Torino

Chiuse 18mila botteghe in 10 anni, la Cna: "Apriamo incubatori nelle aziende"

Chiuse 18mila botteghe in 10 anni, la Cna: "Apriamo incubatori nelle aziende" Tgr Piemonte

Il presidente della Cna Torino propone di creare spazi per le start-up fuori dalle università. "Così potremo favorire il passaggio generazionale"

Calzolaio, falegname, tappezziere: mestieri un tempo indispensabili e oggi ormai quasi scomparsi. L'ennesima conferma arriva da un'analisi dell'ufficio studi della Cgia di Mestre. Torino è la provincia italiana con il maggior numero di chiusure: -18mila botteghe in 10 anni. Le cause sono tante: la trasformazione in città dei servizi, la concorrenza delle multinazionali, l'e-commerce, la cultura dell'usa e getta.

"La riduzione è data anche dal fattore della mancata continuità del passaggio generazionale. Molti chiudono senza poter trasferire le proprie competenze alle nuove aziende che nascono con nuove persone", commenta al nostro tg Nicola Scarlatelli, presidente della CNA Torino. Questo passaggio non avviene perché i giovani sono sempre di meno. Ma anche perché hanno poche possibilità di entrare in contatto con il mondo artigiano. 

"Quella che era l'alternanza scuola lavoro, poi modificata con tanti pasticci, è una componente importante, io devo poter vivere una certa realtà per conoscerla e magari per escluderla dalle mie possibilità di futuro", aggiunge. Le conseguenze non sono solo economiche. Senza botteghe le città si impoveriscono, vengono meno le relazioni di prossimità. Anche Vercelli detiene un record negativo: le imprese artigiane sono diminuite del 27,2% rispetto al 2012. Secondo il presidente della Cna, scuola, università e aziende devono essere un tutt'uno nel percorso formativo dei giovani.

Servizio di Marco Procopio
Montaggio di Paola Messina

Intervista: Nicola Scarlatelli, presidente CNA Torino