Filmato dai social russi mostrano l'incendio nella città russa

Un impianto di cogenerazione è in fiamme a San Pietroburgo: video del denso fumo nero che sale

Fuoco, un vasto incendio in territorio russo con il fumo visibile anche a grande distanza sui tetti della città. I filmati divenuti virali sui social russi ed ucraini. Ancora ignota la matrice e le cause del rogo

Ancora incendi in territorio russo, questa volta un impianto che contribuisce al riscaldamento degli edifici è in fiamme. Il filmato sui social russi è diventato virale.

Due gruppi di miliziani russi filo-ucraini, la Legione Russia Libera e il Battaglione Siberiano, hanno lanciato attacchi contro il territorio russo dall'Ucraina. Lo hanno annunciano i due gruppi sulle loro pagine Telegram. Diversi canali Telegram citati da Rbc-Ucraina  riferiscono che diversi gruppi armati avrebbero "tentato di sfondare con camioncini con l'appoggio di mortai e colpi di artiglieria" nella regione di Belgorod. "Attualmente la battaglia continua nelle zone di confine della regione di Belgorod". Secondo fonti di RBC-Ucraina, i volontari russi "sono entrati nel territorio della regione di Belgorod", aggiunge il media di Kiev. Anche i residenti della regione di Kursk segnalano scontri a fuoco vicino all'insediamento di Tyotkino. La notizia sarebbe confermata dal governatore della regione di Kursk, Roman Starovoit, secondo cui l'Ucraina sta attualmente bombardando il villaggio di Tyotkino, nel distretto di Glushkiv. Ci sarebbe anche una vittima.  

 

La Russia considera i due gruppi come 'burattini dell'esercito ucraino e della Cia', che secondo Mosca sta cercando di fomentare il caos in Russia. Andriy Yusov, portavoce dell'intelligence militare ucraina, ha detto al canale ucraino 24 Channel che i gruppi stanno conducendo l'operazione sul territorio russo indipendentemente dalle indicazioni del comando ucraino. Secondo Yusov un terzo gruppo, il Corpo dei Volontari Russi, sta partecipando all'operazione. La Legione della Liberta' di Russia e il Corpo dei Volontari russi avevano precedentemente rivendicato la responsabilita' di altri raid transfrontalieri in Russia dall'Ucraina.