Le previsioni dell'Ufficio studi di Confesercenti

Saldi al via il 4 gennaio, scontrino medio intorno ai 150 euro

Saldi al via il 4 gennaio, scontrino medio intorno ai 150 euro Tgr Piemonte

Otto piemontesi su dieci acquisteranno in un negozio di vicinato, oltre la metà sceglie l'online

Pesano le condizioni generali dell'economia del territorio sui saldi che cominceranno anche in Piemonte il 4 gennaio, sebbene si preveda un aumento medio della spesa dai 130 euro dell'anno scorso ai 150 di quest'anno: sono alcune delle tendenze indicate dall'indagine condotta fra i consumatori e i commercianti piemontesi dall'ufficio studi di Confesercenti in vista dei due mesi di sconti. I saldi invernali inizieranno sabato 4 gennaio a Torino e in Piemonte e proseguiranno fino al 1 marzo. "Speriamo - commenta Micaela Caudana, presidente di Fismo-Confesercenti, l'associazione dei commercianti di abbigliamento - che sia così, perché sarebbe un bel segnale. Tuttavia queste previsioni si prestano a una doppia lettura: rinnovato interesse dei consumatori per i saldi, o acquisti a lungo rimandati che una parte di essi si può permettere solo se scontati". Secondo l'indagine, quasi un piemontese su due (il 46%, contro il 44%dello scorso anno) acquisterà almeno un articolo in saldo e, come al solito, l'abbigliamento sarà privilegiato da oltre l'80% dei consumatori. L'indagine rileva un ritorno ai negozi di vicinato indicati da quasi 8 consumatori su 10 come luoghi in cui fare almeno un acquisto, mentre il 54% conferma che comprerà online. "Competenza, qualità e servizio fanno la differenza rispetto al web: l'auspicio è che una parte sempre maggiore di consumatori se ne convinca", aggiunge Caudana. 

Banchieri, Confesercenti: “La situazione economica non induce all'ottimismo”

"Dopo quelli del Natale - conclude Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte - anche i numeri dei saldi sembrano indicare qualche piccolo elemento positivo: un risultato non scontato, se si tiene conto del rallentamento dell'economia, che rischia di essere aggravato dalla vicenda di Stellantis, del suo indotto e dalle tante altre crisi aziendali aperte in Italia: ciò non induce all'ottimismo per il 2025 e rischia di avere ripercussioni negative anche sul commercio, a Torino e in tutto il Paese"