La mente digitale applicata alla storia, che riconosce Ra, Osiride, o Anubi, identifica figure umane, traduce e trascrive simboli che hanno migliaia di anni. Il Museo Egizio di Torino mette a lavoro l'intelligenza artificiale sui pezzi della sua collezione. Il progetto, iniziato nel 2025 con il supporto di fabbricadigitale, ha analizzato 650 stele da allora. La sperimentazione è ora nella fase di analisi dei risultati; nel futuro possibile un'estensione ad altre categorie di reperti e la pubblicazione di un articolo scientifico.
Museo accessibile
Non solo l'interpretazione, per cui l'ultima parola spetterà comunque agli esperti umani. Soprattutto l'IA serve a catalogare, mettere insieme e raggruppare i reperti anche per garantirne la presenza e disponibilità online.
“L'obiettivo è stato duplice”, spiega il curatore ed egittologo Johannes Auenmüller: "raggiungere un livello di descrizione approfondito per ciascun oggetto della collezione e implementare tutti i metadati raccolti sul sito della Collezione Online del Museo, per garantirne la totale accessibilità a tutti e a tutte."
