Sale il bilancio: 3.685 morti
l bilancio ora ammonta a 3.685 morti, secondo un comunicato diffuso dal governo. "Bilancio ufficiale del 7 luglio: 3.685 morti, 16.740 feriti", secondo il comunicato. Le autorità evitano di parlare di persone scomparse, ma le Nazioni Unite stimano che potrebbe arrivare a 50.000, con alcune proiezioni vicine ai 10.000. Il bilancio precedente, datato domenica, era di 3.535 morti.
A breve riaprirà aeroporto Caracas per voli civili
La Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che l'aeroporto internazionale danneggiato dal doppio terremoto del mese scorso riaprirà il prima possibile utilizzando una pista alternativa.
L'aeroporto internazionale 'Simon Bolivar' si trova a La Guaira, a nord di Caracas, epicentro dei terremoti del 24 giugno che hanno fatto crollare decine di edifici residenziali e ucciso piu' di 3.500 persone. Uno dei peggiori disastri sismici dell'America Latina ha lasciato migliaia di persone senza casa e altre migliaia ancora disperse, soprattutto a La Guaira, gravemente danneggiata, dove le famiglie stanno ancora scavando tra le macerie. L'aeroporto è stato parzialmente aperto ai voli umanitari.
"Ho ordinato l'attivazione immediata di un piano alternativo per consentire la ripresa dei voli commerciali il prima possibile utilizzando la pista parallela dell'aeroporto", ha affermato Rodriguez in un messaggio sul suo account Telegram.
Aviatori ed esperti militari statunitensi hanno contribuito alla riapertura dell'aeroporto e alla riparazione del porto di La Guaira, colpito dal terremoto, per agevolare la consegna di rifornimenti ed attrezzature.
Parlando ai giornalisti durante una conference call, l'incaricato d'affari dell'ambasciata statunitense John Barrett ha affermato che i funzionari statunitensi sono già in trattative con le compagnie aeree commerciali americane per riprendere i voli. "C'e' ancora del lavoro da fare in termini di infrastrutture per supportare le operazioni commerciali dell'aeroporto", ha affermato, senza fornire una data precisa.
Il capo del Comando meridionale degli Stati Uniti, generale Francis Donovan, ha affermato che il personale militare statunitense continua a fornire assistenza nel controllo del traffico aereo e nelle operazioni di trasporto merci via terra presso l'aeroporto. Circa 2.000 soldati statunitensi sono stati schierati in Venezuela per contribuire ai soccorsi in caso di calamita' e spesso elicotteri e aerei statunitensi atterrano all'aeroporto.
In Venezuela 231 salme senza familiari a La Guaira dopo il terremoto
Restano senza familiari 231 delle circa 2.400 vittime recuperate dopo il doppio terremoto che ha devastato lo Stato venezuelano di La Guaira. Lo ha reso noto il governatore José Alejandro Terán, spiegando che tutte le salme sono state identificate con tecnologie forensi avanzate e che quelle non reclamate saranno sepolte nel cimitero La Esperanza.
Terán ha escluso l'esistenza di fosse comuni, assicurando che ogni vittima avrà una sepoltura individuale, con croce e targa identificativa, nel rispetto dei protocolli internazionali e sotto la supervisione della Croce Rossa.
Una versione contestata da testimoni citati dall'agenzia Efe, secondo cui nel cimitero sarebbero invece in corso sepolture di centinaia di corpi non identificati in grandi fosse aperte per l'emergenza. Un dipendente della struttura, rimasto anonimo, ha riferito dell'arrivo di numerosi camion con cadaveri negli ultimi giorni e ha stimato che circa 800 persone siano già state tumulate nell'area predisposta.
Inviato dell'Onu Fletcher arrivato a Caracas
Tom Fletcher, il Coordinatore Onu per gli aiuti di emergenza, è arrivato oggi in Venezuela, dove sarà impegnato in una visita di quattro giorni per incontrare i sopravvissuti e gli operatori in prima linea dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Paese quasi due settimane fa. Domani mattina Fletcher parlerà da Caracas durante una riunione virtuale a livello ministeriale con gli Stati membri, dedicata alla risposta umanitaria finora messa in atto. Intanto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, ha fatto il punto della situazione legata agli aiuti umanitarii: il piano d'emergenza, ha detto, è stato finanziato solo parzialmente. "Prima dei terremoti il piano di risposta umanitaria per il Venezuela da 632 milioni di dollari aveva ricevuto 115 milioni. Da allora i finanziamenti sono saliti a 300 milioni", ha spiegato. L'Onu spera che gli aiuti si moltiplichino per poter affrontare la drammatica situazione.
Governatrice Madrid riceve Edmundo Gonzalez e annuncia 1 mln aiuti
La governatrice di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha annunciato che l'esecutivo regionale stanzierà un milione di euro per gli aiuti umanitari in Venezuela a seguito del doppio terremoto che ha devastato il Paese. Díaz Ayuso ha ricevuto oggi l'oppositore venezuelano, Edmundo Gonzalez Urrutia, che rivendica la presidenza del Paese, alla Real Casa de Correos prima di partecipare all'omaggio organizzato a Puerta del Sol per le vittime del sisma. Gli aiuti, secondo la Regione di Madrid, permetteranno di attuare interventi tra luglio e dicembre per far fronte ai bisogni primari più urgenti e facilitare l'accesso ai servizi sanitari per la popolazione colpita, in particolare a Caracas e La Guaira. Tali interventi saranno rivolti principalmente alle persone e alle famiglie più vulnerabili, che hanno perso la casa o non possono farvi ritorno. Si rivolgeranno a coloro che vivono in rifugi temporanei o all'aperto, nonché alle comunità che hanno subito interruzioni nell'accesso all'acqua, all'elettricità, alle comunicazioni e all'assistenza sanitaria. L'assessorato alla Famiglia, Gioventù e Affari sociali distribuirà beni di prima necessità attraverso diverse organizzazioni sociali, rafforzando l'assistenza sanitaria d'emergenza con personale medico e supporto psicosociale, e garantendo l'accesso all'acqua potabile tramite filtri, contenitori e pastiglie di purificazione. Inoltre, potenzierà le capacità logistiche con apparecchiature di telecomunicazione, mezzi di trasporto e risorse umane.
Familiari delle vittime del terremoto in Venezuela contro l'avvio delle demolizioni
Familiari delle vittime del terremoto in Venezuela chiedono alle autorità di posticipare la demolizione degli edifici a rischio di crollo fino a che non verranno recuperati tutti i corpi delle persone decedute.
L'appello, segnala la testata El Nacional, arriva mentre funzionari delle Forze Armate, della Protezione Civile e di altre agenzie stanno lavorando per identificare gli edifici da demolire o dichiarare agibili in diverse aree dei sette stati colpiti dal terremoto.
"Non possiamo permettere che demoliscano questo edificio quando ci sono ancora così tanti familiari sepolti da recuperare, vivi o morti", ha detto Michell Gutiérrez, 30 anni, che cerca ancora il corpo di suo padre per dargli una degna sepoltura.
Altri familiari si lamentano della lentezza dei soccorsi e affermano che gli aiuti governativi non sono ancora giunti a La Guayra denunciando il fatto che la polizia militarizzata fornisce loro alcun supporto.
"Ci sentiamo abbandonati ogni volta che un familiare va a cercare i suoi parenti con il rischio di nuovi crolli", affermano.
Le autorità non forniscono dati aggiornati sulle persone di cui non si hanno notizie dal 25 giugno mentre il sito desaparecidosterremotovenezuela.com segnala ancora 30 mila persone di cui non si hanno notizie.
Nel frattempo la maggior parte delle squadre di soccorso internazionali si sono ritirate dalle zone colpite e negli edifici distrutti, rimangono perlopiù volontari venezuelani, vigili del fuoco, personale della protezione civile nazionale e residenti locali, che continuano a rimuovere le macerie.
Oltre 14.600 gli sfollati ospitati in campi di accoglienza
A tredici giorni dai terremoti che hanno colpito il Venezuela, 14.634 persone vivono ancora negli 87 campi di accoglienza temporanei allestiti dal governo. Lo rende noto un aggiornamento pubblicato su Telegram dal ministro dell'Istruzione Hector Rodriguez, secondo cui le strutture dispongono complessivamente di 20.227 posti. Lo Stato di La Guaira, l'area più colpita dal sisma, concentra il maggior numero di sfollati, con 8.613 persone ospitate in 26 campi, otto dei quali sono in fase di ampliamento. A Caracas sono invece operativi 39 centri di accoglienza, con una capacità di 11.192 posti, dei quali 4.961 già occupati. Nello Stato di Miranda restano aperti 22 campi, che ospitano attualmente 1.060 persone su una disponibilità complessiva di 2.003 posti. Secondo il ministro, istituzioni pubbliche, settore privato, comunità locali e organizzazioni internazionali stanno collaborando per rafforzare la capacità logistica dei centri e garantire la massima assistenza alle famiglie colpite dal terremoto.
Verso la riapertura parziale dell'aeroporto di Caracas
Il governo venezuelano punta a riattivare nei prossimi giorni parte dei voli commerciali dall'aeroporto internazionale Simon Bolivar di Maiquetia, principale scalo del Paese, chiuso dal 24 giugno dopo i terremoti che hanno devastato la regione di La Guaira. Lo ha annunciato durante un sopralluogo ai lavori di ripristino la presidente ad interim Delcy Rodriguez, secondo cui le operazioni riprenderanno inizialmente utilizzando una pista parallela meno danneggiata, mentre proseguono gli interventi per riparare le aree danneggiate dal sisma.
La presidente non ha indicato una data per la riapertura, ma ha parlato di un “piano immediato” per consentire il ritorno dei collegamenti aerei. Dalla chiusura dello scalo, diverse compagnie hanno trasferito temporaneamente i voli sull'aeroporto di Valencia, a circa 170 chilometri da Caracas. Il governo ha inoltre annunciato una partnership internazionale per la ricostruzione dell'aeroporto di Maiquetía e un piano di recupero delle altre infrastrutture aeroportuali colpite. Nei giorni scorsi anche l'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) aveva sollecitato il rapido ripristino dell'operatività dello scalo, offrendo assistenza tecnica al governo venezuelano.
Partita dall'Italia una nuova delegazione di medici italo-venezuelani
È partita dall'Italia una delegazione umanitaria composta da sette medici e un infermiere italo-venezuelani per assistere la popolazione colpita. L'iniziativa, coordinata dalla giornalista Marinellys Tremamunno, presidente dell'associazione “Venezuela: La Piccola Venezia”, si svolge sotto la guida della Protezione Civile italiana, in collaborazione con i Ministeri degli Esteri e della Difesa, con quest'ultimo che ha messo a disposizione un velivolo dell'Aeronautica Militare. La missione sanitaria sul campo avrà una durata di circa 10 giorni. Il gruppo comprende tre ortopedici-traumatologi, due anestesisti, un pediatra, un chirurgo e un infermiere di area critica, gran parte dei quali in servizio presso l'Azienda Sanitaria Regionale del Molise. “I nostri medici hanno deciso di dedicare le ferie per aiutare la popolazione colpita dal sisma nel Paese in cui sono nati. Grazie all'Italia, oggi possono restituire questa solidarietà”, ha dichiarato Tremamunno, ringraziando il sottosegretario Alfredo Mantovano per l'accoglimento della proposta.
La presidente Rodríguez promette alloggi ai terremotati entro fine anno
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha garantito che entro la fine dell'anno consegnerà soluzioni abitative alla popolazione che ha perso casa. Il Ministero dell'Edilizia e dell'Habitat sta sviluppando progetti “il più rapidamente possibile per affrontare la situazione”, ha spiegato Rodríguez durante l'insediamento di un comitato per affrontare la crisi edilizia, aggiungendo che “ci sono migliaia di soluzioni entro la fine dell'anno”. Non ha tuttavia specificato se si riferisse a campi, rifugi o alloggi permanenti per le famiglie colpite.
Secondo i calcoli dell'esecutivo, oltre 17mila persone sono rimaste senza casa, confermando la necessità di aiuti internazionali. Allo scopo, il governo ad interim ha formalmente richiesto assistenza tecnica e finanziaria al Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp). Quest'ultimo, basandosi sulle stime preliminari dei danni, ha previsto un valore di 6,7 miliardi di dollari. Da parte sua, la società di consulenza venezuelana Econalítica ha affermato che il costo si sta avvicinando agli 8 miliardi di dollari, pari al 7% del Pil, e ha sottolineato che la ricostruzione richiederà almeno il doppio di tale importo.
Anche a causa del sisma, il Venezuela riceve le prime banconote in dollari dal 2019
Il Venezuela ha ricevuto la sua prima spedizione ufficiale di dollari in contanti dagli Stati Uniti dopo diversi anni. Secondo il sito di notizie economiche Bitácora Económica, il primo lotto di banconote è arrivato il 3 luglio. Nelle prossime settimane sono previste nuove spedizioni per rifornire sia le banche pubbliche che quelle private, consentendo la vendita di dollari in contanti a privati e imprese. Il flusso formale di banconote fisiche era stato fortemente limitato dall'introduzione delle sanzioni finanziarie nel 2019. L'autorizzazione emessa dall'Office of foreign assets control (Ofac, l'agenzia del Dipartimento del Tesoro americano che amministra e applica le sanzioni economiche) consente transazioni finanziarie con la Banca centrale del Venezuela e le banche statali. L'operazione rientra nell'ambito degli accordi commerciali raggiunti tra l'amministrazione del presidente Donald Trump e la presidente ad interim Delcy Rodríguez. Si ritiene che il doppio terremoto del 24 giugno abbia accelerato il processo per evitare ulteriori pressioni sul tasso di cambio a causa della carenza di valuta fisica.
Il bilancio delle vittime del sisma sale a 3.535
E' salito a 3.535 morti il bilancio del sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez, nell'ultimo bollettino pubblicato, secondo il quale i feriti sono 16.740. I devastanti terremoti del 24 giugno hanno raso al suolo interi quartieri nello stato di La Guaira, a nord di Caracas, e migliaia di persone risultano ancora disperse. Il governo ha dichiarato che oltre 17.000 sono rimaste senza casa, senza fornire una cifra precisa per i dispersi che, secondo le Nazioni Unite, sarebbero 50.000.
Molti sopravvissuti vivono in campi improvvisati per strada, nei parchi pubblici o nei parcheggi. Mentre l'attenzione si sposta dal salvataggio dei sopravvissuti alla sepoltura dei morti e alla rimozione delle macerie, le squadre di soccorso internazionali hanno iniziato a lasciare il Venezuela. Ieri le autorita' hanno iniziato a seppellire decine di vittime non identificate in una fossa comune, mentre una fila di semplici croci bianche con piccoli mazzi di fiori ai piedi segna una lunga serie di tombe individuali nel cimitero di La Esperanza a La Guaira, tutte con la stessa data di morte: 24 giugno 2026.
Salito a 3.535 il numero delle vittime del sisma
E' salito a 3.535 morti il bilancio del sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez, nell'ultimo bollettino pubblicato, secondo il quale i feriti sono 16.740.
La presidente Rodriguez cambia il ministro dei Traporti
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato un rimpasto di governo undici giorni dopo i terremoti che hanno devastato il Paese provocando almeno 3.342 morti. Mentre proseguono le operazioni di recupero delle vittime ancora sepolte sotto le macerie, Rodriguez ha nominato l'ingegnere Francisco Garces nuovo ministro dei Trasporti. Garces sostituisce Jacqueline Faria, figura storica del Chavismo, alla quale Rodriguez ha affidato la guida degli interventi per la ricostruzione di abitazioni e infrastrutture attraverso la nuova “Gran Mision Venezuela Renace” il programma governativo creato per coordinare la risposta all'emergenza. Nominato di recente anche a capo della Commissione presidenziale incaricata di ispezionare gli edifici danneggiati dal sisma, Garces avrà il compito di rafforzare il sistema dei trasporti e coordinare il ripristino delle infrastrutture strategiche. Negli ultimi giorni il Ministero dei Trasporti è stato impegnato nelle verifiche sulla rete viaria danneggiata e nella mobilitazione di mezzi e macchinari per gli interventi di emergenza e di ricostruzione, in particolare nello Stato di La Guaira, una delle aree più colpite dai terremoti.
Sale la rabbia dei residenti in Venezuela: "Ci hanno dato case scadenti"
Mentre in Venezuela, quasi due settimane dopo il doppio terremoto, i residenti continuano a setacciare le macerie degli edifici in cerca di sopravvissuti, molti ora rivolgono la loro rabbia contro il governo, accusandolo di aver costruito appartamenti scadenti per tornaconto politico. Quando il sisma ha colpito la costa settentrionale del Paese, gli alloggi popolari nello stato di La Guaira sono diventati tra i luoghi con la più alta concentrazione di vittime. Alcuni degli enormi grattacieli, dove vivevano migliaia di persone, sono crollati come castelli di sabbia. La loro costruzione fu una dichiarazione d'intenti dell'allora presidente socialista, Hugo Chávez, al governo dal 1999 al 2013, come promessa di fornire alloggi dignitosi ai poveri. La devastazione ha però sollevato interrogativi sul ruolo del ‘chavismo’ al potere nella perdita di così tante vite in strutture che, lanciate nel 2011, secondo gli esperti edili, non avrebbero resistito a un forte terremoto. Soprattutto perché innalzate a un ritmo forsennato su terreni considerati impropri e con materiali di scarsa qualità, in gran parte nascondendo alla gente i dettagli progettuali e le analisi morfologiche. “Hanno costruito questo posto nel modo sbagliato. Non dovrebbe nemmeno esistere qui, non avrebbero dovuto farci abitare” ha detto agli inviati del New York Times Sergio Castillo, di 28 anni, che ha trascorso tre giorni a scavare nel complesso OPPPE 27 di La Guaira per trovare suo cugino, Diego Tovar, di 16 anni.
Dodicenne sopravvive sotto le macerie per 32 ore mangiando ketchup e formaggio
Intrappolata sotto le macerie del terremoto per 32ore, Fabiana, 12 anni, sopravvive mangiando ketchup e formaggio. Si era rifugiata in cucina, nell'appartamento al piano terra di un edificio di 10 piani, quando i due potenti terremoti hanno scosso il Venezuela a pochi secondi di distanza l'uno dall'altro. “Per qualche ragione, avevo speranza e fede” ha detto Fabiana. “Una delle mie gambe era piegata in una posizione dolorosa e ho spostato delle macerie per raddrizzarla. Mentre lo facevo mi sono procurata graffi e tagli, ma ho trovato una bottiglia di ketchup e del formaggio grattugiato. È questo che mi ha tenuta cosciente”.
Grazie all'aiuto dei soccorritori, che erano riusciti a scavare un tunnel abbastanza largo da poter tirare fuori la ragazza 32 ore dopo il terremoto, Fabiana è stata tratta in salvo, crollando tra le braccia della madre. “Quando sono uscita, ho visto la mia famiglia, ho visto l'edificio completamente crollato, e mi sembrava irreale, come se fosse una serie televisiva” ha detto Fabiana. Delle quasi 50 persone che vivevano nel suo palazzo, solo tre sono state tratte in salvo vive.
Il nuovo bilancio delle vittime: 3342 morti
Il bilancio delle vittime dei terremoti in Venezuela è salito a 3.342, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 16.740. Lo ha reso noto il governo venezuelano, che continua a non fornire una stima ufficiale dei dispersi; 17.345 persone sono senza fissa dimora, o perché le loro case sono crollate o danneggiate, o perché la loro abitabilità è ancora in fase di valutazione. Per far fronte a questa situazione, sono stati allestiti 79 campi temporanei.
"Ho avuto un colloquio con Alexander De Croo, Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), che ho ringraziato per la disponibilità dell'organizzazione ad affiancare il Venezuela nella risposta ai terremoti dello scorso 24 giugno", ha scritto in un post su X la presidente Delcy Rodriguez. "Abbiamo richiesto il sostegno dell'UNDP per promuovere programmi nei settori dell'edilizia abitativa e dell'istruzione, nonché programmi di formazione professionale e di avviamento al lavoro destinati alle comunità colpite. Proseguiamo nel percorso di cooperazione internazionale per sostenere gli sforzi del Governo nazionale a favore della nostra popolazione e dello sviluppo del Paese", conclude.
Venezuela. "Panchito il sopravvissuto", il pappagallo salvato dalle macerie dai vigili del fuoco
In Venezuela creata una nuova unità militare per gestire le emergenze
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha ordinato la creazione di una nuova unità militare per la gestione delle emergenze in caso di calamità, in seguito alle critiche mosse alla mancata risposta delle forze armate nazionali dopo il doppio terremoto del 24 giugno. "Ho ordinato al ministero della Difesa di creare una task force speciale per le emergenze, incaricata di rispondere a disastri di questa natura, che prenderà il nome del Gran Maresciallo di Ayacucho Antonio José de Sucre", ha annunciato l'esponente del 'chavismo' al potere, che ieri ha compiuto sei mesi da presidente ad interim. Rodríguez ha inoltre scelto l'ingegnere civile Francisco Garcés come nuovo ministro dei Trasporti, recentemente nominato a capo della commissione presidenziale incaricata di ispezionare le case colpite dal sisma per verificarne le condizioni di abitabilità.
Sette giornalisti morti nel sisma in Venezuela, il cordoglio per le vittime
Sette giornalisti e operatori dei media venezuelani sono morti in seguito ai due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che, a 39 secondi di distanza, hanno colpito il Paese il 24 giugno scorso. Lo ha reso noto il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp), che ha espresso cordoglio per la scomparsa di Adriany Matute, Emilys Sarache, José Ángel Rivero, Javier José Rodríguez, Lissi Contreras, Oriana Guedez e Sinaí Rivas. In una nota diffusa sui propri canali social, il sindacato afferma che "le loro morti colpiscono le famiglie, i colleghi e l'intera categoria giornalistica" e rende omaggio al loro impegno professionale nei diversi ambiti dell'informazione e della comunicazione. Il Sntp ha inoltre espresso vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime in quello che definisce "un momento di profondo dolore". L'ultimo bilancio ufficiale dei terremoti registra quasi 3.000 morti e oltre 16.500 feriti.
Papa: ricordo nelle mie preghiere le vittime del terremoto
"Ricordo sempre nelle mie preghiere le vittime del terremoto e tutto il popolo venezuelano: che il Signore lo sostenga in questo momento così difficile". Lo ha dettp Papa Leone XIV al termine dell'Angelus davanti rivolgendosi ai pellegrini presenti in piazza San Pietro.
L'economista Josè Guerra: "Il Paese affronta il doppio terremoto con un'alta inflazione"
Venezuela: morti, feriti, dispersi e sfollati sono il pesantissimo conto del doppio terremoto
Il bilancio del terremoto gemello sale a 2.954 morti
Il bilancio delle vittime dei due devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela è salito a 2.954, secondo i dati ufficiali diffusi oggi. Il numero dei morti è aumentato di oltre 300 unità rispetto a ieri, con oltre 16.000 feriti a seguito del disastro del 24 giugno, che ha fatto crollare decine di edifici e ha lasciato migliaia di dispersi.
Lunedì riaprono scuole in zone non colpite da sisma
Lunedi' 6 luglio riapriranno le scuole nelle aree del Venezuela non interessae dai potenti terremoti che il 24 giugno hanno causato almeno 2.645 morti e 12.666 feriti. Lo ha annunciato il Ministero dell'Istruzione di Caracas, che ha inoltre disposto l'inserimento della gestione del rischio tra le materie di studio. Le lezioni resteranno invece sospese nelle zone sismiche, ovvero a Caracas e in diversi comuni degli stati di Miranda, Aragua, Falcon, Carabobo e La Guaira, quest'ultimo il piu' colpito. "In questi casi, attenderemo la conclusione delle operazioni di soccorso prima di stabilire le procedure amministrative da seguire per la chiusura dell'anno scolastico in corso", ha spiegato il ministero.
Venezuela: rilasciato il soccorritore Wilmer Cruz, era stato fermato dopo le critiche al governo
È stato rilasciato Wilmer Cruz, il soccorritore volontario venezuelano noto come "El Topo", che era stato prelevato il 1° luglio da uomini in abiti civili mentre partecipava alle ricerche dei dispersi nel complesso residenziale Opppe 26 di Caraballeda, nello Stato di La Guaira, devastato da un recente terremoto. Cruz era finito nel mirino delle autorità dopo aver espresso pubblicamente forti critiche nei confronti della gestione dei soccorsi da parte del governo di Caracas.
In un videomessaggio diffuso sui canali social subito dopo la sua liberazione, il volontario ha voluto rassicurare i sostenitori dichiarando: "Grazie a tutti, sono qui per continuare a lottare". Restano tuttavia molti lati oscuri sulla sua temporanea sparizione. Secondo quanto denunciato dai familiari, l'uomo era stato portato via da soggetti qualificatisi come agenti della Direzione Investigativa della Polizia Nazionale, senza che venisse fornito alcun mandato o spiegazione.
L'organizzazione per i diritti umani Provea ha riferito che non è tuttora chiaro quale corpo di sicurezza lo abbia effettivamente trattenuto, né dove sia stato recluso durante i due giorni di isolamento. L'ong ha inoltre specificato che Cruz è stato rimesso in libertà sotto misure cautelari e deve adesso rispondere della controversa accusa di presunto furto.
Scomparso "El Topo de la Guaira", il leader dei volontari che aveva denunciato i ritardi negli aiuti
Non si hanno notizie da giorni di Wilmer Antonio Cruz, noto come "El Topo de La Guaira".Considerato il leader dei soccorritori volontari, nei giorni difficili dell'emergenza post-terremoto è diventato una figura simbolo della protesta contro la cattiva gestione del governo nella risposta al terremoto. La preoccupazione sul suo destino era emersa di recente in rete. Ora però è Provea, la più antica organizzazione per i diritti umani attiva in Venezuela, a lanciare l'allarme sulla sua presunta scomparsa forzata.
Secondo la denuncia formalizzata dai parenti e raccolta da Provea, Cruz è stato avvicinato tre giorni fa da una commissione di funzionari vestiti di nero senza identificazione visibile che si sono presentati come membri della Direzione delle Indagini Criminali (Dip) della Polizia Nazionale Bolivariana (Pnb). Da allora non si sa nulla di lui.
Sale a 2.645 il numero delle vittime dei violenti terremoti
Il bilancio ufficiale dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno è salito a 26.45 morti e 12.666 feriti, secondo l'ultimo rapporto del Ministero del Potere popolare per le comunicazioni e l'informazione divulgato oggi dal presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez.
Dopo 9 giorni dal terremoto la Russia annuncia invio di aiuti
La Russia annuncia l'invio di aiuti umanitari al Venezuela nove giorni dopo le scosse di terremoto che hanno colpito il Paese la scorsa settimana. Il direttore della direzione America Latina del ministero degli Esteri, Alexander Shchetinin, ha anticipato l'invio del cargo umanitario a Caracas, con cibo, medicine, e tende, e di una delegazione di specialisti in epidemiologia nel corso di una cerimonia per la deposizione di un corona al monumento di Simon Bolivar, in occasione del 215 esimo anniversario della Dichiarazione di indipendenza. La Russia, che del Venezuela era alleato prima dell'intervento americano dello scorso gennaio in cui è stato deposto il Presidente Nicolas Maduro, si è limitata fino a ora a un messaggio di condoglianze per le vittime dal tono burocratico firmato da Vladimir Putin.
Sale a 16 il bilancio dei bimbi morti nel crollo dell'ospedale pediatrico
È salito a 16 il bilancio dei bambini morti nel crollo dell'ospedale pediatrico di Catia La Mar, nello Stato venezuelano di La Guaira, causato dai forti terremoti che hanno colpito la regione il 24 giugno. Lo riferiscono le autorità locali, citate dai media locali. Il dato è stato divulgato mentre cresce la protesta dei familiari delle vittime, che denunciano come, a distanza di giorni dalla tragedia, non esista ancora un elenco ufficiale delle persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Le autorità, aggiungono, non hanno reso noti i nomi dei deceduti né fornito spiegazioni sulle cause del crollo della struttura ospedaliera. Secondo il governatore di La Guaira, José Alejandro Teran, 35 persone sono sopravvissute al crollo e sono state trasferite nell'ospedale del comune di Zamora, nello Stato di Miranda, dove ricevono assistenza medica. L'ospedale era un centro specializzato nell'assistenza a bambini con disabilità neurologiche, cognitive e motorie. Il crollo della struttura ha suscitato profonda commozione nella comunità per la particolare vulnerabilità dei piccoli pazienti ospitati.
Dalla Spagna oltre 10 milioni di aiuti alla popolazione del Venezuela
Supera i 10 milioni di euro la mobilitazione di solidarietà della Spagna a favore delle popolazioni colpite dal doppio terremoto che ha devastato il nord del Venezuela. Al sostegno di governo, imprese, istituzioni e associazioni si è aggiunta anche la donazione della cantante Rosalia, ringraziata pubblicamente da Save the Children con un messaggio sui social: "La tua voce non solo riempie gli stadi e ci emoziona tutti, ma porta speranza a chi ne ha più bisogno". L'organizzazione sottolinea che, grazie al contributo dell'artista e della Fondazione Rosalia, sarà possibile garantire acqua potabile, assistenza sanitaria e spazi sicuri a migliaia di bambini e famiglie. L'importo della donazione non è stato reso noto. Nei giorni scorsi, durante un concerto a Las Vegas, la cantante aveva espresso vicinanza alla popolazione venezuelana, assicurando che avrebbe fatto "tutto il possibile "per aiutare. Il ministero degli Esteri iberico ha stanziato 1 milione di euro attraverso l'Aecid (l'Agenzia per la cooperazione internazionale e gli aiuti allo sviluppo), il Bbva ha donato 5milioni, il gruppo tessile Inditex (proprietario fra gli altri di Zara) 3 milioni di euro alla Croce rossa venezuelana, mentre il Real Madrid e il presidente Florentino Perez hanno annunciato un milione di euro ciascuno. Contributi sono arrivati anche da Banco Santander, Generalitat Valenziana, Repsol, Telefonica, La Caixa e numerose organizzazioni non governative.
Delcy Rodriguez: "Non sto bene ma lavoro dalla mattina alla sera per il Venezuela"
"Ho un grande dolore interno, ho problemi di salute. I miei medici mi dicono continuamente 'non puoi fare questo, non puoi fare quello'. Ma preferisco trasformare questi problemi in azione, lavorare dalla mattina alla sera, senza sosta, per il Venezuela e per il nostro popolo che sta soffrendo in questo momento così duro". Con queste parole, la presidente ad interim del Venuzuela, Delcy Rodriguezha concluso la conferenza stampa, aperta ai media stranieri, la prima convocata otto giorni dopo il terremoto che ha messo inginocchio il suo Paese.
Venezuela, cane sopravvive otto giorni sotto le macerie: il momento del salvataggio di Buddy (Video)
Venezuela, cane sopravvive otto giorni sotto le macerie: il momento del salvataggio di Buddy
Delcy Rodriguez difende la risposta dello Stato al terremoto: "Non è il momento di scontri politici"
"Siamo ancora nella fase della ricerca di persone vive sotto le macerie: dobbiamo continuare a essere uniti e lavorare insieme. Non è il momento dello scontro politico. Anche dall'opposizione mi hanno dato una mano". Lo ha detto la presidente venezuelana ad interim Delcy Rodriguez, in una conferenza stampa, la prima dal giorno del terremoto che ha messo in ginocchio il Venezuela.
"Chi aiuta è benvenuto: questo si aspetta il popolo venezuelano. Accolgo e ringrazio tutti quelli che possono dare una mano, anche da quei paesi con cui non abbiamo relazioni diplomatiche. Dobbiamo essere uniti per il Venezuela".
Rodriguez ha denunciato i "laboratori mediatici" che avrebbero cercato di condizionare l'opinione pubblica sostenendo che le autorità sarebbero entrate in azione in ritardo, apparendo fino a 72 ore dopo il terremoto. "Le nostre autorità sono intervenute immediatamente. Il dispiegamento di agenti di polizia e militari ha raggiunto quota 4.000 unità entro 24 ore, 11.000 entro 48 ore e ora ne conta 19.000", ha dichiarato Rodriguez nella prima conferenza stampa a 8 giorni dal sisma.
Per la stessa ragione ha difeso la sua scelta, contestata da più parti, di militarizzare lo Stato di La Guaira, controllando l'accesso alla zona più colpita. "Non potevamo permettere che laboratori mediatici creati per generare il caos ostacolassero le operazioni di ricerca e soccorso. È spregevole, crudele e insensibile causare un simile caos politico di fronte a una popolazione in preda all'angoscia, di fronte a una crisi umanitaria come questa. Per questa ragione abbiamo militarizzato la situazione".
Nuovo bilancio del terremoto, 2.595 morti
Il bilancio delle vittime del doppio terremoto che ha colpito il Venezuela è salito a 2.595 morti, ha dichiarato giovedì la presidente ad interim Delcy Rodriguez.
In conferenza stampa, Rodriguez ha affermato che non è prevista la realizzazione di fosse comuni per le vittime del disastro del 24 giugno, anche se migliaia di persone risultano ancora disperse.
Un bambino di 9 anni sotto le macerie, corsa per salvarlo
I soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo per salvare Fabio, un bambino di nove anni rimasto intrappolato da otto giorni sotto le macerie di un edificio crollato a Caraballeda, nello Stato venezuelano di La Guaira, dopo il doppio terremoto del 24 giugno.
Secondo la Protezione civile, il piccolo si trova a circa sei metri dalle squadre di soccorso, composte anche da specialisti provenienti da Argentina ed El Salvador. Le operazioni di recupero, avviate nella tarda serata di ieri, procedono con estrema cautela a causa dell'instabilità della struttura, che è stata puntellata per consentire l'avanzamento dei soccorritori. Per un militare impegnato nelle operazioni, il bambino potrebbe trovarsi accanto al corpo della madre, mentre i soccorritori non escludono la presenza di altri superstiti. Il tentativo di salvataggio arriva poche ore dopo il recupero in vita di un uomo rimasto sotto le macerie per otto giorni e alimenta la speranza di trovare altri sopravvissuti, mentre il bilancio ufficiale resta fermo da oltre 24 ore ad almeno 2.295 morti.
Soldati USA e israeliani, il terremoto cambia la politica internazionale di Caracas
Venezuela, il terremoto cambia la geopolitica
Terremoto Venezuela: i Vigili del fuoco rientrano in Italia, premiati come eroi
A una settimana dal devastante terremoto che ha colpito il Venezuela, i Vigili del fuoco italiani hanno smobilitato il campo base per fare rientro in Italia. I soccorritori hanno lavorato senza sosta tra le macerie con l'unico obiettivo di salvare vite umane.
Prima della loro partenza, la presidente venezuelana Delcy Rodríguez ha voluto omaggiare il contingente italiano conferendo il diploma con medaglia di "Héroe de Venezuela", la massima onorificenza del Paese per le operazioni di soccorso e assistenza umanitaria. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha espresso il profondo orgoglio delle istituzioni con un messaggio su X: "Un gesto che va oltre una medaglia. L'Italia è orgogliosa di voi. Bentornati a casa!".
Napoli per il Venezuela: Castel Nuovo si illumina dopo il terremoto
Napoli esprime la sua solidarietà al popolo venezuelano, colpito da un devastante terremoto. In segno di vicinanza, la facciata del monumentale Castel Nuovo si è illuminata con i colori della bandiera della Repubblica del Venezuela.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha inviato una lettera di cordoglio al Console Generale a Napoli, Javier José Gómez Betancourt, manifestando il profondo dolore della città per la tragedia e la vicinanza alle famiglie delle vittime e dei dispersi. Nel messaggio, Manfredi ha voluto ricordare lo storico e forte legame che unisce i due popoli: "Dalla città di Napoli e dalla Regione Campania sono partite molte famiglie che, anni fa, si sono stabilite in Venezuela, trovando accoglienza, lavoro e solidarietà", dichiarandosi poi fiducioso che il Paese saprà rialzarsi e superare questo drammatico momento, anche grazie agli aiuti internazionali.
Vigili del fuoco italiani insigniti con medaglia di 'Eroe'
La presidente venezuelana Delcy Rodriguez Gomez ha insignito la missione dei vigili del fuoco italiani impegnata nei soccorsi alla popolazione colpita dal sisma con la medaglia di 'Eroe del Venezuela'. "La consegna dell'onorificenza - si legge in una nota dei vigili del fuoco diffusa su Telegram - è avvenuta con una cerimonia che si è svolta all'aeroporto di La Guaira poco prima del rientro in Italia del primo contingente dei vigili del fuoco, della Protezione Civile e dei funzionari della Farnesina. È il massimo riconoscimento della nazione alla dedizione, alla nobiltà e all'eroismo di chi, sfidando tutte le difficoltà, consacra il proprio operato all'assistenza e all'aiuto umanitario nel nostro territorio".
Bimba nasce nel campo sfollati
Una bimba è nata nel campo sfollati di Caraballeda, in Venezuela, dove operano anche i sanitari della missione italiana. Gabriana Isabela è venuta alla luce la notte scorsa nel posto medico dell'esercito venezuelano da una donna sopravvissuta al duplice sisma che ha devastato il Paese.
I medici e gli infermieri italiani sono andati a supporto del team sanitario locale. Mamma e bimba stanno bene e da poco sono stati trasferiti in ospedale. "È una bimba deliziosa. Questa volta madre natura ha deciso che doveva andare tutto bene - ha detto Stefano Geniere Nigra, medico di emergenza della missione italiana in Venezuela coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile -. In un momento come questo ci siamotutti emozionati e resi conto come in qualche modo madre natura voglia dimostrare come un po' di ottimismo e speranza in un momento così drammatico bisogna avercelo".
Stanziati 8 milioni per l'emergenza sanitaria in Venezuela
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, su richiesta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, ha deliberato lo stato di emergenza per intervento all'estero, della durata di sei mesi, in conseguenza degli eccezionali eventi sismici che il 24 giugno 2026 hanno colpito il territorio a ovest di Caracas, nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, causando vittime, feriti, dispersi, sfollati e la distruzione di un cospicuo numero di edifici e infrastrutture.
Per i primi interventi di protezione civile sono stati stanziati 3 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Lo rende noto Palazzo Chigi.
Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha inoltre deliberato interventi di emergenza umanitaria per complessivi 5 milioni di euro, destinati rispettivamente: 1 milione alla Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, a sostegno della Croce Rossa venezuelana per le attività di soccorso; 1 milione al Programma alimentare mondiale, per la distribuzione di alimenti e la logistica umanitaria; 3 milioni per un'iniziativa bilaterale, da attuare attraverso le organizzazioni della società civile italiane storicamente attive nel Paese, per l'assistenza alimentare, sanitaria e psicologica e la distribuzione di beni di prima necessità alla popolazione sfollata.
Cesvi, catastrofe 5 volte peggiore rispetto a Myanmar
"La catastrofe del terremoto in Venezuela ha una scala di gravita' enorme. Per dimensione dell'impatto, vulnerabilita' della popolazione coinvolta e urgenza dei bisogni che stiamo rilevando siamo di fronte a un'emergenza che appare cinque o sei volte piu' grave rispetto al terremoto che ha colpito il Myanmar lo scorso anno. Si parla di piu' di 40 mila dispersi, tra cui numerosi bambini". L'allarme arriva da Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, l'organizzazione umanitaria che fin dalle primissime ore successive al terremoto si e' attivata in risposta all'emergenza che ha colpito il Venezuela, avviando una Valutazione Rapida dei Bisogni per comprendere l'impatto umanitario della catastrofe e identificare le necessita' piu' urgenti delle comunita' colpite. "Le persone che incontriamo hanno perso tutto in pochi secondi: la casa, i propri beni, la sicurezza di una routine, in molti casi anche i propri familiari. Oggi molte famiglie dormono ancora all'aperto, in strada, nelle scuole, nelle chiese o in spazi improvvisati che non garantiscono condizioni minime di protezione, igiene e privacy. La paura non e' finita: ogni scossa di assestamento riapre il trauma e rende ancora piu' difficile capire se e quando sara' possibile tornare a casa", aggiunge Marcelo Garcia Dalla Costa, Head of International Programmes di Cesvi, arrivato a Caracas per coordinare l'emergenza. “Vediamo tanti bambini arrivare nei centri di raccolta da soli - continua Garcia Dalla Costa -. Servono ripari, cibo, acqua pulita, ma anche protezione e tutela, soprattutto nelle zone piu' remote e ancora non pienamente raggiunte dai soccorsi”.
Venezuela: rientrato vigile del fuoco genovese: "Scene strazianti"
E' rientrato oggi dal Venezuela il primo dei due vigili del fuoco di Genova inviati per intervenire a seguito del violento sisma che ha colpito il Paese. Si tratta dell'ingegner Paolo Filippetti, membro della squadra USAR, ovvero Ricerca e soccorso in ambiente urbano. E' stato impegnato immediatamente sugli scenari operativi, effettuando numerosi sopralluoghi speditivi, mirati all'individuazione di eventuali superstiti e alla marcatura dei siti, mentre il team Italia montava il campo base. La marcatura consente alle squadre di soccorso che si susseguiranno di avere gia' una indicazione dello stato della zona di ricerca. Nella sua veste di ingegnere strutturista, Filippetti ha anche coordinato il team Italia e gli escavatori nella fase di ricerca. Durante una delle operazioni, tramite il geofono, la sua squadra aveva individuato un superstite, ma dopo oltre dieci ore di scavo e tentativi di penetrazione delle macerie, il team ha dovuto mettersi in salvo a causa di una violenta scossa, interrompendo le ricerche. Filippetti ha sottolineato "il dolore provato nel restituire i corpi senza vita ai familiari, spesso ancora con la speranza di trovarli vivi".
Altra straziante scena a cui ha assistito è stato il ritrovamento di nonna e nipotina di tre anni: l'anziana teneva stretta la piccola nel tentativo di proteggerla. Ora si attende il rientro della vigilessa Laura Piazzi. Prima di partire, la Presidente Rodriguez è andata in aeroporto e ha insignito della medaglia "He'roe de Venezuela" le squadre estere intervenute.
Venezuela, estratto vivo dalle macerie dopo otto giorni: gli applausi all'uscita del sopravvissuto (Video)
Venezuela, estratto vivo dalle macerie dopo otto giorni: gli applausi all'uscita del sopravvissuto
Estratto vivo dopo otto giorni l'uomo intrappolato a La Guaira
I soccorritori sono riusciti a estrarre vivo dopo ore di ricerche, l'uomo di 43 anni, rimasto intrappolato sotto le macerie a La Guaira per otto giorni. Lo riferisce un giornalista dell'Afp sul posto.
Casa Bianca irritata da Machado: "Opportunismo politico grottesco"
I tentativi della leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado di tornare in Venezuela stanno irritando la Casa Bianca, che li ha bollati come un "opportunismo politico grottesco". Secondo quanto riportato da Axios, l'amministrazione teme che la sua spinta a tornare possa esacerbare le tensioni politiche in Venezuela mentre sono in corso le operazioni di soccorso. "Vuole un'occasione per farsi fotografare mentre distribuisce i nostri aiuti. Guarda solo i suoi interessi", hanno lamentato alcuni funzionari della Casa Bianca.
Serviranno 15 miliardi di dollari per la ricostruzione
La ricostruzione delle aree colpite dai terremoti del 24 giugno in Venezuela richiederà un investimento di oltre 15 miliardi di dollari: è quanto sostiene Christian Asinelli, vicepresidente della Corporación Andina de Fomento (Caf), la Banca di sviluppo dell'America Latina e dei Caraibi con sede a Caracas. Le stime preliminari indicano danni materiali per circa 6miliardi di dollari, pari al 7% del Pil del Paese. La catastrofe ha causato migliaia di morti e feriti, oltre alla perdita totale delle case per circa 20.000 famiglie. Almeno 189 edifici sono crollati completamente e oltre 50.000 strutture rimangono a rischio a causa delle scosse di assestamento. Inoltre, si stima che debbano essere rimosse 1,2 milioni di tonnellate di macerie, mentre l'aeroporto internazionale di Maiquetía ha subito gravi danni che hanno costretto alla deviazione degli aiuti umanitari. Secondo Asinelli, organizzazioni come Nazioni Unite, Unione europea e Stati Uniti collaboreranno nella ricostruzione. Da parte sua, la Caf ha già attivato un fondo di capitale iniziale per convogliare donazioni internazionali da governi, aziende e privati. La banca di sviluppo multilaterale ha inoltre annunciato che si impegnerà a rafforzare le capacità statali del Venezuela in materia di sistemi di allerta precoce e di gestione delle catastrofi.
Consultato dall'ANSA, l'economista venezuelano Omar Zambrano ha raccomandato al governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez di commissionare valutazioni tecniche alla Banca mondiale e alla Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi. Secondo lui, queste valutazioni fornirebbero dati precisi sui danni e sulle reali esigenze di investimento, una base essenziale per elaborare una strategia di ripresa e mobilitare finanziamenti multilaterali in modo rigoroso e indipendente.
Consiglio dei ministri delibera stato di emergenza per intervento all'estero, della durata di 6mesi. Stanziati 3 milioni
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all'estero, della durata di sei mesi, in Venezuela. Il provvedimento si è reso necessario, d'intesa col ministro degli Affari Esteri, in conseguenza dei violenti eventi sismici che il 24 giugno 2026 hanno colpito il territorio a ovest di Caracas, nella Repubblica Bolivariana. Per l'attuazione degli interventi di assistenza e soccorso è stato disposto uno stanziamento di 3 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.
I soccorritori parlano con Hernan: vivo dopo otto giorni sotto le macerie
Terremoto in Venezuela, i soccorritori parlano con Hernan: vivo dopo otto giorni sotto le macerie
Ong Provea: "In Venezuela governo poco impegnato sugli aiuti alle vittime"
L'organizzazione per i diritti umani Provea, la più antica attiva in Venezuela, ha denunciatolo scarso impegno da parte del governo ad interim nel fornire cibo e acqua potabile alle persone colpite dai terremoti del 24 giugno. A otto giorni dal sisma, migliaia di persone sono ancora senza casa, poiché i rifugi temporanei sono sovraffollati.
Il team di Provea ha accompagnato gli sforzi umanitari della società civile a Catia La Mar e Caraballeda ed evidenziato l'impiego di risorse internazionali e di centinaia di volontari, cruciali per mitigare i rischi e convogliare gli aiuti dai centri di raccolta. Tuttavia, l'ong ha rilevato l'assenza di iniziative governative nei servizi essenziali e il fatto che le autorità privilegino il controllo militare e di polizia del territorio. Inoltre, ha messo in guardia sull'impiego di agenzie di sicurezza, comprese le forze di intelligence, prive di competenze nella gestione del rischio, il che ha persino ostacolato i soccorsi. Provea ha infine invita alla cautela sui rischi di violazioni dei diritti umani dovuti all'eccessiva militarizzazione delle zone colpite dal disastro, sottolineando che le forze dell'ordine devono sostenere i soccorsi nel rispetto dei principi di umanità, imparzialità e neutralità.
Venezuela, Ambasciatrice italiana Uzzo: "I medici italo-venezuelani sono pronti ad aiutare "
''I venezuelani che vivono in Italia sono molto preoccupati, stiamo cercando di tenerli sempre aggiornati. Sono inoltre molto solidali e si stanno organizzando per inviare beni di prima necessità. Ci scrivono tanti medici ed infermieri italo-venezuelani che vorrebbero partire per il Venezuela per dare il loro contributo nell'assistenza medica. Stiamo cercando di organizzare un volo nei prossimi giorni. Nella tragedia stiamo assistendo a una dimostrazione molto bella di solidarietà, anche i venezuelani che vivono in patria hanno aiutato senza tregua i soccorsi, giorno e notte senza dormire continuando a salvare vite''. Queste le parole di Maria Elena Uzzo, ambasciatrice del Venezuela in Italia, intervistata dall'Adnkronos.
A distanza di una settimana dal terremoto che ha devastato il Venezuela, Uzzo ha descritto un quadro drammatico: ''Al momento i decessi sono 1.943, ci sono più di 10.000 feriti e circa 16.000 sfollati in tutto il Venezuela. Abbiamo già allestito dei centri di accoglienza per gli sfollati, ce ne sono 14 per esempio nella zona di La Guaira, vicino l'aeroporto internazionale Simón Bolívar, che è stata l'area più colpita. Vicino Caracas ci sono altri 56 centri di accoglienza per tutte queste famiglie. Il nostro governo e le forze dell'ordine fin dal primo momento sono al lavoro per salvare vite, sono state salvate 2.400 persone al momento. Nel frattempo sono arrivati anche i soccorsi dei tanti Paesi amici. Parliamo di quasi 51 Paesi che hanno mandato esperti di Pronto soccorso e della protezione civile''.
L'ambasciatrice ha ribadito il prezioso lavoro dei soccorritori: ''In questo momento abbiamo bisogno di tantissima solidarietà. Perché i soccorritori sono ancora al lavoro per salvare vite. Proprio questa notte siamo riusciti a salvare un bambino di due anni. Questo vuol dire che non possiamo smettere di salvare vite, è la cosa più importante''. Quanto al numero degli italiani dispersi, l'Ambasciatrice ha chiarito: ''Fino a ieri i cittadini italiani deceduti erano undici. In Venezuela ci sono circa 160mila persone con cittadinanza italiana e molti vivono nella zona est di Caracas dove si sono verificati crolli in molti palazzi. Purtroppo è possibile che nei prossimi giorni il numero delle vittime aumenterà''. L'ambasciatrice infine ha sottolineato come "molti edifici costruiti dagli italiani a partire dagli anni '60 nell'area di Caracas sono ancora in piedi. Questo vuol dire che hanno fatto un lavoro eccellente. Dopo il terremoto del 1967 in Venezuela abbiamo approvato una legge antisismica e tutte le costruzioni italiane sono state realizzate a norma. Molte palazzine non sono crollate e si sono salvate proprio per questo motivo''.
Venezuela: vivo sotto macerie 8 giorni dopo terremoto, soccorritori al lavoro
Diversi soccorritori di vari Paesi sono al lavoro in Venezuela per il salvataggio di un vigilante sulla quarantina che si trova vivo dopo 8 giorni sotto le macerie di un edificio crollato a Catia La Mar, nello Stato di La Guaira, a seguito del violento doppio terremoto dello scorso 24 giugno. Al lavoro ci sono soccorritori di Cile, El Salvador, Messico, Costa Rica, Usa e Portogallo. Hernán Gil, questo il nome dell'uomo, è ancora in vita grazie a un sistema di supporto vitale improvvisato, con cui le squadre gli forniscono aria attraverso un tubo e lo idratano tramite un sondino. Viene inoltre monitorato attraverso una videocamera. I vigili del fuoco cileni hanno pubblicato un video in cui l'uomo si vede a un certo punto guardare verso la videocamera: ha un occhio rosso e indossa la mascherina. "Il soccorso è guidato dalla squadra cilena, che sta collaborando con squadre USAR provenienti da diverse parti del mondo. Attualmente, Hernán viene idratato e nutrito dalle squadre di soccorso, che hanno intensificato gli sforzi per riuscire a tirarlo fuori vivo il prima possibile", riferiscono i pompieri cileni.
Soccorritori al lavoro in Venezuela per estrarre uomo vivo a 8 giorni dal sisma
Da ieri sera i soccorritori sono al lavoro in Venezuela per estrarre un uomo rimasto intrappolato per otto giorni sotto le macerie di un edificio. Hernan Gil, una guardia giurata di 43 anni, è rimasto intrappolato nella sua cabina sotto l'edificio in cui lavorava a Catia La Mar, una zona costiera nello stato settentrionale di La Guaira, quasi completamente distrutta dal disastro del 24giugno. Squadre di soccorso da sette Paesi - Venezuela, Cile, Stati Uniti, Portogallo, Costa Rica, El Salvador e Messico -hanno lavorato instancabilmente per tre giorni per raggiungerlo. Ieri sera, si trovavano a meno di un metro da lui.
Venezuela, 2.000 militari Usa impegnati nei soccorsi per il terremoto
Circa 2.000 militari americani stanno contribuendo alle operazioni di risposta ai due devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela la scorsa settimana. Lo ha detto il generale Francis Donovan, comandante del Southern Command. "Lavorano duramente ogni giorno per sostenere le operazioni di ricerca e soccorso, le attività di recupero e la consegna di rifornimenti essenziali", ha affermato Donovan.
Venezuela, soccorritori scavano tra le macerie degli edifici crollati
Venezuela: nel Cilento veglia e fiaccolata per le vittime del terremoto
Una veglia di preghiera e una fiaccolata silenziosa per esprimere vicinanza al popolo venezuelano, nel segno dello storico legame che unisce il Cilento al Venezuela, Paese che nel Novecento ha accolto migliaia di emigranti provenienti dal Salernitano. A promuoverla è la Caritas diocesana di Teggiano-Policastro, insieme alla comunità diocesana e alla comunità italo-venezuelana presente sul territorio, il 13 luglio alle 20.
Il 'Venezuela d'Italia' si è stretto nel dolore per il terremoto che ha colpito il Paese sudamericano. Dal Cilento, il Comune di Camerota, la città più venezuelana d'Italia, ha espresso cordoglio per la morte di cinque persone, originarie della frazione di Licusati, rimaste vittime del sisma. L'evento, che sarà presieduto dal vescovo, monsignor Antonio De Luca, avrà inizio con un raduno al piazzale dell'ex tribunale, da cui muoverà una 'fiaccolata silenziosa' che si dirigerà verso la chiesa della SS. Trinità.
"Il cammino, vissuto nel silenzio e nella meditazione, sarà occasione - viene sottolineato - per affidare al Signore le difficoltà, le ferite e le speranze di una nazione segnata dalla crisi. In un momento in cui tante popolazioni nel mondo vivono il dramma della distruzione e dell'incertezza, il nostro dovere di cristiani è quello di non distogliere lo sguardo", evidenzia la Caritas diocesana.
"Questa veglia vuole essere un abbraccio concreto alla comunità italo-venezuelana e a tutti i fratelli che soffrono, per ribadire che la carità non conosce confini e che la preghiera è il primo strumento di pace". Sarà, inoltre, promossa una raccolta fondi destinata a sostenere gli interventi umanitari a favore del popolo venezuelano, segnato duramente dalle recenti catastrofi e dalle emergenze sociali.
Venezuela, alcune foto di dispersi a Caraballeda
Venezuela, presidente parlamento: almeno 2.295 i morti nel sisma
E' salito a 2.295 il numero delle persone morte a causa del violento sisma che ha colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno. Lo ha reso noto oggi il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, aggiungendo che i feriti sono 11.267.
Secondo i dati ufficiali forniti da Rodríguez le persone estratte dalle macerie con vita a una settimana esatta dal terremoto di magnitudo 7,5 del 24 giugno che ha colpito il nord del Venezuela sono 6.461. Il presidente dell'Assemblea venezuelana ha quindi riferitoche i senzatetto contabilizzati dalle autorità sono circa 26mila, e ha sottolineato che il governo sta già lavorando a unpiano di ricostruzione rapida. "Stiamo allestendo nuoviaccampamenti provvisori nella città di Caracas e nello stato diLa Guaira. Saranno accampamenti di breve sosta perché stiamo giàpreparando i piani per un processo rapido di costruzione delleabitazioni", ha detto. Su questo fronte Rodríguez ha precisatoquindi che attualmente sono 25 gli accampamenti già allestiti, eche 13 di questi si trovano a La Guaira, 8 a Caracas e unociascuno negli stati di Miranda e Carabobo. Sul fronte dell'emergenza sanitaria le cifre ufficialiparlano inoltre di oltre 17.000 pazienti ricoverati a causa delterremoto, 4500 dei quali rimangono ancora ricoverati, mentresarebbero circa 13 mila le persone già dimesse. Rodríguez ha quindi riferito che dalle prime due scosse del24 giugno si sono registrate alte 782 repliche. "E' importanteinformare che la frequenza e la magnitudo delle replichediminuisce progressivamente ma che il processo sismico continuae che non è scomparso del tutto il pericolo di una scossamaggiore", ha detto.
Venezuela, Rodriguez: sette giorni di lutto per vittime terremoto
La presidente a interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha proclamato oggi sette giorni di lutto nazionale in memoria delle vittime dei devastanti terremoti che la scorsa settimana hanno colpito il Paese, causando quasi 2 mila morti e lasciando migliaia di persone ancora disperse. "L'anima del Venezuela è lacerata dalle perdite umane causate dai devastanti terremoti", ha scritto Rodriguez sul proprio canale Telegram annunciando il periodo di lutto, che entrerà in vigore alle 18 locali (mezzanotte in Italia).
"Il Venezuela ha l'anima lacerata dalle perdite umane causate dai devastanti terremoti", ha scritto Rodriguez. "Accompagniamo nel dolore le famiglie che hanno perso i loro cari e rivolgiamo le nostre preghiere ai feriti, alle persone disperse e alle comunità colpite", ha aggiunto. "In questo momento di profonda tristezza - si legge ancora nel messaggio - abbracciamo quanti soffrono per questa tragedia e rinnoviamo il nostro impegno ad accompagnarli e proteggerli"
Medici Senza Frontiere: prima clinica mobile a La Guaira
Medici Senza Frontiere (Msf) ha avviato oggi una clinica mobile a Naiguatá, a La Guaira, una delle aree più colpite dal terremoto, dove i bisogni umanitari e le carenze nella risposta restano significativi. La clinica mobile, sottolinea un comunicato di Msf, è composta da un'équipe di 12 persone, tra cui un medico, infermieri e uno psicologo.
"La situazione continua a essere molto critica e, giorno dopo giorno, si riduce la speranza di trovare più sopravvissuti. Continuiamo a supportare le strutture mediche, finora ne abbiamo supportate 9 a La Guaira e Caracas", dichiara Andreas Spaett, responsabile dei programmi di Msf in Venezuela.
Nel frattempo, Msf ha proseguito con le donazioni all'Ospedale Pérez de León e ad altri ospedali, in coordinamento con il ministero della Salute. Finora ha fornito materiali sufficienti ad assistere quasi 4.000 pazienti. Inoltre, continua a distribuire forniture mediche e disinfettanti a diversi ospedali di Caracas e La Guaira.
L'organizzazione fornirà inoltre 1.000 sacchi mortuari, insieme a dispositivi di protezione individuale e disinfettanti, all'obitorio centrale.
La pioggia aggrava la situazione dei terremotati in Venezuela
Le intense precipitazioni della notte scorsa nella zona di Caracas e La Guaira, in Venezuela, hanno aggravato la già precaria situazione di migliaia di senza tetto alloggiati in accampamenti improvvisati dopo il devastante terremoto del 24 giugno.
"Abbiamo perso tutto, siamo alla deriva da tre giorni e adesso anche con il freddo e la pioggia. Le tende non sono impermeabili e si sono bagnati anche i materassi. Ci sono bambini, anziani, donne incinte e anche animali", afferma una ragazza che ha trovato rifugio con sua madre e altre centinaia di persone in una piazza nel quartiere di Chacao, una delle aree più colpite della capitale.
"Qui c'è bisogno di tutto, ma gli aiuti adesso sono concentrati tutti su La Guaira. Non sappiamo quando potremo tornare a casa, gli edifici sono pieni di fratture e dovremo aspettare le ispezioni degli ingegneri", aggiunge la ragazza intervistata da El Nacional. Sensazioni condivise anche da Keylin Barreto, che ha installato una tenda di fronte al suo edificio, rimasto miracolosamente in piedi. "Passare dallo stare a casa, al coperto e protetti, a stare per strada all'intemperie è traumatico, anche se prevale il sollievo per essere sopravvissuti", afferma Barreto. Nelle ultime ore le autorità hanno iniziato a identificare le strutture abitabili utilizzando un codice a colori - verde, giallo e rosso - per stabilire quali abitazioni siano nuovamente agibili e la sua palazzina è stata marcata con il giallo
In rientro vigili del fuoco intervenuti dall'Italia
Si è conclusa la missione dei vigili del fuoco italiani in Venezuela per il soccorso alla popolazione colpita dal sisma. Nel corso delle operazioni sono stati recuperati ieri notte i corpi senza vita di una nonna che teneva stretta a sé la nipotina di tre anni. Nella mattina di ieri sempre i vigili del fuoco hanno recuperato i corpi di altri due dispersi nella zona della Marina di La Guaira.
Alla missione, durata cinque giorni, hanno preso parte 41 vigili del fuoco, con 25 Usar che hanno lavorato sulla macerie senza sosta, alternandosi ogni otto ore nelle operazioni di soccorso.Nella notte tra domenica e lunedì i vigili del fuoco italiani avevano sfiorato il miracolo di salvare una mamma e i suoi figli, purtroppo la scossa di terremoto di magnitudo 5.1 nella mattina di lunedì ha chiuso ogni speranza. Con il primo contingente partiranno stasera per l’Italia, con un volo che decollerà alle 22 locali dall’aeroporto di La Guaira, i due tecnici dedicati alle operazioni di assessment e i due della comunicazione in emergenza. L’impegno dell’Italia nell’emergenza venezuelana prosegue con il team TAST (Technical Assistance and Support Team) del Corpo nazionale, un team che sosterrà il lavoro degli esperti di protezione civile inviati nell’ambito del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, che stanno coordinando la ripartenza dei team di soccorso e l’arrivo degli aiuti umanitari. Il Team TAST Italiano lascerà il paese al termine delle esigenze
Agenti di polizia arrestati per saccheggi
Quattro agenti di polizia venezuelani sono stati arrestati per saccheggio nella zona colpita dal doppio terremoto che ha devastato il paese. Ad annunciarlo è stato il Ministero della Giustizia sui social, dopo che alcuni video di agenti colti in flagrante da residenti inferociti sono diventati virali.
"Un gruppo di funzionari, ignorando i propri doveri e approfittando delle operazioni di soccorso e di assistenza umanitaria, ha agito in modo indecente appropriandosi di beni di valore rinvenuti tra le macerie", ha scritto il Ministero della Giustizia nel suo comunicato, sottolineando che i funzionari sono stati licenziati e affidati alla giustizia. Saccheggi e furti diffusi si sono verificati in seguito al terremoto.
In calo le scosse di assestamento
L'attività sismica registrata dopoi due terremoti del 24 giugno mantiene una costante tendenza alla diminuzione, sia in frequenza che in magnitudo. Lo ha comunicato Jorge Rodríguez, presidente dello Stato Maggiore per la creazione degli accampamenti transitori. "Fino ad oggi sicontano 689 eventi, con 86 repliche il giorno 28 e 30 il giorno 29, il che conferma un calo progressivo", ha precisato. Tuttavia, le autorità hanno avvertito che il rischio non è ancora del tutto superato: "Il fatto che sia diminuita la frequenza delle repliche è una buona notizia, ma non è una notizia definitiva".
Per assistere la popolazione colpita sono già attivi 14 rifugi a La Guaira e altri 55 tra Caracas, Miranda e altri Stati. L'obiettivo indicato dalla presidente incaricata Delcy Rodríguezè ridurre al minimo la permanenza negli accampamenti provvisori, trasferendo rapidamente le famiglie in strutture dotate di assistenza medica e psicologica. Nel frattempo procede il ripristino delle telecomunicazioni a La Guaira, con recuperi del 70% per Cantv e del 64,15% per Digitel. Sul territorio proseguono infine le operazioni di ricerca e soccorso delle brigate nazionali e internazionali.
Medici e infermieri al lavoro sull'emergenza, pagati un dollaro al mese
Medici e infermieri degli ospedali pubblici venezuelani denunciano di affrontare l'emergenza provocata dai terremoti del 24 giugno con stipendi base inferiori a un dollaro al mese e strutture già gravemente carenti prima del sisma. Al personale sanitario, impegnato nell'assistenza alle migliaia di feriti, si sono aggiunti turni prolungati e la scarsità di attrezzature specialistiche, mentre gran parte delle forniture arriva grazie alle donazioni di volontari e organizzazioni umanitarie.
All'ospedale Miguel Pérez Carreño di Caracas, gli operatori riferiscono di aver ricevuto pazienti trasportati anche su porte e tavoli improvvisati, per la mancanza di ambulanze. Molti feriti presentavano lesioni gravissime e, in numerosi casi, sono state necessarie amputazioni. Gli infermieri spiegano inoltre che il salario è integrato da bonus statali in valuta locale, ma sottolineano che la risposta all'emergenza continua a dipendere in larga misura dalla solidarietà e dagli aiuti esterni, compreso un laboratorio mobile installato per aumentare la capacità diagnostica.
Il Messico manda nuovi aiuti al Venezuela
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato che oggi è partito un aereo militare diretto in Venezuela con sette generatori elettrici e vari aiuti umanitari.
L'invio risponde all'emergenza causata dai terremoti registrati la scorsa settimana. La leader ha aggiunto che il governo messicano sta preparando anche una nave della Marina per il trasporto marittimo di viveri, medicinali e attrezzature raccolti da diverse istituzioni nazionali.
L'operazione logistica è frutto di un coordinamento diretto tra i due paesi. "Ieri si è riunito il responsabile del gruppo del nostro ministero della Difesa con autorità sia militari sia civili del Venezuela per poter conoscere quali altre necessità dirette abbiano. Coincidono con quelle che ci ha inviato l'ambasciata", ha spiegato Sheinbaum.
VIDEO - Il reportage nell'ospedale dei sopravvissuti
Sisma in Venezuela, il reportage nell'ospedale dei sopravvissuti
il bilancio delle vittime sale a 1.943 morti
Sale a 1.943 morti il bilancio, ancora provvisorio, del devastante terremoto. Sono 10.571 invece i feriti. Lo ha reso noto la presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez. Continuano intanto le operazioni, con inviati da 27 Paesi, per salvare persone disperse tra le macerie.
VIDEO - L'obitorio a cielo aperto a La Guaira
Centinaia di bare sul piazzale del porto della città, duramente colpita dal terremoto del 24 giugno. I parenti identificano i propri cari.
L'obitorio a cielo aperto di La Guaira
VIDEO - I corpi riuniti in questo piazzale
Tra le vittime 100 persone appena deportate dagli Usa e detenute in un hotel. Secondo quanto riporta l'Ap, un volo di deportazione proveniente da Miami era atterrato in Venezuela poche ore prima dei terremoti. A bordo c'erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un'iniziativa di Human Rights First che monitora i voli.Erano stati trasportati all'Hotel Santuario La Llanada, dove erano stati sottoposti a visite mediche e avevano ottenuto i documenti di identità. Era stato detto loro che sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato alla Ap di essere riuscita a fuggire dalle macerie dell'hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto. Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell'edificio.
Sisma Venezuela, i corpi riuniti in questo piazzale
Sopravvissuta al sisma denuncia: "I poliziotti e i militari ci hanno rubato tutto"
"I militari e i poliziotti ci hanno rubato tutto". Lo denuncia una anziana signora sopravvissuta al crollo della sua casa a La Guaira. In un'intervista a una televisione locale, la donna inferocita ha raccontato la situazione critica vissuta da coloro che sono stati colpiti nella zona, accusando direttamente i membri delle forze di sicurezza di aver saccheggiato quel poco che le restava. "Hanno rubato tutto, vestiti, scarpe, pentole, perfino i bicchieri" ha detto la donna. Le accuse, come le sue, contro gli uomini in uniforme sono aumentate nelle ultime ore. Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che questi eventi ripetono schemi già osservati in precedenti disastri, come la tragedia di Vargas nel 1999, inclusi rapine e abusi da parte di membri delle forze di sicurezza. Finora, le autorità non hanno risposto a queste denunce specifiche.
Salvato bimbo 3 anni dopo 6 giorni sotto macerie
Un bimbo di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo essere rimasto intrappolato per sei giorni. Identificato come Klieber Moran, è stato soccorso nelle prime ore di oggi tra i resti dell'edificio residenziale Los Corales Garden 1, nello Stato di La Guaira, una delle aree più colpite dal sisma. Le operazioni di recupero sono state condotte dalla missione di soccorso giordana. Dopo l'estrazione, il bambino è stato trasportato in ambulanza dal personale della Zona operativa di valutazione dei danni e analisi dei bisogni dello Stato di Sucre per ricevere le cure mediche necessarie.
L'Onu fornirà 10.000 sacchi per cadaveri al Venezuela, ma spera non ce ne sia bisogno
L'Onu fornirà 10.000 sacchi per cadaveri al Venezuela, sperando comunque che il conteggio finale delle vittime del terremoto sia ben inferiore. “Non mi metterò a fare ipotesi su cifre che il governo non ha annunciato ufficialmente” ha detto il Coordinatore dell'Onu in Venezuela Gianluca Rampolla Del Tindaro, secondo quanto riportato dall'Afp, rispondendo a una domanda sul numero di dispersi.
Nel Venezuela ferito i volontari che entrano "come topolini" tra le macerie per salvare i superstiti
Un'opera architettonica nel porto di La Guaira trasformata in obitorio
Los Silos, un noto complesso architettonico alto 35 metri, si è trasformato in un obitorio improvvisato nello Stato venezuelano costiero di La Guaira, il più colpito dal doppio terremoto di mercoledì: è qui che tanti venezuelani si stanno recando, come ultima speranza di ritrovare i corpi dei propri cari defunti. Si tratta di un edificio con una superficie di 4.000 metri quadrati, la cui facciata decorata è opera dell'artista venezuelano Carlos Cruz-Diez. Si trova all'interno del porto di La Guaira ed è diventato una sorta di struttura di raccolta di tanti corpi esposti in fila sul lungomare, dove i parenti riconoscono le salme. La maggior parte dei cadaveri è ricoperta di calce, e molti altri si trovano all'aperto in contenitori refrigerati portatili. Sono presenti anche delle urne, come riferisce la stampa locale.
Madrid: 18 spagnoli morti nel terremoto, 144 i dispersi
“Il numero di spagnoli colpiti dal terremoto in Venezuela in questo momento è di 18 morti, 12 localizzati sotto le macerie e 144 dispersi” ha indicato il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, nel tracciare in dichiarazioni ai media “l'ultimo bilancio aggiornato” e provvisorio delle vittime e delle persone ancora disperse di nazionalità spagnola o ispano-venezuelana. “Continuiamo a mobilitare gli aiuti di emergenza attraverso l'Agenzia internazionale di aiuto alla cooperazione e allo sviluppo e abbiamo previsto che mercoledì (domani, ndr) decollerà un aereo con l'equipe Start con un ospedale da campo di emergenza, che è molto necessario in questi momenti per assistere i numerosi feriti, in numero sempre maggiore in Venezuela” ha annunciato Albares. Il ministro degli Esteri di Madrid ha assicurato che “mentre c'è la speranza di poter localizzare uno spagnolo in vita o anche solo il corpo di uno spagnolo deceduto, continueremo in questi lavori di ricerca e soccorso”, aggiungendo che “sosterremo il popolo fratello del Venezuela per tutto il tempo necessario, in questi momenti tanto drammatici e di emergenza ha la nostra piena solidarietà” ha aggiunto Albares, “così come quando arriverà il momento della ricostruzione” ha concluso.
Unhcr: a La Guaira manca tutto, limitato l'accesso agli aiuti
"Una prima valutazione dell'impatto complessivo dei devastanti terremoti della scorsa settimana in Venezuela ha rivelato un drastico aumento dei bisogni umanitarie di protezione negli ultimi giorni. A La Guaira, lo Stato colpito più duramente, la carenza di cibo è diffusa, i servizi di base sono interrotti e le comunicazioni sono state in gran parte interrotte. Le tensioni all'interno delle comunità stanno aumentando poiché l'accesso agli aiuti rimane limitato". Lo ha dichiarato la portavoce dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Carlotta Wolf, durante la conferenza stampa tenutasi oggi al Palais des Nations di Ginevra.
Sopravvive a due disastri a La Guaira, "Non tornerò mai più"
È sopravvissuto a due delle peggiori catastrofi naturali che hanno colpito il Venezuela, entrambe nella stessa regione. Ora Grian Serrano, commerciante di 46 anni, giura che non metterà mai più piede a La Guaira, lo Stato costiero devastato prima dalla tragedia del Vargas del 1999 e oggi dai violenti terremoti che hanno causato oltre 1.700 morti. Mercoledì, Serrano, il figlio di otto anni e la madre di 69 sono rimasti sepolti sotto le macerie del loro palazzo di otto piani, crollato nella città di Caraballeda durante le due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5.
"È stato un miracolo di Dio", ha raccontato Serrano, spiegando che, al buio, scavando a mani nude tra cemento e ferri contorti, è riuscito a liberarsi e, con l'aiuto di due passanti, ha salvato anche il figlio e la madre. Per Serrano, il dramma ha riportato alla memoria il 15 dicembre 1999, quando la cosiddetta 'Tragedia del Vargas' sconvolse la stessa area. Dopo giorni di piogge torrenziali, frane e colate di fango travolsero interi quartieri. "Dal balcone vedevo il fiume trascinare alberi, massi e automobili con persone intrappolate all'interno che chiedevano aiuto", ha ricordato. All'epoca riuscì a salvarsi insieme alla madre, alla sorella e alla collaboratrice domestica rifugiandosi sul tetto del palazzo, mentre le acque invadevano i piani inferiori. Solo il mattino successivo, cessata la pioggia, la famiglia riuscì a raggiungere a piedi l'abitazione dei nonni attraversando fango, detriti e alberi abbattuti. La tragedia del 1999 provocò almeno 782 morti, circa 2.000 dispersi e colpì oltre 250.000 persone, secondo i dati della Protezione civile venezuelana. Serrano è convinto che La Guaira sia "maledetta". "Non è normale che cose così terribili accadano due volte nello stesso posto", ha affermato.
Dopo aver perso casa e tutti i suoi beni, Serrano non sa ancora quale sarà il suo futuro. Una decisione, però, l'ha già presa: "È la seconda volta che sopravvivo. Se dovesse esserci una terza, temo che questa volta vincerebbe lei. A La Guaira non vivrò mai più".
Bambino di 12 anni estratto vivo a La Guaira dopo 5 giorni
Un bambino di 12 anni è stato tratto in salvo dalle macerie nello stato di La Guaira nella tarda serata di lunedì, cinque giorni dopo il sisma che ha colpito il Venezuela. Lo ha riferito una squadra di ricerca e soccorso ecuadoriana in una nota: "Dopo ore di lavoro siamo riusciti a estrarre vivo dalle macerie Carlos, un bambino di 12 anni, che era rimasto bloccato sotto i detriti nel settore di Macuto, a la Guaira". La notizia è rilanciata anche dalla Cnn che pubblica un filmato dei vigili del fuoco di Quito che mostra i soccorritori mentre liberano il bambino e lo portano via in barella.
Madrid, 18 gli spagnoli morti e 144 risultano dispersi
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha riferito che al momento sono 18 gli spagnoli che hanno perso la vita nel doppio terremoto che ha colpito il Venezuela la scorsa settimana, 144 risultano ancora dispersi e 12 sono stati localizzati sotto le macerie. Albares, scrive El Paìs, ha assicurato che "finché ci sarà speranza di recuperare un sopravvissuto spagnolo o il corpo di un connazionale, le operazioni di soccorso proseguiranno" nel Paese caraibico.
Ankara invia squadre per il soccorso, sul campo 75 persone dell'Afad e dell'Esercito
La Turchia ha inviato in Venezuela personale dell'agenzia statale per i disastri e le emergenze Afad e membri dell'Esercito per partecipare alle operazioni di soccorso in seguito al terremoto che ha colpito il Paese latino americano la scorsa settimana. Secondo un comunicato del governo turco, riportato dall'emittente Ntv, sono in tutto 75 i membri dell'Afad e del dipartimento per la ricerca e il soccorso durante i disastri naturali dell'Esercito turco (Dak) che sono arrivati in Venezuela con cinque veicoli e sei cani e sono in questo momento operativi nella regione di La Guaira.
Nel 2023 le squadre dell'Afad sono state impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso per il terremoto che colpì una vasta area del sud est della Turchia, provocando la morte di almeno 53mila persone.
Tra le vittime 100 persone appena deportate dagli Usa
Oltre 100 persone appena deportate dagli Stati Uniti e detenute in un hotel sono tra le centinaia di vittime dei terremoti che hanno colpito il Venezuela.
Secondo quanto riporta l'Ap, un volo di deportazione proveniente da Miami era atterrato in Venezuela poche ore prima dei terremoti. A bordo c'erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un'iniziativa di Human Rights First che monitora i voli.
Erano stati trasportati all'Hotel Santuario La Llanada, dove erano stati sottoposti a visite mediche e avevano ottenuto i documenti di identità.
Era stato detto loro che sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato alla Ap di essere riuscita a fuggire dalle macerie dell'hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto. Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell'edificio di una delle zone più colpite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5.
A maggio, l'ICE Flight Monitor ha monitorato 288 voli di deportazione verso 38 paesi, tra cui Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Cile e Costa d'Avorio. Dodici i voli verso il Venezuela, tre a settimana.
Gli Stati Uniti incrementano gli aiuti: schierati 130 marines
Gli Stati Uniti proseguono la mobilitazione in Venezuela per potenziare i loro aiuti, cinque giorni dopo il doppio sisma che ha causato almeno 1.719 morti. Circa 50.000 persone risultano ancora disperse secondo le Nazioni Unite, che stimano che la catastrofe abbia generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie nello Stato di La Guaira (nord), la regione più duramente colpita. Centinaia di corpi si trovano in obitori improvvisati allestiti all'interno dei magazzini del porto della città omonima, a 40 chilometri da Caracas..
L'esercito americano, che ha schierato 130 Marines per contribuire alle riparazioni di infrastrutture, ha annunciato ieri che il porto di La Guaira è di nuovo operativo, consentendo lo sbarco di aiuti umanitari. Un forte simbolo, la USS Fort Lauderdale, una nave anfibia per il trasporto di truppe e materiali, è attualmente ancorata nelle acque della città costiera, di cui la maggior parte delle residenze con piscina sono crollate come castelli di carte.
n immagini riprese da droni si possono vedere interi quartieri in cui nessun edificio ha resistito alle scosse sismiche.
Nasa, quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti
La Nasa stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela. La stima preliminare è basata sull'integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell'Agenzia spaziale europea (Esa), che la stessa agenzia statunitense definisce un prodotto sperimentale non ancora validato attraverso verifiche sul terreno.
Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della Nasa è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell'anno precedente.
Anche l'Esa utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell'area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7,2, seguita dal terremoto principale di magnitudo 7,5.
Soccorritori cileni denunciano intimidazioni dei militari venezuelani
Il responsabile della squadra di soccorritori cileni impegnata nelle operazioni di emergenza in Venezuela dopo i terremoti, Francisco Lermanda, ha denunciato intimidazioni da parte dei militari venezuelani, che sospetterebbero i volontari di essere spie degli Stati Uniti o del Cile.
Secondo il suo racconto, i militari avrebbero interrotto più volte le attività di ricerca dei sopravvissuti nelle aree colpite per controllare ripetutamente i documenti d'identità dei soccorritori.
Lermanda ha riferito ai media locali indipendenti che, alla richiesta di spiegazioni dopo il quinto controllo in poche ore avanzata da una volontaria, componente della squadra di soccorso, un militare le ha risposto di avere ricevuto l'ordine di verificarne l'identità perché "potrebbero essere spie degli Stati Uniti o del Cile".
Il Cile ha inviato 47 specialisti Usar (Urban Search and Rescue), con una vasta esperienza maturata negli interventi per i numerosi terremoti che hanno colpito il loro Paese, oltre a tre tonnellate di aiuti alimentari e 30.000 dosi di vaccini contro difterite e tetano.
Il sindacato della stampa denuncia lo stop ai corrispondenti esteri a La Guaira. "Ragioni sanitarie"
Il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa del Venezuela (Sntp) ha denunciato, in un messaggio pubblicato sul proprio account X, la sospensione per 48 ore dell'accesso dei corrispondenti internazionali nello Stato di La Guaira, epicentro delle operazioni di soccorso dopo i terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Paese nei giorni scorsi.
Il Ministero della Comunicazione del governo ad interim di Delcy Rodríguez ha precisato che la restrizione è stata adottata per "ragioni sanitarie" e per limitare i rumori nelle aree interessate dalle ricerche, così da agevolare il lavoro delle squadre di soccorso nazionali e straniere.
Il Sindacato ha contestato il provvedimento, affermando che "impedire la copertura giornalistica sul campo non risolve l'emergenza", che "con il passare delle ore la situazione sanitaria potrebbe peggiorare" e che "il Paese ha bisogno di informazioni verificate e tempestive, soprattutto per le famiglie delle vittime".
Allarme dell'Onu sulle macerie: la stima di 1,2 mln di tonnellate
Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo stima che i terremoti del 24 giugno in Venezuela abbiano generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie nello Stato costiero di La Guaira. Secondo il rapporto tecnico, la gestione tempestiva e la rimozione di questi sedimenti rappresentano il primo passo fondamentale per riaprire le strade e riattivare l'economia locale. Per calcolare il volume dei detriti, l'organismo ha utilizzato uno strumento tecnologico avanzato che elabora i dati in modo automatizzato, combinando immagini satellitari e intelligenza artificiale.
Dall'ammontare complessivo, circa 915.000 tonnellate corrispondono ai resti degli edifici crollati o danneggiati dalle scosse di magnitudo 7,2 e 7,5, mentre 332.000 tonnellate derivano dalla distruzione di oggetti domestici e arredo urbano nelle aree di Catia La Mar, Caraballeda e Urimare.
Il rappresentante residente in Venezuela, Luis Francisco Thais, ha sottolineato che "la riabilitazione delle infrastrutture è essenziale per migliorare le condizioni di vita, rafforzare la coesione sociale e riattivare le economie locali". L'operazione punta a "trasformare dati satellitari in informazioni utili per la presa di decisioni" al fine di riaprire le strutture pubbliche, impiegando i residenti in programmi di lavoro temporaneo.
Il bilancio: sale a 1719 il numero dei morti e oltre 5mila quello dei feriti
Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità venezuelane, il bilancio dei due terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito il Paese mercoledì è salito a 1.719 morti e oltre 5mila feriti.
Dopo il sisma, soccorritori da 30 Paesi
Squadre di soccorso provenienti da 30 Paesi sono impegnate in Venezuela nelle operazioni dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese. Lo ha affermato la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez.
"Continuiamo le operazioni di soccorso per cercare sopravvissuti. Oggi è arrivata un'altra squadra dal Vietnam, così come soccorritori della sorella Cuba. Continuiamo a unire le forze. Trenta Paesi sono già in Venezuela, impegnati nella nobile missione di salvare vite, partecipare alle attività di ricerca e soccorso e sostenere il nostro popolo in questi momenti difficili", ha detto Rodriguez lunedì.
Le autorità hanno avviato la valutazione degli edifici danneggiati. Rodriguez ha aggiunto che le famiglie rimaste senza casa saranno temporaneamente ospitate in campi allestiti per l'emergenza, mentre il ministero dell'Abitazione sta preparando un programma per la costruzione di nuove case. Secondo la presidente ad interim, le autorità prevedono di fornire alloggi a migliaia di famiglie colpite entro la fine dell'anno.
L'emozione dei soccorritori in Venezuela, dalle macerie emerge un cucciolo di cane
Media: 'Machado fermata a Panama, le è stato proibito di imbarcarsi per il Venezuela'
Maria Corina Machado, la leader dell'opposizione venezuelana, è stata bloccata a Panama City domenica mentre cercava di imbarcarsi su un volo per il Venezuela. La compagnia aerea Copa Airlines le ha spiegato di temere che consentirle di viaggiare avrebbe spinto il regime del Venezuela a bloccare i suoi voli verso il paese.
Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Machado e il suo staff venerdì scorso si erano imbarcati, con il via libera delle autorità americane, su un volo privato diretto a Curacao, l'isola a poco più di 60 chilometri dal Venezuela.
Machado si è imbarcata in Virginia ma non appena l'aereo ha raggiunto il North Carolina le è stato chiesto dalle autorità americane di tornare indietro. Lei lo ha fatto, Domenica poi è salita su un volo commerciale per Panama, dove è stata fermata.
Per la Nasa quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti
La Nasa stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela.
La stima preliminare è basata sull'integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell'Agenzia spaziale europea (Esa), che la stessa agenzia statunitense definisce un prodotto sperimentale non ancora validato attraverso verifiche sul terreno.
Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della Nasa è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell'anno precedente. Anche l'Esa utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell'area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7,2, seguita dal terremoto principale di magnitudo 7,5.
VIDEO - Vivo dopo 106 ore sotto le macerie: il salvataggio di Aaron Levi Cantillo
Il 21enne è stato portato in salvo nella città di Caraballeda, dopo una complicata operazione: tra lui e i soccorritori c'era il corpo di un altro uomo, deceduto.
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