L'omicidio a Massa

Giacomo Bongiorni, uno dei fermati: "Ha dato una testata al mio amico, non lo abbiamo sfiorato"

I due maggiorenni arrestati si difendono davanti al Gip. Faro sulla rissa

"Io Giacomo Bongiorni non l'ho nemmeno sfiorato", ha detto alla gip Antonia Aracri di Massa il 23enne Alexandru Miron. "Aveva colpito con una testata il mio amico di 17 anni, lui ha reagito con pugni, io e un altro abbiamo bloccato il cognato che ci attaccava", ha aggiunto il 19enne Eduard Alin Carutasu. I due maggiorenni, che all'esito dell'udienza di convalida la giudice Aracri ha deciso di tenere in carcere per l'omicidio di Massa "per pericolo di reiterazione del reato", si sono difesi anche dicendo questo nell'interrogatorio di garanzia. Tuttavia la gip di Massa non ha convalidato il fermo disposto dalla procura perché non ravvisa il pericolo di fuga.   

I due con le loro dichiarazioni alla giudice si sono smarcati dalla posizione dell'amico 17enne, già pugile agonistico, che domani verrà interrogato dal gip minorile di Genova. Parole che dovranno essere verificate dagli investigatori che stanno analizzando i video e che comunque fanno emergere sempre di più i contorni della vicenda: una rissa davanti ad un kebab di piazza Palma la sera dell'11 aprile, sfociata in un omicidio.

La ricostruzione dei fatti

Passata la mezzanotte un gruppo di ragazzi, circa una decina, alcuni di loro visibilmente ubriachi, dopo avere raggiunto a piedi piazza Palma hanno iniziato a lanciare bottiglie e bicchieri contro la vetrina di un negozio. Il cognato di Bongiorni li ha invitati a smettere. A quel punto sarebbe nata l'aggressione da parte del “branco” di giovanissimi.

Gli interrogatori ai due maggiorenni confermerebbero che Giacomo Bongiorni e il fratello della fidanzata, Gabriele Tognocchi, non si sono tirati indietro anche dopo aver ottenuto dal gruppetto -con un rimprovero - di raccattare vetri di bottiglia da terra. "Dopo che i ragazzi hanno raccolto i vetri rotti", "la cosa sembrava finita là. Poi "Bongiorni" e tornato verso di loro "e ha assestato una testata a uno" mentre il cognato "si è fatto sotto", ha detto in buona sostanza Carutasu alla giudice come viene riportato dal difensore Enzo Frediani. A quel punto, ha aggiunto il legale, "Carutasu e un altro sono andati incontro al cognato che impugnava una bottiglia e lo hanno bloccato e colpito. Intanto proseguiva l'altro scontro perché il ragazzo che ha avuto la testata ha reagito e colpito a pugni" Bongiorni. Il ragazzo corrisponde al 17enne sottoposto a fermo a Genova, che domani al gip potrà dare la sua versione e spiegare quali lesioni gli ha causato la testata.

Bongiorni è intervenuto in difesa del cognato e durante l'aggressione è finito a terra battendo la testa, andando poi in arresto cardiaco, per lui fatale. Il cognato della vittima è ricoverato in ospedale con alcune fratture. Il figlio della vittima non ha subito lesioni.

"Si nota dalle immagini che una volta andato a terra, prosegue l'azione energica contro di lui", aveva detto il colonnello Alessandro Dominici comandante provinciale di Massa Carrara nella conferenza stampa col procuratore Capizzoto. I due maggiorenni fermati dalla procura di Massa, aveva aggiunto Dominici, hanno "precedenti di polizia, ma non di rilievo significativo e non specifici rispetto a questo evento".

Le testimonianze: i nostri figli si sono difesi

Inoltre, secondo quanto riportano anche altri quotidiani, anche i genitori degli altri arrestati dicono che i loro figli si sarebbero difesi da un'aggressione di Bongiorni e del fratello della fidanzata Gabriele Tognocchi, davanti al kebab di piazza Palma la sera di sabato 11 aprile.

"Da quello che sappiamo anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi - dice il padre del 19enne Eduard Alin Caratasu - Io credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento", "non siamo criminali, mio figlio non è un criminale".

Il padre, Gabriel Caratasu si è detto disposto a pagare gli studi al figlio di Bongiorni, il bimbo di 11 anni che ha visto il padre morire sotto i colpi del branco. Anche il padre di Ionut Alexandru Miron dice che suo figlio "non è un cattivo ragazzo, lavora, non so cosa gli sia passato per la testa: forse ha visto il suo amico colpito e ha perso il controllo. Ma non doveva farlo, non gli ho insegnato questo, non si risolve con la violenza".

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Il luogo in cui Giacomo Bongiorni, 47enne massese, ha perso la vita davanti al figlio di 11 anni, dopo un'aggressione da parte di un gruppo di ragazzi, Massa, 12 aprile 2026
Il luogo in cui Giacomo Bongiorni, 47enne massese, ha perso la vita davanti al figlio di 11 anni, dopo un'aggressione da parte di un gruppo di ragazzi, Massa, 12 aprile 2026 (ansa)

Il luogo dell'omicidio e le telecamere

Piazza Palma è una delle principali piazze cittadine e non è escluso che per ricostruire quanto accaduto gli inquirenti possano utilizzare eventuali telecamere che si trovano attorno alla zona dell'aggressione.

L'episodio si inserisce in un contesto di recenti tensioni nel centro cittadino. Circa dieci giorni fa, sempre nelle ore notturne, si era verificata una lite tra gruppi di giovani nella zona tra via Giardini, via Guidoni e via del Tribunale, con lancio di bottiglie e alcuni feriti.

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Il sindaco di Massa: “Violenza inaudita che ha scosso l'intera comunità”

Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, commenta la morte di Giacomo Bongiorni: “A nome della città esprimo profondo dolore e grande sconcerto per questo episodio di violenza inaudita, aggravata da motivi futili, che ha scosso l’intera comunità. Rivolgo le più sentite condoglianze e la mia vicinanza alla famiglia di Giacomo Buongiorni, duramente colpita da una tragedia così grave e ingiusta. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché sia fatta piena luce su quanto accaduto: il luogo è videosorvegliato”.

E aggiunge Persiani: “Attendiamo gli esiti delle indagini dei Carabinieri, con l’auspicio che il fatto sia rapidamente accertato e i responsabili individuati e puniti. Il nostro impegno è e resta quello di garantire che Massa sia una città sicura, in cui ogni cittadino possa sentirsi protetto. Per questo chiederemo a Prefettura e Questura un rafforzamento dei controlli sul territorio, anche alla luce dell’escalation di episodi che hanno portato al verificarsi di questa tragedia. Attendiamo l'esito dell'indagine della procura di Massa e dei carabinieri. Il giorno delle esequie sarà proclamato il lutto cittadino”.

Francesca Fialdini: “Era un mio compagno di classe”

“Giacomo Bongiorni era un mio compagno di classe. Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini, è doppiamente doloroso. Giacomo era un papà e ha agito in quanto tale oltre che da cittadino. Mi chiedo ora dove siano i papà di quei ragazzi e anche dove siano gli altri cittadini, quelli che ci governano pensando che parlare di educazione emotiva a scuola non serva a nulla. Ma anche quelli che non mettono in piedi nessuna offerta alternativa credibile per i giovani, che oggi hanno evidentemente bisogno di altro per una socializzazione sana e rispettosa”.

Così Francesca Fialdini, conduttrice televisiva Rai, originaria di Massa, commenta la morte di Giacomo Bongiorni.

La compagna: “Avevamo deciso di sposarci, i nostri sogni distrutti”

"Dovevamo sposarci, lo hanno ammazzato davanti ai miei occhi". Sono le parole di Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo Bongiorni, che ha assistito all'aggressione. "Ma come è possibile? Non si può morire così. Lo rivoglio tra le mie braccia".  Un fiume di lacrime, uno strazio infinito quello della donna con cui sognava un futuro insieme: i due volevamo sposarsi. "Eravamo nella piazza, li hanno circondati, picchiati. Ho iniziato a chiedere aiuto, il bambino cercava di alzare il padre da terra e sono scappato con lui per metterlo in salvo. È stato terribile. Siamo distrutti. Ditemi che è solo un brutto sogno", racconta la donna al quotidiano Repubblica.