Dal Rapporto sul turismo Enogastronomico, presentato in esclusiva in Italia al BTO di Firenze, emerge con chiarezza come il turismo enogastronomico stia entrando in una nuova fase.
Il viaggiatore di oggi non cerca soltanto il ‘piatto iconico', ma un rapporto più profondo con i territori, le persone e le storie che li abitano. Si osserva un ritorno all’essenziale, fatto di esperienze semplici e radicate nel paesaggio, dove il valore risiede nei gesti dell’ospitalità e nella quotidianità della produzione agricola.
Tecnologia per le prenotazioni, rapporto personale per l'accoglienza sul territorio: la combo perfetta
Cresce parallelamente l’interesse per forme di intimità gastronomica, come tavoli dedicati, incontri diretti con chef e produttori, degustazioni per piccoli gruppi curate in modo personale. Si sviluppano inoltre vere e proprie comunità del gusto, dai wine club agli orti condivisi, fino alle cucine partecipate: spazi dove il cibo torna ad essere occasione di relazione e appartenenza.
Infine, si rafforza il trend già presente di benessere e longevità, che porta i viaggiatori a scegliere luoghi in cui la qualità della vita, dell’ambiente e dell’alimentazione è percepita come parte integrante dell’esperienza – come accade nelle Blue Zones italiane. In questa prospettiva, l’esperienza enogastronomica evolve: non si tratta più solo di assaggiare un territorio, ma di entrarvi in relazione.
Cosa cercano i turisti in Italia, i dati: "Ritorno all'essenziale, intimità e contatto umano"
Spazi unici in grado di raccontare l'anima delle città e di tramandare valori e tradizioni
Continuando sul tema di cibo e prodotti da tutelare il ruolo dei mercati storici è fondamentale. Luoghi dove si uniscono innovazione e rispetto delle radici. Alla Leopolda è stato presentato un progetto unico che vuole proteggere il valore storico di questi luoghi attraverso il loro riconoscimento da parte dell'Unesco. Tra i protagonisti e voci di questo percorso i responsabili del Mercato Storico di San Lorenzo a Firenze, con oltre 150 anni di storia; della Boqueria di Barcellona, icona spagnola con più di 300 attività e 25 milioni di visitatori all’anno; e del Nishiki Market di Kyoto, simbolo della tradizione culinaria giapponese.
Luoghi che raccontano e tramandano valori, oltre la storia culinaria e le tradizioni; che tutelano la qualità dei prodotti e le professioni.
L'intervista a Massimo Manetti, presidente del Consorzio operatori mercato centrale di Firenze.