La richiesta di un tribunale australiano

Musk rifiuta di eliminare da X il video dell'attacco alla chiesa a Sydney

Botta e risposta tra il miliardario patron di Tesla e il premier australiano Anthony Albanese. Al centro il video dell’attacco del 16 aprile nella chiesa di Sydney

 Elon Musk
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Elon Musk

Elon Musk ha parlato di “censura” e ha dichiarato che farà appello per contestare l’ordine di un tribunale australiano di eliminare da X i video dell'attacco nella chiesa di Sydney. A chiedere l’ingiunzione il commissario per la E-safety dell’Australia.

Il miliardario patron di Tesla ha risposto con un post sulla sua piattaforma accusando il premier autraliano Anthony Albanese.

 "La nostra preoccupazione – ha spiegato il premier australiano - è che se qualsiasi paese è autorizzato a censurare i contenuti di tutti i paesi, allora cosa impedirà a qualsiasi paese di controllare internet?"

Musk ha detto che X farà appello contro l'ingiunzione australiana. "Abbiamo già censurato il contenuto in questione per l’Australia- ha ribadito-  in attesa di ricorso legale, ora è archiviato solo su server negli Stati Uniti”.

Il premier australiano Anthony Albanese con il cancelliere tedesco Olaf Scholz
Il premier australiano Anthony Albanese con il cancelliere tedesco Olaf Scholz (bundeskanzler.de)

Il momento in cui il vescovo viene accoltellato durante la funzione religiosa a Sydney

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha però replicato che il miliardario americano è cieco di fronte all'angoscia causata dai video.

"Faremo ciò che è necessario – ha detto all'emittente pubblica Abc - per affrontare questo miliardario arrogante che pensa di essere al di sopra della legge, ma anche al di sopra della comune decenza 

"L'idea – ha infine concluso Albanese- che qualcuno vada in tribunale per il diritto di pubblicare contenuti violenti su una piattaforma mostra quanto il signor Musk sia fuori dal mondo”.

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 Il momento in cui il vescovo viene accoltellato durante la funzione religiosa a Sydney
Il momento in cui il vescovo viene accoltellato durante la funzione religiosa a Sydney (Reuters)

8 giorni fa un ragazzo di 15 anni ha ferito durante la messa mattutina, in diretta streaming sui canali social della chiesa assira d’oriente a Sydney, diverse persone, a partire da Mar Mari Emmanuel, un vescovo ultra conservatore, leader del movimento Christian Lives Matter, celebre per le sue campagne anti-Lgbt.  La polizia australiana ha definito l’attacco “terroristico”.

La Christ The Good Shepherd, nella periferia ovest della capitale australiana, è soli 40 chilometri dal centro commerciale dove il 13 aprile un uomo con disturbi mentali ha ucciso con una grossa lama sei persone, prima di essere fermato da un agente.