Un comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede ha confermato l’incontro avvenuto giovedì 12 febbraio tra il card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, e Don Davide Pagliarani FSSPX, Superiore Generale della Fraternità sacerdotale di San Pio X. Nel comunicato si segnala che la riunione tra i due si è svolta in un clima «cordiale e sincero», con l’approvazione di Papa Leone XIV. L'incontro avviene dieci giorni dopo che questo gruppo tradizionalista aveva annunciato l'ordinazione di nuovi vescovi senza il permesso del Papa.
Nel corso del colloquio, il prefetto ha proposto «un percorso specifico di dialogo teologico» sui temi che dividono i lefebvriani dalla Chiesa, tra cui «i diversi gradi di adesione richiesti dai vari testi del Concilio Ecumenico Vaticano II e dalla loro interpretazione». La Santa Sede ha teso una mano ai Lefebvriani per affrontare le differenze dottrinali che li separano e per individuare “il minimo necessario per la piena comunione con la Chiesa cattolica” e “per delineare uno statuto canonico per la Fraternità, insieme ad altri aspetti che dovranno essere ulteriormente approfonditi”.
Nella nota firmata dal cardinale argentino Víctor Manuel “Tucho” Fernández, rivolta alla Fraternità San Pio X (FSSPX), pone un freno e chiede ai “Lefebvriani” di sospendere le ordinazioni annunciate di nuovi vescovi, avvertendo che il contrario “implicherebbe una rottura decisiva nella comunione ecclesiale (scisma) con gravi conseguenze”.
Il Dicastero, in una dichiarazione insolita, ha fornito informazioni dettagliate sull'incontro tenutosi giovedì. “È stato ribadito da parte della Santa Sede che l’ordinazione di Vescovi senza mandato del Santo Padre, il quale detiene una potestà ordinaria suprema, che è piena, universale, immediata e diretta, implicherebbe una decisiva rottura della comunione ecclesiale (scisma) con gravi conseguenze per la Fraternità nel suo insieme”. Pertanto, la possibilità di mantenere questo dialogo presuppone che la Fraternità sospenda la decisione riguardante le ordinazioni episcopali annunciate.
Nel corso del colloquio, si legge nella nota, sono stati chiariti alcuni punti sollevati dalla Fraternità in lettere inviate tra il 2017 e il 2019, tra cui la questione della volontà divina riguardo alla pluralità delle religioni. Dopo anni di numerosi tentativi di riavvicinamento da parte della Chiesa, l'annuncio unilaterale di ordinare vescovi il 1° luglio senza l'approvazione di Leone XIV segnerebbe una nuova rottura tra la Santa Sede e la FSSPX.
Sotto il pontificato di Benedetto XVI ci fu un chiaro tentativo di migliorare i rapporti con la FSSPX. La Santa Sede aveva persino preso in considerazione la possibilità di una Prelatura Personale se avesse accettato i principi dottrinali del Concilio Vaticano II, seppur con alcune riserve. Ratzinger concordò con il suo superiore di allora, Bernard Fellay, di istituire una commissione di dialogo per porre fine al conflitto. Questa commissione arrivò più volte vicina a raggiungere un accordo minimo, ma alla fine non fu mai firmato alcun accordo formale.
Attualmente, i lefebvriani non godono del pieno riconoscimento canonico, il che significa che i loro atti liturgici e ministeriali mancano di legittimità giuridica all'interno della Chiesa cattolica. L'offerta del Vaticano significa che si cercherebbe un meccanismo affinché il gruppo tradizionalista possa vedere riconosciuta la propria spiritualità, senza dover comportarsi al di fuori di Roma.
Lefebvriani nel mondo
Si stima che circa 100.000 persone condividano la spiritualità dei Lefebvriani; contano sei seminari e sono presenti in circa 60 paesi. Il suo fondatore, il vescovo francese Marcel Lefebvre, decise unilateralmente di ordinare nuovi vescovi per garantire la continuità del suo movimento tradizionalista. Secondo il sito web della Fraternità San Pio X, "Nel 1988, vedendo che la situazione della Chiesa non faceva che peggiorare, e scandalizzati dall'incontro ecumenico di Assisi del 1986, Mons. Lefebvre decise di consacrare vescovi per garantire la perpetuità della sua opera, senza l'autorizzazione del papa, una mossa che costrinse l'allora pontefice, Giovanni Paolo II, a scomunicarli.
Benedetto XVI aveva revocato unilateralmente questa sanzione nel 2009, lasciando il loro status canonico in sospeso, poiché non hanno compiuto alcun passo indietro rispetto alla rottura con il Concilio Vaticano II. Papa Francesco aveva autorizzato i loro sacerdoti a celebrare matrimoni canonicamente validi e ad ascoltare le confessioni, ma questo non li ha incoraggiati ad avvicinarsi a Roma.
Ora, la Santa Sede ha ricordato la loro situazione attuale, in modo che possano chiarire da che parte vogliono stare, nonostante Leone XIV avesse dato alcuni segnali di pacificazione nei confronti dei settori più conservatori della Chiesa, come l'autorizzazione a celebrare la Messa tridentina in latino nella Basilica di San Pietro, cosa che era molto limitata ai tempi di Francesco.
Don Pagliarani sottoporrà la proposta al Consiglio della FSSPX e comunicherà la risposta al Dicastero. In caso positivo, saranno definite tappe e modalità del percorso. La Chiesa si trova in un momento di delicata attesa riguardo a quello che potrebbe essere un ripetersi degli eventi del 1988, quando la consacrazione di vescovi senza il permesso di Roma portò alla scomunica di monsignor Marcel Lefebvre.