Roma

Disordini al corteo pro Palestina. Feriti almeno 3 manifestanti e una ventina di agenti

In una Roma blindata, migliaia di manifestanti si sono ritrovati a piazzale Ostiense per partecipare al corteo vietato dalla questura per motivi di ordine pubblico

La manifestazione presidiata dalle forze dell'ordine
Local Team
La manifestazione presidiata dalle forze dell'ordine

Tensione alla manifestazione pro-Palestina a Roma. Lancio di bottiglie, fumogeni, esplosioni, da parte dei manifestanti che non accettano il divieto di corteo. Anche un palo della segnaletica stradale è stato lanciato contro le forze dell'ordine che presidiano la piazza. Il grosso dei manifestanti è arretrato. Autori del lancio di bombe carta, lacrimogeni e del palo un gruppo di incappucciati. La polizia ha risposto con lacrimogeni. 

La tensione alla manifestazione pro Palestina, alla quale partecipavano circa 7000 attivisti, organizzata a due giorni dall'anniversario dell'attacco di Hamas in Israele in cui sono state uccise 1200 persone e vietata dalla questura, è salita intorno alle 17.30 quando stava per concludersi. Fino ad allora tutto si era svolto pacificamente. Negli sono rimasti feriti almeno 3 manifestanti e una ventina di agenti. Sarebbero almeno tre i fermati. Circa 39 i fogli di via consegnati ad altrettante persone provenienti dal resto di Italia e fermate prima di arrivare a Roma.

Una città blindata e l'allerta per le possibili infiltrazioni. Il 5 ottobre è una giornata segnata in rosso da tempo: per la manifestazione pro Palestina sono stati oltre 1500 gli uomini messi in campo dal Ministero dell'Interno. Dalle stazioni ai caselli autostradali in entrata a Roma per intercettare pullman di manifestanti fino ai controlli serrati di polizia e carabinieri nel centro storico e nella zona della sinagoga. Un luogo potenzialmente simbolico alla vigilia del 7 ottobre, primo anniversario dell'attacco di Hamas in Israele. Controllate oltre 1600 persone, 19 sono state portate in questura per valutare un eventuale foglio di via.

Attorno all'area di piazzale Ostiense, un dispositivo di sicurezza a cerchi concentrici sempre più stringenti, per un appuntamento vietato dalla questura per questioni di ordine pubblico. In piazza comunque l'Unione Democratica arabo-palestinese e i Giovani Palestinesi, mentre la Comunità palestinese ha concordato una nuova data per sabato 12 ottobre. E ancora: il Movimento No Tav, l'Usb, i centri sociali.

Stop al genocidio in Israele il motto di tanti giovani, che anche dai licei romani hanno sfidato pioggia e divieti. Mobilitati i collettivi di Manara, Righi, Morgagni e soprattutto del Virgilio: sui social del movimento studentesco dello storico istituto è apparsa anche un'immagine del premier israeliano Netanyahu data alle fiamme con un fumogeno. Istantanea plastica di un sabato decisamente delicato.

Il servizio di Gemma Giovannelli