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ITALIA

I reati contestati sono spaccio di droga, estorsione, tortura

Carabinieri arrestati a Piacenza, oggi gli interrogatori

Spuntano le prime testimonianze. La Procura militare di Verona apre un fascicolo sul caso. I magistrati di Piacenza: reati impressionanti. Il ministro Guerini: fatti inauditi e inqualificabili. Il comandante generale dell'Arma, Nistri, assicura "massimo rigore"

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Inizieranno oggi gli interrogatori di garanzia dei sei carabinieri arrestati a Piacenza (cinque in carcere e uno ai domiciliari). Secondo l'accusa, e le intercettazioni contenute nell'imponente ordinanza di 900 pagine sembrerebbero confermarlo, i carabinieri si sarebbero resi protagonisti di pestaggi, spaccio di droga, arresti illegali, festini con escort. "Non c'è stato quasi nulla di lecito in quella caserma", ha detto il procuratore capo, Grazia Pradella, aggiungendo poi che "gli illeciti più gravi contestati sono stati commessi in pieno lockdown con disprezzo delle più elementari regole di cautela disposte dal governo". 

La Procura militare di Verona apre un fascicolo 
La Procura militare di Verona ha aperto un fascicolo d'indagine sugli abusi contestati al gruppo di sei Carabinieri in servizio presso la Caserma Levante di Piacenza. "Al momento si tratta di atti relativi al fatto", ha riferito il procuratore militare, Stanislao Saeli, il quale ha aggiunto di aver "proceduto sulla base dei provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Piacenza, da cui sembrano già emergere estremi di reati militari. Agiamo in perfetta sintonia con i colleghi della Magistratura ordinaria per ottimizzare le attività di indagine". La Procura militare di Verona ha competenza sui reati militari commessi nelle regioni Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna. 

10 in tutto i carabinieri sottoposti a misure 
Sono dieci, complessivamente, i carabinieri sottoposti a misure nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Piacenza. Oltre ai sei arrestati, altri tre militari sono stati sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un altro all'obbligo di dimora nella provincia di Piacenza. Complessivamente "ci sono state 12 misure di custodia cautelare in carcere - ha detto il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella durante una conferenza stampa - tra cui 5 militari dell'arma dei Carabinieri, 6 soggetti italiani e un magrebino". Poi sono state eseguite "5 misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, tra cui un militare appartenente all'Arma dei carabinieri" e quattro misure di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, tra cui 3 a carico di militari appartenenti all'Arma dei carabinieri". Infine, "una misura di obbligo di dimora nella provincia di Piacenza - ha detto il pm - che ha colpito sempre un militare appartenente all'Arma".

Sequestrata la caserma
La caserma sequestrata, al centro dell'inchiesta, è quella della stazione di Piacenza Levante. "In questa caserma solo un militare - ha detto il procuratore capo di Piacenza - non appare, allo stato, coinvolto. Tutti gli altri sono stati colpiti da provvedimenti cautelari".

Procura: reati impressionanti 
"Siamo di fronte a reati impressionanti se si pensa che sono stati commessi da militari dell'Arma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi  e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteggiamenti criminali che ci ha convinto a procedere anche al sequestro della caserma dei carabinieri per futuri accertamenti". Lo ha detto il procuratore capo di Piacenza, Grazia Pradella, durante la conferenza stampa per l'operazione della Guardia di Finanza. che ha portato all'arresto di sei carabinieri della stazione di Piacenza Levante con le accuse di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, peculato, abuso d'ufficio e falsità ideologica.

Intercettazione: "schiaffoni" come in Gomorra 
"Un malavitoso dice in un'intercettazione hai presente le scene di gomorra, guarda che è  stato uguale, tu devi vedere gli schiaffoni che gli ha dato", ha aggiunto la pm Grazia Pradella.

Nistri: "Massimo rigore"
"I reati ipotizzati sono gravissimi. Procederemo con il massimo rigore. Abbiamo sospeso tutto il personale coinvolto, e procederemo con la massima celerità per l'accertamento delle responsabilità". Lo ha detto il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri, intervenendo al Tg1 sulla vicenda della caserma di Piacenza. "Da stasera - ha annunciato Nistri - i cittadini di Piacenza troveranno una postazione mobile dei Carabinieri, e da domani il nuovo comandante. Lo Stato non si ferma. Episodi come questo - ha aggiunto - possono minare la fiducia nell'Arma ma ci sono 200mila carabinieri che ogni giorno espletano sul territorio i loro incarichi al meglio delle loro possibilità. Durante i momenti peggiori del lockdown non abbiamo chiuso le caserme, abbiamo avuto 800 contagiati e 10 vittime. Speriamo che quello fatto dai più possa cancellare dalla memoria il male fatto da chi non è degno di indossare questa divisa". 

Guerini: fatti inauditi e inqualificabili
"Si tratta di accuse gravissime rispetto a degli episodi inauditi e inqualificabili. Da subito sia l'Arma dei Carabinieri che il Ministero della Difesa hanno dato la massima disponibilità a collaborare con la magistratura affinché si faccia completa luce sulla vicenda. Il Comandante Generale Nistri mi ha confermato di aver immediatamente assunto tutti i provvedimenti possibili e consentiti dalla normativa vigente nei confronti del personale coinvolto. Sono fatti inaccettabili, che rischiano di infangare l'immagine dell'Arma, che invece è composta da 110.000 uomini e donne che ogni giorno lavorano con altissimo senso delle Istituzioni al fianco dei cittadini. Sono loro il volto della legalità, a ciascuno di loro oggi esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza". Lo afferma in una nota il ministro della Difesa Lorenzo Guerini in relazione all'inchiesta che ha coinvolto i carabinieri in servizio a Piacenza.