Scontri a piazzale Ostiense: al vaglio i video per identificare i responsabili

Scontri a piazzale Ostiense: al vaglio i video per identificare i responsabili Ansa

Si analizzano le immagini della polizia scientifica per dare un volto e un nome ai manifestanti che hanno dato vita agli incidenti. Fonti del Viminale: "Quanto avvenuto conferma il rischio infiltrati alla base del divieto"

Le immagini della polizia scientifica sono al vaglio degli inquirenti per identificare i responsabili degli scontri verificatisi ieri a Piazzale Ostiense durante la manifestazione pro Palestina.

Sotto la lente gli ambienti anarchici, centri sociali e ultrà. Non si esclude la possibilità che alcuni dei protagonisti degli incidenti appartengano a gruppi anarchici che hanno raggiunto Roma aggirando i controlli delle forze dell'ordine scattati proprio per l'allarme sulla possibile presenza di infiltrati alla manifestazione, che era stata vietata dalla Questura della Capitale per ragioni di ordine pubblico.

E a proposito di quella scelta, da quanto avvenuto in piazza a Roma “arriva la conferma della fondatezza delle ragioni poste alla base del divieto” secondo quanto affermano fonti qualificate del Ministero dell'Interno. "La decisione  - spiegano dal Viminale - è scaturita sulla base di valutazioni legate a informazioni acquisite nelle scorse settimane che lasciavano presagire rischi per l'ordine pubblico. Il primo fattore critico era rappresentato dagli infiltrati intenzionati a utilizzare una numerosa manifestazione per confondersi all'interno di un corteo più ampio e attaccare obiettivi sensibili oltre che le forze di polizia, come poi effettivamente avvenuto a piazzale Ostiense".

Il bilancio degli scontri è stato di circa quaranta feriti, di qui una trentina tra le forze dell'ordine, e di 4 persone fermate. Una ragazza è stata ferita alla testa e soccorsa sul posto, dei fotografi sono stati colpiti a bastonate da alcuni manifestanti.

La guerriglia urbana si era scatenata quando alcun decine di manifestanti incappucciati avevano provato a sfondare il cordone di sicurezza delle forze dell'ordine per partire in corteo. Bombe carta, sassi, bottiglie, pali della segnaletica divelti ed usati come oggetti contundenti sono stati lanciati contro la polizia, che prima ha risposto con getti di idranti per disperdere i manifestanti, poi ha effettuato alcune cariche.