La violenza crescente dei coloni che rubano le olive ai palestinesi
I coloni israeliani rubano le olive ai palestinesi, mentre gli attacchi durante la raccolta diventano sempre più violenti. le immagini sono state girate in varie località tra il 9 e il 19 ottobre 2026.
Da decenni i coloni intimidiscono i palestinesi durante la raccolta delle olive nella Cisgiordania occupata; tuttavia, secondo i palestinesi, le organizzazioni israeliane per i diritti umani e l'ONU, quest'anno non solo si è registrato un netto aumento della violenza, ma anche una diffusione capillare dei furti.
Ahmed Salem, un palestinese di 50 anni, ha raccontato alla Reuters un episodio avvenuto circa due settimane fa vicino al suo villaggio, al-Lubban al-Gharbi: i coloni hanno raccolto le sue olive in alcuni sacchi e le hanno trasportate in un avamposto israeliano nelle vicinanze, dove sono state spremute per ricavarne olio.
"Vedi qualcosa che ti appartiene mentre ti viene sottratto e, allo stesso tempo, ti senti impotente: non puoi fare nulla, non puoi parlare, non puoi nemmeno reagire. È un'aggressione ai tuoi ulivi, e non hai nemmeno a chi rivolgerti per sporgere denuncia; non esiste un'autorità a cui appellarsi", ha dichiarato.
La coppia che risiede nell'avamposto – il cui frantoio è stato promosso dai coloni come punto di riferimento per la lavorazione delle olive provenienti dalla Cisgiordania – ha declinato le ripetute richieste di commento da parte della Reuters; anche il Consiglio Yesha, che supervisiona gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, non ha fornito una risposta immediata.
Nel nord della Cisgiordania, nei pressi del parco nazionale di Sebastia, sono stati osservati coloni israeliani intenti a rubare olive.
Tali aggressioni si sono intensificate in vista delle elezioni israeliane della prossima settimana. Secondo i sondaggi, il primo ministro Benjamin Netanyahu e la sua coalizione – favorevole agli insediamenti – potrebbero essere sconfitti da avversari che hanno assunto una posizione più critica nei confronti della violenza perpetrata dai coloni.
Dall'insediamento del governo Netanyahu nel 2022, sono sorti centinaia di piccoli avamposti; di conseguenza, l'esercito ha limitato sempre più l'accesso dei palestinesi alle aree circostanti, inclusi numerosi uliveti.
"Stiamo assistendo a centinaia di episodi, tra atti di violenza e furti, commessi dai coloni, che arrivano a sottrarre i frutti dagli alberi. Nel 25% dei casi, i coloni sono accompagnati da soldati che, di fatto, li proteggono e consentono loro di compiere un crimine, violando i diritti dei palestinesi", ha affermato Ziv Stahl, direttrice esecutiva dell'organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din.
Anche quando i palestinesi riescono a raggiungere i propri ulivi, l'operazione non è priva di rischi. Mercoledì, l'organizzazione Yesh Din ha riferito che, nei 24 giorni trascorsi dall'inizio della stagione, si sono verificati 125 attacchi fisici contro i palestinesi impegnati nella raccolta delle olive e 168 episodi di furto del raccolto; in almeno un quarto di questi casi, erano presenti le forze militari israeliane.
Un funzionario militare israeliano ha dichiarato che gli atti di violenza, le attività criminali e i tentativi di compromettere la sicurezza vengono presi molto sul serio. Il funzionario non ha fatto riferimento ai coloni né ha commentato le segnalazioni di furti di olive avvenuti alla presenza dei militari israeliani; questi ultimi, peraltro, hanno in diverse occasioni sradicato alberi con degli escavatori, giustificando tale azione con la necessità di prevenire attacchi da parte dei palestinesi.
La rimozione delle olive appartenenti ai palestinesi ha suscitato reazioni molto discordanti tra i rabbini israeliani.
«Dal mio punto di vista, la definisco un furto o una rapina, ed è proibita», ha dichiarato Zev Weitman, rabbino dell'insediamento di Alon Shvut, a sud di Betlemme.
Il noto rabbino ortodosso Dov Lior ha sostenuto che i coloni dovrebbero procedere alla raccolta in tutta la Cisgiordania, affermando in una lettera aperta che i palestinesi non avrebbero alcun diritto di proprietà sulla terra.
Tra il 2023 e il 2026, centinaia di acri di terreno nei pressi del villaggio di al-Lubban al-Gharbi – inclusi alcuni uliveti – sono stati recintati e sequestrati da "Avichai Farm", un avamposto di coloni israeliani sorto su una collina vicina.
Secondo Salem, gli abitanti del villaggio hanno visto i coloni raccogliere le olive dai terreni in questione e portarle al frantoio dell'avamposto.
All'inizio della stagione della raccolta, i coloni hanno pubblicato appelli sui social media, invitando gli israeliani a raccogliere le olive in Cisgiordania e a conferirle al frantoio di Avichai Farm.
Il frantoio di Avichai Farm promuove «prodotti di alta qualità» – tra cui olio d'oliva, venduto a circa 20 dollari a bottiglia – attraverso un sito web gestito dalla "Farms Association". Si tratta di un gruppo di coloni che, secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, riceve un sostegno finanziario significativo dal governo israeliano, il quale sostiene che l'obiettivo sia promuovere la pace.
La "Farms Association" non ha risposto nell'immediato a una richiesta di commento; la coppia che risiede nell'avamposto insieme ai propri figli ha invece rifiutato di essere intervistata da un giornalista della Reuters, recatosi nella zona domenica scorsa.
Gli abitanti di al-Lubban al-Gharbi e altri palestinesi che hanno perso le proprie terre a causa dell'espansione degli insediamenti considerano il prelievo delle olive dagli alberi situati nei terreni sottratti ai palestinesi come un vero e proprio furto.
Gli organismi delle Nazioni Unite e la maggior parte dei Paesi ritengono che gli insediamenti israeliani nei territori occupati durante il conflitto siano illegali secondo il diritto internazionale che disciplina le occupazioni militari. Israele respinge tale interpretazione, definendo il territorio “conteso” anziché “occupato”.
Secondo le autorità palestinesi, durante la stagione della raccolta delle olive di quest'anno, tre palestinesi sono stati uccisi nel corso di attacchi quotidiani da parte di coloni militanti; tali violenze hanno inoltre causato il ferimento di diversi giornalisti, diplomatici europei e di un sindaco francese.
Israele, che ha preso in considerazione l'idea dell'annessione, ha dichiarato di stare indagando su alcuni degli episodi.