Cinema

Addio a Tinto Brass: una vita tra cinema sperimentale, arte e libertà d'espressione

A consacrarlo definitivamente presso il grande pubblico sono state pellicole cult come "La chiave" (1983), che rilanciò la carriera di Stefania Sandrelli, oltre a "Miranda", "Paprika", "Così fan tutte" e "Monella"

Si è spento oggi a Roma il regista Tinto Brass. Il celebre cineasta, nato a Milano nel 1933, aveva 93 anni ed era ricoverato da maggio a causa di una grave infezione. L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla moglie Caterina Varzi e dai figli Bonifacio e Beatrice, che hanno specificato che i funerali si terranno in forma strettamente privata. Dopo gli esordi nei primi anni Sessanta con il cinema sperimentale e d'impegno politico (come “Chi lavora è perduto”), Brass ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia del cinema erotico italiano. A consacrarlo definitivamente presso il grande pubblico sono state pellicole cult come "La chiave" (1983), che rilanciò la carriera di Stefania Sandrelli, oltre a "Miranda", "Paprika", "Così fan tutte" e "Monella". Nel corso della sua lunga carriera ha scoperto e valorizzato numerose icone della bellezza italiana, da Serena Grandi a Debora Caprioglio e Claudia Koll.