Nevada

Il Burning Man è una distesa di fango: in 70 mila bloccati nel deserto

Il Burning Man è una distesa di fango: in 70 mila bloccati nel deserto Ap

Le autorità e gli organizzatori invitano alla calma: "Restate al sicuro e condividete acqua e cibo". La festa diventa una "prova di sopravvivenza". Tra i "vip" presenti il dj Diplo, Chris Rock e Matt Bellamy dei Muse

Tra le tende e i camper di Black Rock City, la città temporanea sorta nel deserto del Nevada, la musica risuona ancora, ma il clima di festa si è trasformato in una prova di sopravvivenza per oltre 70 mila persone. Il Burning Man Festival, dopo le intense, quanto inusuali, piogge di qualche giorno fa, è ridotto a un immenso pantano, una distesa di fango dalla quale è impossibile uscire. Almeno per il momento. 

L'unica via di fuga è quella che porta all'autostrada, percorribile solo a piedi nudi o con le scarpe coperte da sacchetti di plastica per non restare bloccati dalla melma di sabbia e acqua: ore di cammino che le autorità invitano a non affrontare se non si dispone di acqua e forze sufficienti.

Mentre la polizia del Nevada sta indagando su un decesso "avvenuto durante questo episodio di forte pioggia", senza fornire ulteriori dettagli sulle circostanze della morte, gli organizzatori del Burning Man si danno da fare per mantenere la calma e invitano a conservare cibo, acqua e carburante e a restare al riparo.

"Non sono preoccupato", dice all'AFP Willonius Hatcher, attore e sceneggiatore 39enne: ha raggiunto una zona dove in tanti si accalcano sperando di avere qualche minuto di accesso a internet. "Qui ho imparato a seguire la corrente". 

Molti "bruciatori", soprannome dei frequentatori del festival, fabbricano stivali improvvisati per sfidare il fango e avvolgono le scarpe in sacchetti di plastica sperando di poter raggiungere facilmente il centro della Playa, dove oggi dovrebbe essere incendiato il fantoccio gigante, decretando la fine della festa a cui dà il nome. 

Ma la prospettiva di trascorrere diversi giorni con i piedi nella melma, nel bel mezzo del deserto, ha spinto altri a camminare per quasi dieci miglia per raggiungere la strada più vicina, come Laura Kennedy che, con il marito e un amico, si è avventurata a piedi, sperando di tornare presto a casa da suo figlio.

Ogni anno, oltre 70 mila persone si recano a Black Rock City, una “città temporanea” che vive solo nei giorni del Burning Man Festival che quest'anno era previsto dal 28 agosto al 4 settembre. Un'esperienza neanche a buon mercato: i biglietti possono arrivare a costare fino a 2000 dollari.

Il Burning Man è un festival di otto giorni che si svolge sulla distesa salata (sabkha) del Deserto Black Rock nello Stato del Nevada dal 1986. Il nome deriva dal rituale che consiste nell'incendiare un grande fantoccio di legno il sabato sera. Non ci sono concerti con grandi nomi e non ci sono esibizioni pubblicizzate, ma spesso gli artisti fanno capatine a sorpresa. 

Quest'anno, per esempio, è arrivato Dj Diplo in compagnia di Chris Rock. Diplo ha postato su Instagram una foto scattata sul camioncino di un fan cui ha chiesto un passaggio dopo aver camminato per 6 miglia nel fango.

Tra i “bruciatori”, c'era anche il cantante dei Muse Matt Bellamy, assiduo frequentatore del Festival. Sul suo profilo Instagram ha postato un video in cui lo si vede "fuggire" in bicicletta dopo le forti piogge che hanno trasformato la “playa” in una distesa di fango.

 

Nel post, Bellamy descrive la sua “fuga”: 5 miglia (circa 8 km) dal Burning Man a Gerlach, “attraverso il deserto paludoso e umido”, e altre 12 miglia su strade di montagna". “Un viaggio epico!”, conclude.

Matt Bellamy

Non è la prima volta che il festival viene interrotto o cancellato. Accadde anche nel 2018, a causa delle tempeste di sabbia, e durante la pandemia.

Gli organizzatori sperano che le strade tornino preso a essere praticabili e che il presidente Biden è a conoscenza della situazione e segue attentamente la vicenda. 

Anche perché le scorte di cibo iniziano a scarseggiare e i servizi igienici sono diventati impraticabili. Theresa Galeani, che fa parte dello staff del Burning Man, fa la spola da un punto all'altro del campo. “Alcune persone sarebbero dovute partire qualche giorno fa, quindi sono senza acqua né cibo. Ma io sono riuscita a procurarglielo. Ce n'è a sufficienza per tutti”. 

L'invito è quello di mantenere la calma e di provare a vedere le cose in maniera diversa, perché anche questo fa parte del Burning Man.

Burning Man Festival. La foto è stata scattata il 28 agosto 2023