Il criminologo Vincenzo Musacchio è intervenuto a un incontro mondiale a L’Aia affrontando il tema dei nuovi sistemi di riciclaggio e di reinvestimento dei capitali di origine mafiosa in ambito internazionale. Dal sunto della sua relazione traiamo lo spunto per questa intervista.
Professore, ci può spiegare come ricicla il denaro sporco la mafia di oggi?
L'uso di operazioni bancarie e finanziarie offshore sono sicuramente i meccanismi più utilizzati per investire e occultare il denaro sporco frutto dei loschi affari delle mafie. Per la prima volta nella storia li utilizzò Al Capone. Con il tempo le tecniche si sono perfezionate e sono diventate una modalità prevalente nel riciclare denaro. Questo come altri meccanismi sono agevolati: dagli “Stati offshore”, da regolamenti bancari e finanziari accondiscendenti e da rigide leggi in favore del segreto bancario. I mafiosi conoscono bene le strade da percorrere per nascondere i loro profitti illeciti e sanno dove operare ottenendo il massimo risultato possibile.
Quali sono le principali tecniche di riciclaggio del denaro sporco?
Le forme tradizionali di riciclaggio di denaro sono lo smurfing, il muling, l’apertura di società di comodo. Altri metodi includono l'acquisto e la vendita di materie prime, l'investimento in beni mobili, mobili registrati e immobili, i giochi d'azzardo e persino la contraffazione. L’avvento della tecnologia digitale rende ancora più semplice il riciclaggio di denaro nel web.
Tra le nuove forme di riciclaggio cita lo smurfing, ci spiega sinteticamente di cosa si tratta?
Si tratta di una forma più raffinata del riciclaggio di denaro sporco. Usando questa tecnica si aggira il divieto di superare la soglia prevista dagli Stati per i trasferimenti in denaro. Si creano transazioni artificiosamente frazionate. Il meccanismo prevede la fittizia intestazione delle transazioni a prestanomi sempre più spesso puliti e complici consapevoli del mafioso di turno. Nel mirino di questo tipo di operazioni illegali ci sono spesso i money transfer. Un’altra evoluzione di questa tecnica consiste nel suddividere le transazioni di grandi dimensioni in più piccole al fine di evadere le tasse per poi riciclare denaro sporco. Le mafie ovviamente possono utilizzare queste tecniche per riciclare il denaro frutto dei guadagni provenienti dalle sostanze stupefacenti senza essere facilmente scoperti.
Cos'è invece il muling?
Il money muling è un’altra forma di riciclaggio di denaro. Un money mule è una persona che riceve denaro da un terzo sul proprio conto bancario e lo trasferisce su un altro, oppure, lo preleva in contanti e lo dà a qualcun altro, ottenendone una provvigione.
Una modalità di riciclaggio è anche l’hawala, ci spiega di cosa si tratta?
È un metodo più grezzo per trasferire denaro senza che lo stesso sia effettivamente spostato. Si tratta di un “trasferimento di denaro senza movimentazioni bancarie o finanziarie”. Hawala è oggi utilizzato come canale di rimesse alternativo ed esiste al di fuori dei sistemi bancari tradizionali.
È vero che anche i Casinò riciclano il denaro sporco delle mafie?
Non bisogna generalizzare, tuttavia, una tecnica comune di riciclaggio di denaro nei casinò è sicuramente quella che utilizza la conversione del denaro “sporco” in fiches del Casinò, che sono poi utilizzate in vari giochi d’azzardo prima di essere incassate come denaro “pulito” sotto forma di assegni o di contante. Esistono tre modi per riciclare denaro nei Casinò: il primo è l'acquisizione diretta della gestione, il secondo è la ripulitura mediante il gioco diretto e il terzo è l'attività dei cambisti, prestasoldi ad usura. Ricordo che esistono anche i Casinò online, settore in piena espansione, destinato ad aumentare in maniera esponenziale nei prossimi anni.
Quali sono i settori economici per ripulire al meglio il denaro sporco?
Sicuramente le piccole imprese sono un ottimo strumento per che deve riciclare denaro velocemente. Le mafie moderne comprano o gestiscono attività ad alta intensità di contante, come ad esempio ristoranti, supermercati, bar e negozi al dettaglio, allo scopo di unire i loro proventi illegali con le entrate legali di tali aziende per ripulite in tal modo i loro guadagni sporchi.
I narcotrafficanti, invece, come fanno a riciclare le loro grandi quantità di denaro?
Mescolando i proventi della droga con quelli legittimi attraverso attività ad alta intensità di contante e acquistando articoli di alto valore come auto di lusso, gioielli o investendo in Borsa e in operazioni finanziarie. Il cartello di Sinaloa (tra i più potenti al mondo) utilizza una varietà di metodi per riciclare i suoi profitti illegali. Alcuni di questi metodi includono l’utilizzo di società di copertura per condurre transazioni a livello mondiale, lo spostamento di denaro attraverso i confini internazionali e l’utilizzo di intermediari per eseguire transazioni per loro conto. Oggi usano con grande competenza anche le criptovalute e il web.
La criptovaluta quindi può essere utilizzata per il riciclaggio di denaro?
Certamente. Molte mafie utilizzano le criptovalute per il riciclaggio di denaro e altre attività criminali impiegando tecniche come i cd. servizi di miscelazione, le reti peer-to-peer e i broker. Siamo di fronte a strumenti che rendono meno trasparenti le transazioni di una valuta, disconnettendo tra loro i fondi depositati all'interno del mixer stesso dall'utente e quelli ritirati da quest'ultimo. I miscelatori, ovviamente, trattengono parte dei soldi depositati dagli utenti per il proprio guadagno. È bene evidenziare subito che l'impatto del riciclaggio sul settore “crypto” si stia alzando, nonostante l'introduzione di regolamentazioni sempre più stringenti per le monete digitali e di sanzioni contro chi truffa altri utenti sulla blockchain.
Come riuscire a porre freno a tutte queste situazioni critiche da lei illustrate?
La prima cosa da fare in assoluto è di far collaborare attivamente il settore privato e pubblico. Devono lavorare insieme, in caso contrario non sarà per nulla facile riuscire a porre un freno a questi nuovi fenomeni criminali. Naturalmente diventa determinante l'importanza dello scambio di informazioni bancarie e finanziarie, che per essere condivise devono poter essere raccolte adeguatamente a livello europeo ed internazionale. Indispensabile è la cooperazione europea e internazionale per debellare o ridurre l’incidenza del riciclaggio, alla luce delle molteplici complicazioni, sia durante le indagini preliminari sia in fase processuale ed esecutiva, dovute in primis alle profonde differenze tutt’ora presenti negli ordinamenti dei vari Stati. Ritengo, infine, non dobbiamo affatto sottovalutare il ruolo che sta svolgendo Internet nelle nuove tecniche di riciclaggio in ambito internazionale. La Comunità Internazionale e gli Stati membri dell’Unione europea dovrebbero creare nuove leggi idonee a ostacolare questo nuovo strumento di riciclaggio. Internet sta diventando il posto più sicuro dove le mafie possono riciclare il loro denaro sporco. Occorre dunque agire e bisogna farlo al più presto prima che sia troppo tardi.
Vincenzo Musacchio, criminologo forense, giurista, associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). È ricercatore indipendente e membro dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Nella sua carriera è stato allievo di Giuliano Vassalli, amico e collaboratore di Antonino Caponnetto, magistrato italiano conosciuto per aver guidato il Pool antimafia con Falcone e Borsellino nella seconda metà degli anni Ottanta. È tra i più accreditati studiosi delle nuove mafie transnazionali. Esperto di strategie di lotta al crimine organizzato. Autore di numerosi saggi e di una monografia pubblicata in cinquantaquattro Stati scritta con Franco Roberti dal titolo “La lotta alle nuove mafie combattuta a livello transnazionale”. È considerato il maggior esperto europeo di mafia albanese e i suoi lavori di approfondimento in materia sono stati utilizzati anche da commissioni legislative in ambito europeo