La prima tappa del viaggio della Speaker della Camera americana Nancy Pelosi sarà domani, venerdì 8 aprile, in Giappone. La rete nipponica Fuji News Network (Fnn) ha citato fonti affidabili secondo le quali Pelosi guiderà una delegazione per incontrare il premier Fumio Kishida.
Domenica 10 aprile invece sarà a Taipei, capitale di Taiwan. Sempre secondo la Fnn, la Pelosi sarebbe “preoccupata” per un "cambiamento dello status quo con la forza" da parte della Cina durante l'invasione russa dell'Ucraina.
Secondo quanto riferito, Pelosi aveva originariamente programmato di visitare la Corea del Sud dopo il Giappone, ma i piani sarebbero cambiati proprio a favore di Taipei perché la guerra russo-ucraina ha spostato l'attenzione sulla situazione nello Stretto di Taiwan. La scelta della data il 10 aprile non è stata scelta a caso. Il 10 aprile di 43 anni fa il presidente Jimmy Carter firmò il “Taiwan Relations Act”, la normativa che regola il sostegno di Washington a favore dell'isola che Pechino considera parte inalienabile del suo territorio da riunificare anche con la forza, se necessario. La visita della Speaker e dell'intera delegazione vuole, dunque essere una dimostrazione del sostegno del Congresso degli Stati Uniti a Taiwan, nonché dell'importanza attribuita alle relazioni Taiwan-Usa e al Taiwan Relations Act.
Una vista volutamente di basso profilo, ha riportato il portale di Taipei di news Udn, per evitare la protesta e l'ostruzionismo di Pechino e, quindi, al momento non ci sono informazioni rilevanti da annunciare, né conferma né smentite. Nella delegazione dovrebbe esserci anche Gregory W. Meeks, presidente della Commissione Affari esteri della Camera, che nei mesi scorsi aveva annunciato un piano per guidare a gennaio un gruppo bipartisan di parlamentari a Taiwan come parte di un viaggio in Asia: il programma fu in seguito annullato per la pandemia e per problemi di programmazione.
Un viaggio, comunque, non facile sullo scacchiere delle relazioni diplomatiche e che potrebbe suscitare una reazione da parte della Cina.
Un viaggio storico, perché era dai tempi di Newt Gingrich nel 1997 - quando incontrò l'ex presidente Lee Teng-Hui - che uno speaker Usa non si recava a Taipei.