Il punto da Kiev

Droni di Mosca sui siti Unesco, diplomazia in stallo

Ancora attacchi russi sulle città ucraine, a Leopoli colpita anche una chiesa del 17mo secolo. I mediatori americani per ora sono concentrati sulla guerra all'Iran

Il ronzio del drone, poi le fiamme. La chiesa greco-cattolica di Leopoli, sito UNESCO del 17esimo secolo, colpita da uno Shahed in pieno giorno. 
Non è l'unico attacco contro la città nell'ovest ucraino, a poco più di un'ora dal confine polacco. Case, nel centro storico, sventrate. 

400 i droni lanciati sull'Ucraina in pieno giorno. Nel mirino anche la capitale. Un attacco che segue quello della notte scorsa: quattro i morti e decine i feriti, tra loro un bambino di cinque anni. A Zaporizhzhia estratte dalle macerie, senza vita, una giovane donna e la figlia, già profuga. E poi Sumy, Kherson, la regione di Kharkiv e Poltava. 

Intanto Zelensky ribadisce, dopo l'incontro coi negoziatori rientrati dalla Florida: “La guerra in Iran ha complicato la situazione”, questo accresce la fiducia della Russia. Il presidente ucraino insiste: “La cosa più importante per noi sono le garanzie di sicurezza”. Ma prevalgono le divisioni con Washington su come attuarle. Intanto l'AIEA fa sapere: avvieremo negoziati tra Ucraina e Russia per un cessate il fuoco localizzato, per riparare la linea elettrica della centrale di Zaporizhzhia.