Il caso

Perquisita la casa di Maria Rosaria Boccia a Pompei, sequestrati il telefono e gli occhiali smart

La donna è stata iscritta nel registro degli indagati per "violenza a corpo politico" e lesioni

L’art. 338 c.p. punisce con la pena della reclusione da uno a sette anni «chiunque usa violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l’attività».

Accelera l'indagine della Procura di Roma a carico di Maria Rosaria Boccia dopo la denuncia presentata a suo carico dall'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Le ipotesi di reato sono violenza o minaccia a corpo politico e lesioni. 

Gli inquirenti hanno delegato per l'attività istruttoria i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma che nella tarda mattinata di sabato hanno raggiunto l'abitazione dell'imprenditrice a Pompei. Gli investigatori, su mandato dei pm di piazzale Clodio, hanno acquisito materiale informatico oltre al cellulare di Boccia. In un cassetto all'interno dell'appartamento, inoltre, sono stati trovati anche gli occhiali smart che l'influencer, per sua stessa ammissione, ha utilizzato per effettuare dei video all'interno della Camera dei deputati. Una "attività" che è costata alla donna una sorta di Daspo dai palazzi della politica romana. 

Caso Sangiuliano: indagato l'ex ministro, vietato l'accesso a Montecitorio per Boccia

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I magistrati capitolini dovranno ora analizzare il materiale a disposizione e verificare quanto presente nel telefono cellulare in uso a Boccia e nel personal computer. Nella denuncia trasmessa nei giorni scorsi dal legale di Sangiuliano, l'avvocato Silverio Sica, vengono messi a disposizione degli inquirenti una serie di elementi: una dettagliata ricostruzione cronologica da quando Sangiuliano entra in contatto con la Boccia alla conclusione del loro rapporto. Agli atti anche l'episodio della ferita alla testa, che farebbe scattare l'accusa di lesioni, che l'imprenditrice avrebbe causato a Sangiuliano la notte tra il 16 e il 17 luglio scorso al culmine di un diverbio.

Nell'esposto, in base a quanto spiegano dall'entourage dell'ex ministro, non sarebbero state allegate le chat comparse venerdì sul quotidiano La Verità ma sarebbero stati forniti agli inquirenti i molti post pubblicati nelle scorse settimane dall'ex collaboratrice del ministro. 

Le chat racconterebbero della conclusione burrascosa della relazione tra i due.

Gennaro Sangiuliano
Gennaro Sangiuliano (foto LaPresse))
21/09/2024

Boccia avrebbe chiesto all'ex ministro di poter controllare il suo cellulare, pena, in caso di rifiuto, l'inoculazione di un trojan. L'imprenditrice inoltre avrebbe proposto a Sangiuliano di firmare un patto di riservatezza secondo cui lui non l'avrebbe più dovuta cercare e lei non avrebbe mai rivelato la loro presunta storia sentimentale. Una richiesta che, però, ha trovato la ferma opposizione dell'ex capo di via del Collegio Romano.