore e dicendogli "bravo, bravo". Chiusura del congresso sulle note di Bella Ciao e con gli occhi puntati su giugno ma per la verità intanto su marzo: "Tra dieci giorni si voterà in Abruzzo" ha ricordato Schlein nel faccia a faccia con Sanchez. E poi, col sorriso: "Dopo la sconfitta in Sardegna, la destra non si sente più tranquilla".