Regno Unito, il premier Starmer su attacco USA in Iran: "Teheran torni al tavolo dei negoziati"
Da Londra il premier ha invitato l'Iran a “tornare al tavolo dei negoziati” dopo che gli Stati Uniti hanno bombardato durante la notte alcuni siti nucleari nel Paese.
Il primo ministro britannico Keir Starmer da Londra ha invitato l'Iran a “tornare al tavolo dei negoziati” dopo che gli Stati Uniti hanno bombardato durante la notte alcuni siti nucleari nel Paese.
In una dichiarazione, Starmer ha definito il programma nucleare iraniano “una grave minaccia alla sicurezza internazionale”, aggiungendo che la stabilità nella regione è la priorità.
Il premier del Regno Unito ha dichiarato :
"Da tempo nutriamo preoccupazioni riguardo al programma nucleare iraniano e abbiamo affermato con chiarezza che l'Iran non può dotarsi di armi nucleari. Gli Stati Uniti hanno ora intrapreso un'azione volta ad alleviare tale minaccia. È importante ora allentare la tensione, stabilizzare la regione e riportare le parti al tavolo dei negoziati. A tal fine, questa mattina ho parlato con i leader internazionali e voglio rassicurare l'opinione pubblica sul fatto che stiamo facendo tutto il possibile per stabilizzare la situazione, allentare la tensione e arrivare a un risultato negoziale. Ma sono molto chiaro nella mia mente sul fatto che all'Iran non può essere permesso di avere un'arma nucleare; questa è la più grande minaccia alla stabilità nella regione".
Alla domanda “Concorda sul fatto che l'escalation sembra molto reale ed è disposto a offrire sostegno militare se necessario?”, Starmer risponde:
“Il mio obiettivo è quello di allentare la tensione. Accetto la sua sfida, c'era il rischio di un'escalation, che rappresenta un pericolo per la regione e oltre, ed è per questo che i nostri sforzi sono stati rivolti ad allentare la tensione e riportare le parti al tavolo dei negoziati, poiché si tratta di una minaccia molto reale in relazione al programma nucleare. Per quanto riguarda il Regno Unito, non siamo stati coinvolti nell'attacco, ma siamo stati debitamente informati, come ci si poteva aspettare, in quanto stretti alleati degli Stati Uniti. Abbiamo spostato risorse nella regione per assicurarci di essere in grado di proteggere i nostri interessi, il nostro personale e le nostre risorse e, naturalmente, quelli dei nostri alleati.”