In aumento le donazioni di sangue in Piemonte, con 240mila sacche raccolte nel 2023, ma il futuro non è roseo. Secondo l'Avis, infatti, il 70% dei 120mila donatori piemontesi ha più di 36 anni: una percentuale che sul lungo termine potrebbe generare una carenza di donazioni. La fascia d'età che manca è quella tra i 20 e i 30 anni: i ragazzi s'avvicinano presto alla donazione ma poi stentano a diventare donatori periodici abbandonando l'abitudine proprio in corrispondenza dell'università o del periodo in cui si cerca il primo impiego.
L'allarme
Le associazioni lanciano l'allarme dalle pagine del quotidiano torinese La Stampa. «Senza ricambio generazionale - spiega Floriana Pretto, presidente Fidas Piemonte - lo scenario che si apre non sarà confortante». Per questo si sta cercando di fare informazione soprattutto sui social. Il problema si somma alla carenza cronica di equipe mediche che mette quotidianamente a dura prova le operazioni di raccolta.
Le istruzioni di Avis per diventare donatore
Per diventare donatori di sangue occorre avere buona salute e almeno 18 anni e meno di 60, pesare almeno 55 Kg, non avere comportamenti a rischio per le malattie trasmissibili con il sangue. L’aspirante donatore viene sottoposto ad una serie di esami clinici, ad elettrocardiogramma, Rx torace e visita medica prima della donazione.
Trascorsi 30 giorni dal prelievo per esami, il donatore verrà chiamato per la prima donazione. Il nuovo donatore prima di eseguire la visita medica dovrà compilare un modulo di accettazione e consenso. Durante la visita medica verranno controllati i parametri vitali, le risposte delle analisi precedenti, valutate le possibili temporanee controindicazioni alla donazione. Le donazioni possono essere di sangue, plasma e piastrine.
Il materiale utilizzato per le donazioni è sterile e monouso, le donazioni devono essere distanziate almeno 90 giorni una dall’altra. Le donne in età fertile possono donare sangue due volte all’anno, non debbono farlo durante le mestruazioni o la gravidanza e per una anno dopo il parto. Per legge il lavoratore dipendente ha diritto ad una giornata di riposo ed alla corresponsione della normale retribuzione, in concomitanza con la donazione.