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Juve, ti ricordi il 5 maggio del 2002? Cronaca di uno scudetto incredibile
Le sensazioni della vigilia, l'incubo di Perugia. La vittoria a Udine e l'Inter che crolla clamorosamente contro la Lazio. La gioia incontenibile
Nello sport, se dici 5 maggio, non pensi a Manzoni e Napoleone: "Ei fu", sì. Ma l'Inter. Era il 2002: dalle nostre teche, uno degli scudetti più rocamboleschi della storia della Juventus. E del calcio italiano.
Per l'Inter sembra l'anno buono
Campionato 2001/2002. Alla Juventus non ci sono più Zidane e Filippo Inzaghi, arrivano Buffon, Thuram e Nedved. In panchina, torna Marcello Lippi. Ma per l'Inter di Ronaldo, Vieri e Cùper, sembra l'anno buono: a una giornata dalla fine, è in testa con un punto di vantaggio sulla Juve e due sulla Roma. Gli basterà battere la Lazio per agguantare lo scudetto. La Juve andrà invece a Udine coi fantasmi dell'acquazzone di Perugia, due anni prima. “Magari stavolta è diverso. Magari a Udine non piove”, vaticinava alla vigilia un sornione Luciano Moggi. E anche i tifosi, malgrado tutto, ci credevano.
Gli dei di Udine
A Roma, il clima è surreale: tutto lo stadio è per l'Inter, compresi i tifosi, gemellati, della Lazio. Nel timore che la Juve, o peggio la Roma, vincano lo scudetto. Ma a Udine, stavolta, non piove. La città è invasa dai tifosi juventini. Il vecchio Friuli è gremito. Pronti via, la Juventus batte subito due colpi: in 11 minuti, Trezeguet e Del Piero liquidano l'Udinese. Pinturicchio segna proprio in quella porta dove, nel '98, conobbe il più grave infortunio della sua carriera. Un segno del destino? Gli dei del calcio, forse, hanno deciso.
L'allucinante pomeriggio dell'Olimpico
Roma, Stadio Olimpico. I tifosi si aggiornano ancora con le vecchie radioline. L'Inter risponde e va in vantaggio con Vieri, bravo a ribadire in rete dopo un'uscita disastrosa dell'ex bianconero Angelo Peruzzi. Ma c'è chi dice no. Karel Poborski non ci sta a fare la figura della comparsa e con una cannonata porta la Lazio sull'1-1. L'Inter prova subito a scacciare i fantasmi: da un calcio d'angolo letteralmente regalato da Fernando Couto, spunta la capocciata di Gigi Di Biagio che fa 2-1 e riporta momentaneamente lo scudetto dalle parti di Milano. Ma allo scadere del primo tempo, accade l'impensabile. Un clamoroso errore di Gresko serve ancora Poborski che fa 2-2. Il secondo tempo, per i nerazzurri, è drammatico. L'Inter, scompare. Simeone va in rete per il 3-2 dei biancocelesti. Materazzi litiga coi laziali. Le lacrime di Ronaldo. Il sigillo, lo mette un certo Simone Inzaghi: 4-2. Inter scavalcata anche dalla Roma.
La festa di Torino
A Udine, Marcello Lippi aggiorna i suoi. Fischio finale. I tifosi della Juventus esplodono esterrefatti: è scudetto. Numero 26. Poche parole da Antonio Conte, in una breve intervista di Francesco Marino destinata a diventare storica: “C'è poco da parlare. Stiamo godendo. E qualcuno a Perugia c'era, due anni fa…”. Riferimento, nemmeno troppo velato, a un disperato Marco Materazzi. A Torino, intanto, esplode la festa. Piazza Castello viene invasa dai tifosi festanti, il nostro giornalista della TGR Piemonte, Maurizio Menicucci, viene letteralmente sommerso dai tifosi. E' storia. E' il 5 maggio del 2002.