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POLITICA

Il numero 1 dell'Abi: "I titoli di Stato sono la linea del Piave"

Mes: vertice di governo, ma Italia Viva non c'è. E spunta un'ipotesi per Alitalia

Stretta del presidente del Consiglio con il suo governo sul fronte Fondo salva Stati. L'iter del Mes prevede per domani il confronto di Conte con le Camere e mercoledì il passaggio con Banca d'Italia e commissione Finanze del Senato

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É in corso da circa tre ore il vertice sul Mes a Palazzo Chigi. Con il premier Giuseppe Conte, sono presenti i ministri Roberto Gualtieri (Economia), Stefano Patuanelli (Mise) e i capi delegazione Luigi Di Maio (M5S), Dario Franceschini (Pd) e Roberto  Speranza (LeU). Assente Italia Viva.

"Il presidente di Italia Viva Rosato ha spiegato al presidente Conte, visto che il nuovo litigio della maggioranza è sul Mes e noi siamo i pacificatori, che non abbiamo
nulla su cui litigare, se la vedessero tra loro", ha spiegato Matteo Renzi, intervistato a 'Non è l'Arena' su La7.

Poco prima il premier ha scritto in un post su Facebook: "Domani alle ore 13 sarò alla Camera dei deputati per un'informativa sul MES. Potrete seguire il mio intervento qui sulla mia pagina Facebook".

Alitalia
Intanto spunta un'ipotesi per Alitalia. Il governo, secondo quanto si apprende da fonti di governo, sta valutando l'opportunità di varare già nel Consiglio dei ministri di lunedì o al più tardi giovedì, un decreto ad hoc per Alitalia, per consentire ai commissari l'utilizzo dei 400 milioni del prestito ponte (stanziati con il decreto fiscale) anche se non è stata ancora finalizzata la cordata per la cessione della ex compagnia di bandiera. Il prestito, secondo le stesse fonti, non dovrebbe però essere aumentato ma dovrebbe rimanere di 400 milioni.

Più in generale, nel governo restano le posizioni contrastanti, soprattutto tra Luigi Di Maio che pretende modifiche alla riforma del fondo Salva Stati e il premier Giuseppe Conte, con il Pd che ha tentato una complicata mediazione e ha invocato lo stop alle ostilità per evitare che il Paese perda "credibilità". L'iter del Mes continuerà, però, a suscitare commenti al vetriolo e prese di posizione dirompenti lungo tutte le sue tappe visto che, dopo l'incontro di questa sera sera e il duplice confronto del premier con le aule parlamentari di domani, mercoledì il Mes dovrà affrontare due appuntamenti insidiosi: alle 14 l'audizione del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sul funzionamento del Meccanismo europeo di stabilità e sulle sue prospettive di riforma e mezz'ora dopo, nella commissione Finanze del Senato per la Bozza di riforma del Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes).

Salvini va a Bruxelles
La tensione sul Mes continua però a rimanere altissima anche all'esterno del governo. "Il Mes ruba ai risparmiatori italiani per finanziare le banche tedesche", afferma Salvini che aggiunge: "Dal premier Conte "mi aspetto la verità" e "conto sul fatto che il M5s non cambi idea visto che su questo l'hanno sempre pensata come noi, mi auguro che, per salvare qualche poltrona, non ci sia qualcuno che cambi idea. Il Presidente del Consiglio o ha capito quello faceva e ha tradito oppure non ha capito quello che stava facendo, tutto è possibile - ha proseguito Salvini - martedì sarò a Bruxelles perché non voglio che l'Italia sia rappresentata da qualcuno che cede nella battaglia ancor prima di cominciare". 

Sale la tensione
Intanto Giorgia Meloni afferma che "Conte è un bugiardo seriale e ha detto menzogne su menzogne, arrivando a dire che sul Mes non aveva preso accordi. E voglio vedere se a Di Maio resta un briciolo di dignità: voglio sentirlo dire, dimostrando di non pensare solo alla poltrona, che il governo cade su questo imbroglio". Parla di bufala colossale però Piero Fassino, vicepresidente della commissione Esteri della Camera: "Che i nostri soldi servano a salvare le banche tedesche, come sostiene demagogicamente Salvini, è una colossale bufala. Se mai è il contrario: vista la dimensione del nostro debito pubblico chi eventualmente potrebbe trovarsi nella condizione di chiedere aiuto al Fondo salva-Stati sarebbe l'Italia, non la Germania". E il commissario Ue, Paolo Gentiloni, avverte di fare molta attenzione alle parole che si dicono perchè: "Descrivere l'intesa sul Mes come un rischio o addirittura un complotto contro l'Italia può alimentare rischi sui mercati che oggi non esistono", anzi, il meccanismo salva stati è "un ombrello protettivo in caso di crisi bancarie non gestibili con gli strumenti attuali". Invece Ettore Rosato, vice presidente della Camera e coordinatore nazionale di Iv sostiene che l'adesione al Mes "non sia un problema per il governo. Credo che come su tante altre questioni ci sia un eccesso di toni. Abbiamo tutto l'interesse a dare strumenti a questo paese per essere nel contesto europeo e sfruttare tra virgolette il contesto europeo per difendere il nostro sistema finanziario". 

Per Abi la "linea del Piave" è la non rischiosità dei titoli di Stato
Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, considera inaccettabile che con la riforma del fondo Salva-Stati (Mes) si discuta di una "ponderazione" dei rischi per i titoli di Stato: "La salvaguardia del concetto di non rischiosità dei titoli di Stato è una sorta di linea del Piave". Patuelli ha detto di sperare che la riforma porti vantaggi per gli istituti di credito anche perché "per ora le banche italiane hanno fatto quasi tutto da sole, pagando oltre 12,5 miliardi di euro per intervenire in favore degli istituti in risoluzione e per i vari salvataggi".Quanto all'effetti della riforma, per Patuelli "è quello indicato dal servizio studi del Senato, che ha elaborato un confronto tra il testo originario del 2012 e il nuovo testo. Dall'esito di questa analisi emerge che non ci sono stravolgimenti: si tratta, insomma, di un aggiornamento". Patuelli ha sottolineato che i titoli di Stato "sono finora esenti da rischio e, dunque, per le banche che li detengono non comportano alcun assorbimento di capitale. Invece con la ponderazione gli stessi titoli si ritroverebbero etichettati con un livello di rischiosità.