Operazione "Occhio di falco"

Gli Usa attaccano postazioni Isis in Siria, colpiti 70 obiettivi: "Uccisi 5 miliziani"

Donald Trump: "Stiamo infliggendo forte rappresaglia". Una settimana fa l'attacco a Palmira dove sono morti due soldati e un interprete americani

“Una ritorsione molto seria”, così è stata definita da Donald Trump l'azione intrapresa nella notte dalle forze armate statunitensi contro 70 obiettivi ritenuti appartenenti all'Isis nella provincia  orientale siriana di Deir Ezzor. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani sarebbero stati uccisi almeno cinque miliziani dello Stato islamico, tra cui il capo di una cellula operativa.

Il Comando centrale Usa (Centcom) ha reso noto che l'operazione, denominata “Occhio di falco”, ha  interessato più località della Siria centrale e ha impiegato caccia,  elicotteri d'attacco e artiglieria, con oltre 100 munizioni di  precisione contro infrastrutture e depositi di armi del gruppo jihadista. 

Il direttore dell'Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha precisato  all'Afp che la cellula neutralizzata era responsabile dell'impiego di  droni nell'area.

Bombardamenti USA contro l'Isis in Siria

20/12/2025
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L'azione arriva in risposta all'attacco avvenuto la scorsa settimana a Palmira e nel quale erano stati uccisi due soldati e un interprete statunitense, ad opera, secondo Washington, di un singolo militante dell'Isis. Damasco, senza commentare direttamente i raid, ha ribadito tramite il  ministero degli Esteri l'impegno a combattere lo Stato islamico e a  impedire che abbia "rifugi sicuri" sul territorio siriano. Le vittime  dell'attacco di Palmira erano due sergenti della Guardia nazionale  dell'Iowa, William Howard ed Edgar Torres Tovar, e un interprete  civile del Michigan, Ayad Mansoor Sakat.

Nel suo post sul social Truth, Trump ha anch avvertito che chi attacca gli americani "sarà colpito più duramente che mai".        

Il raid segna il primo  episodio di questo tipo dopo la caduta di Bashar al-Assad e si inserisce in un contesto in cui, pur ridimensionando la propria presenza militare in Siria, Washington continua a condurre operazioni  contro l'Isis, ancora attivo soprattutto nelle aree desertiche del  Paese.