Il grande ritorno. L'epopea sabauda del vermouth
Simbolo dell'aperitivo ottocentesco, amato da Cavour e D'Azeglio. Qualche anno di decadenza. Poi, la rinascita grazie a IGP e produzioni di qualità. E tra i locali del centro...
Prima si prepara uno sciroppo di vino e zucchero che poi viene fortificato. Vengono aggiunti dei distillati per comporre la parte - diciamo così - che interessa il naso. Vengono aggiunti naturalmente degli estratti di erbe per comporre quello che è il gusto. E vengono aggiunti degli estratti amari. Naturalmente poi la tradizione vuole che i vermouth rossi siano colorati con del caramello. Eccolo, il vino aromatizzato sabaudo per eccellenza: il vermouth.
Il museo di Pessione
A Casa Martini, sulla collina di Pessione, il museo di un brand racconta anche l'epopea sabauda del vermouth. Il vino aromatizzato che duecento anni fa, in Piemonte, iniziò a far rima con aperitivo. Marchi ed etichette iconiche, nati da allora nella nostra regione. Così celebri, nel mondo, da far scolorire a un certo punto la memoria delle radici piemontesi, tra farmacie e piole, del vermouth.
Successo, decadenza e rinascita
Sino a una ventina di anni fa la parola “vermouth” era diventata un po' una parola che sapeva di vecchio. I nonni bevevano il “vermuttino”. Se molto è cambiato, negli ultimi anni, il merito è anche di un consorzio che oggi raduna quaranta aziende. Dai colossi a piccoli produttori d'eccellenza. Tutti sotto l'IGP Vermouth di Torino, denominazione ottenuta dall'Europa cinque anni fa. Con un rigido disciplinare a tutela di tradizione e qualità. Al punto che oggi il vermouth di Torino è l'unico vermouth al mondo riconosciuto. Con 6 milioni di bottiglie vendute all'anno in 82 mercati.
La tradizione è futuro
Torino, in attesa di novità sul fronte gianduiotto, può già associare il proprio nome - come sinonimo di eccellenza - al vermouth. Intanto in città, la rete dei locali storici da qualche anno propone già un aperitivo alternativo a cocktail fluorescenti e patatine. Ritorno al passato, con le gocce di un elisir amato, da Cavour a D'Azeglio. Sembrerebbe, di nuovo, l'ora del vermouth.