Elezioni israeliane

Gadi Eisenkot, l'ex generale di destra che punta a spodestare Netanyahu

Entra nel governo d'emergenza dopo il 7/10, ministro senza portafoglio e membro del gabinetto di guerra. Ne esce nel 2024 per divergenze politiche. Nel 2025 fonda Yashar. Non escluderebbe i partiti arabi. In guerra ha perso un figlio e due nipoti

Mettere fine al governo di Benjamin Netanyahu con "sicurezza e prosperità", come "missione di vita" per il futuro dello Stato di Israele. È l'obiettivo che si è posto per le elezioni del 27 ottobre Gadi Eisenkot, ex generale e principale rivale del primo ministro in carica. 

Nato a Tiberiade il 19 maggio 1960, Eisenkot è cresciuto a Eilat ed è il secondo di quattro figli di una famiglia di immigrati ebrei marocchini. Ha passato gran parte della sua vita all'interno delle forze armate, ricoprendo nel corso degli anni ruoli di comando nella brigata Golani, nella divisione corazzata Bashan e nella divisione Giudea e Samaria, fino ad arrivare ai vertici dell'Idf, dove nel 2012 è stato nominato vice capo di Stato maggiore, per poi diventare il 21esimo capo di Stato maggiore nel febbraio 2015. 

A ottobre 2008 Eisenkot, nell'ambito del conflitto con il Libano, ha inventato la 'dottrina Dahiya', che prende il nome dal quartiere Dahieh, roccaforte di Hezbollah a Beirut, in base alla quale nelle guerre definite 'asimmetriche' è possibile anche agire in maniera "sproporzionata" e distruggere infrastrutture civili per negare il loro uso ai combattenti. Nel corso della sua carriera ha anche elaborato il piano 'Gideon' per migliorare le capacità delle forze di difesa israeliane a terra, in aria e in mare, nonché nei settori dell'intelligence e della sicurezza informatica. 

Una volta terminato il suo incarico come capo di Stato maggiore nel 2019, Eisenkot ha scelto la strada della politica ed è stato eletto alla Knesset nel 2022 tra le fila del Partito di unità nazionale di Benny Gantz. 

Il 12 ottobre 2023 è entrato a far parte del governo di emergenza guidato da Benjamin Netanyahu dopo l'attacco del 7 ottobre, come ministro senza portafoglio e membro del gabinetto di guerra. 

Eisenkot ha pagato un caro prezzo nel corso della guerra a Gaza. Il figlio 25enne Gal è morto in battaglia a Jabalia il 7 dicembre 2023, durante un'operazione di recupero dei corpi degli ostaggi. Mentre due nipoti, di 19 e 22 anni, sono morti nel corso dei combattimenti nella Striscia.

Con il passare dei mesi dell'operazione a Gaza, l'ex generale ha via via espresso posizioni diametralmente opposte rispetto a quelle del primo ministro in merito alla strategia necessaria per riportare a casa vivi gli ostaggi nelle mani di Hamas, sostenendo la necessità di un accordo per via diplomatica che consentisse la loro liberazione. 

Nel giugno 2024 Eisenkot si è dimesso dal governo insieme al suo schieramento politico, in aperto contrasto con la gestione della guerra da parte di Netanyahu. Nel giugno 2025 ha poi lasciato anche il partito di Gantz, di cui ha criticato la gestione interna, e si è dimesso dal suo seggio alla Knesset. 

Nel settembre 2025 Eisenkot ha fondato il partito 'Yashar' (letteralmente 'retto', 'onesto', 'giusto') che - secondo quanto si legge sul sito della formazione politica di stampo centrista - si pone come compito quello di essere una "valida alternativa" al governo e riportare Israele "sulla sua strada", garantendone l'esistenza come "Stato ebraico, democratico, sicuro e potente, nello spirito della Dichiarazione d'indipendenza". 

Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore israeliano
Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore israeliano (ANSA)
17/01/2026

Le principali affermazioni in campagna elettorale


Il 18 ottobre scorso nel corso di una conferenza a Tel Aviv, Eisenkot ha dichiarato di "ammirare il presidente americano" Donald Trump, il quale aveva appena espresso il suo "pieno e totale sostegno" a Netanyahu "nella corsa alla rielezione". Ma ha osservato: "Israele è un Paese democratico: solo gli israeliani possono scegliere i propri leader", ha affermato replicando allo storico alleato dello Stato ebraico. 

Il 21 ottobre alla Radio israeliana 103 ha affermato che non farà parte di un governo guidato dal premier Netanyahu, nemmeno in base a un accordo di rotazione. "Prometto inequivocabilmente che non accetterò di lavorare sotto Netanyahu con un accordo di rotazione. Punto e basta. Se ciò dovesse accadere, mi dimetterei un'ora dopo".

Il 22 ottobre scorso dopo la diffusione del messaggio di Hamas che minaccia Israele di un nuovo attacco come il 7 ottobre, Gadi Eisenkot ha scritto su X un duro attacco all'attuale esecutivo. "A più di 3 anni dalla più grande catastrofe nella storia dello Stato, l'organizzazione terroristica Hamas continua a controllare la Striscia di Gaza e rappresenta una minaccia per i cittadini israeliani. Non c'è mai stato un altro governo in Israele che abbia goduto di un sostegno pubblico e internazionale così ampio per smantellare Hamas. Non c'è mai stato un altro governo che abbia fallito in modo così sistematico e irresponsabile nel raggiungere gli obiettivi di guerra che esso stesso aveva fissato, sprecando i risultati ottenuti dai combattenti sul campo".

Eisenkot non ha escluso la possibilità di un appoggio esterno da parte di Ra'am (acronimo ebraico di Lista Araba Unita), il partito islamico moderato guidato da Mansour Abbas, che nel 2021 aveva accettato di unirsi a una coalizione di oppositori a Netanyahu, rendendo Ra'am il primo partito arabo a entrare a far parte di un governo israeliano. 

 

Il leader del partito Yashar Gadi Eisenkot
Il leader del partito Yashar Gadi Eisenkot (Ansa)