L'annuncio e le reazioni

Apple diventa “Intelligence” integrando ChatGPT. Musk furioso: “Fuori gli iPhone dalle mie aziende”

Apple diventa “Intelligence” integrando ChatGPT. Musk furioso: “Fuori gli iPhone dalle mie aziende” Ap
L'integrazione di ChatGPT, basata sul modello GPT-4o, arriverà su iOS, iPadOS e macOS entro la fine dell'anno. Furiosa la reazione del patron di X, un tempo socio di OpenAi e ora in causa con l'azienda di sviluppo dell'intelligenza artificiale

L'ultima novità da Cupertino: arriva l'Apple Intelligence

Partner annunciata, nasce Apple Intelligence: “Da fine anno l’intelligenza artificiale di OpenAI sarà integrata nei dispositivi Apple. ChatGPT avrà un ruolo di primo piano su iOS, iPadOS e macOS. La notizia non è frutto di indiscrezione, bensì un annuncio dell'azienda di Cupertino in occasione della sua Worldwide Developer Conference. Entusiastico il commento di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI: “Apple condivide il nostro impegno per la sicurezza e l'innovazione e questa partnership è in linea con la missione di OpenAI di rendere l'intelligenza artificiale avanzata accessibile a tutti”. Si tratta di un’anticipazione che promette agli utenti nuove funzionalità, a cominciare dalla vasta gamma di possibilità offerte da ChatGPT, inclusa la comprensione di immagini e documenti nonché il sostegno alla scrittura di testi. Insomma Siri avrà un “amico intelligente” a cui chiedere aiuto. Dei distinguo saranno previsti lato privacy, sempre nel “rispetto delle politiche” adottate da entrambe le compagnie.

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A fine anno, dalle prossime versioni dei sistemi per iPhone, iPad e Mac, Apple Intelligence diventerà integrata. “Apple sta integrando l'accesso ChatGPT nelle esperienze di iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia, consentendo agli utenti di accedere alle capacità di ChatGPT e di ottenere una risposta tramite Siri”. Cosa prevede il “nuovo mondo Apple?”: la capacità di scrivere con la propria calligrafia, un assistente virtuale (appunto Siri) più umano, la possibilità di rimettere in ordine le proprie e-mail e di avere il controllo delle App in modalità “lock” per evitare sgradite intrusioni.

Tim Cook

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Per Tim Cook, ceo dell’azienda di Cupertino, il “salto evolutivo” ci sarà. Ad esempio Genmoji sarà in grado di generare nuove emoji, in base all'umore, e tramite l'intelligenza artificiale, in tempo reale. E lo stesso vale per le immagini dell'utente che potranno apparire in versione non realistica, più simili a un cartoon. E ancora. In base all'argomento di conversazione, l'intelligenza artificiale potrà creare sul momento una storia mettendo insieme foto scattate in passato (rigorosamente attinenti, ndr) accompagnate da una base musicale. Novità anche per l'uso dell'iPadOS 18, che prevede la personalizzazione della trascrizione degli appunti: con Apple Pencil si potrà scrivere in digitale con la propria calligrafia. Si potrà persino “andare storti” per poi ritrovarsi un testo perfetto grazie all'AI. “Sarà sempre il tuo stile - spiegano gli esperti - ma solo con un carattere tipografico più morbido e leggibile”.

Elon Musk

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Eppure a spezzare l’incantesimo tra Apple e OpenAI ci ha pensato un furioso Elon Musk. Senza mezzi termini il patron di X, Tesla e SpaceX, ha tuonato: “Se Apple integrerà OpenAI a livello OS vieterò il suo sistema operativo (quindi i dispositivi Apple, ndr) nelle mie aziende. Questa è un'inaccettabile violazione di sicurezza. È assurdo che Apple non sia abbastanza intelligente da creare la sua intelligenza artificiale, ma sia in qualche modo in grado di garantire che OpenAI protegga la vostra sicurezza e privacy. Apple non ha idea di cosa accadrà una volta che i dati saranno nelle mani di OpenAI”, ha aggiunto Musk in un successivo post.

Musk, cofondatore di OpenAI nel 2015 insieme a Sam Altman, ha lasciato l'organizzazione nel 2018 fino a diventarne uno dei più accesi critici. Negli ultimi anni l'azienda - nata come un'organizzazione senza scopo di lucro dedicata allo sviluppo dell'intelligenza artificiale - ha ricevuto miliardi di dollari di investimenti da Microsoft e dunque, secondo Musk, avrebbe “tradito la sua missione originaria”. Ora il grande salto grazie all'accordo con il primo produttore mondiale di smartphone.