Valgono 5 milioni di euro i beni sequestrati ad un imprenditore edile dai finanzieri di Reggio Calabria col supporto dei comandi provinciali di Ancona e Pesaro Urbino. Si tratta di Domenico Laurendi, detto Rocchellina, già condannato in secondo grado a 19 anni di reclusione per il reato, tra gli altri, di associazione di stampo mafioso.
L' operazione aveva colpito il locale di 'ndrangheta di Sant'Eufemia d'Aspromonte, dotato di margini di autonomia rispetto alla cosca di riferimento, quella degli Alvaro, al cui interno l'imprenditore sarebbe risultato il capo, riuscendo a catalizzare un cospicuo numero di sodali, desiderosi di fondare un banco nuovo, per compiere quell'autonomia che, di fatto, già da tempo veniva esercitata dal gruppo criminale.
Rocchellina, secondo l'accusa, pianificava anche le attività attraverso cui riciclare il denaro e coordinava le intestazioni fittizie dei beni a lui riconducibili. Su queste basi il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto il sequestro, oltre che di rapporti finanziari e assicurativi, anche di una ditta individuale e due società edili, 10 immobili, di cui 3 terreni e 7 fabbricati ubicati nelle province di Reggio Calabria, Ancona e Pesaro Urbino.