La Direzione

Il Partito democratico ha deciso di tenere il 12 marzo le primarie per la segreteria

Letta chiude a Matteo Renzi "stampella della maggioranza", il tesseramento sarà aperto per consentire adesioni last minute come quelle di Schlein e Speranza

Enrico Letta, Valentina Cuppi, Anna Ascani, Debora Serracchiani
SARA MINELLI / IMAGOECONOMICA
Enrico Letta, Valentina Cuppi, Anna Ascani, Debora Serracchiani

Il Partito democratico, all'opposizione dopo aver raccolto il 19% alle elezioni del 25 settembre, ha iniziato oggi il suo percorso congressuale, con la Direzione chiamata a deciderne date e regole. La tabella di marcia proposta dal segretario Enrico Letta e approvata con 16 astensioni e 1 voto contrario,  prevede una prima fase di “chiamata”, a partire dal 7 novembre, a metà mese un'assemblea nazionale, la definizione di un manifesto di valori a gennaio, subito dopo il voto dei delegati tra tutte le candidature alla segreteria, con le due che raccoglieranno più consensi destinate a sfidarsi alle primarie, il 12 marzo. Il tesseramento e l'adesione al congresso, in questo cronoprogramma, rimangono aperti “fino al momento in cui si voterà nei circoli online”. Una prospettiva che da una parte complica i calcoli delle correnti interne al partito, dall'altro consente l'ingresso nel partito dei movimenti e delle personalità che erano state coinvolte nella lista elettorale, tra cui, se vorranno, Roberto Speranza e gli altri fuoriusciti del 2017, Elly Schlein, Marco Bentivogli, Pierferdinando Casini. “Credo sia fondamentale e importante che questo lavoro cominci con il tema dell'ascolto e del protagonismo di soggetti esterni”, ha spiegato il segretario.

"Questa direzione si svolge in una giornata molto importante, storica per la democrazia. Oggi ricorre il centesimo anniversario della pagina più buia dell'Italia. La marcia su Roma fu l'inizio della fine", ha ricordato in apertura dei lavori Letta, che in mattina aveva deposto una corona di fiori sul monumento dedicato a Giacomo Matteotti sul Lungotevere Flaminio.

 "Per noi  - ha proseguito - il no al fascismo è elemento costitutivo del nostro fare politica e del nostro rilanciare il ruolo della democrazia. Oggi è anche il giorno della festa nazionale della Grecia, la festa del No Il 28 ottobre per la Grecia si si rifà al 28 ottobre del 1940, giorno dell'invasione fascista della Grecia. Quello è il giorno del No a Mussolini in Grecia".

“Costruire un partito moderno”

 "Il nostro percorso costituente parte da tre grande priorità: il tema del lavoro e del welfare, il grande tema dell'ambiente e il grande tema dei diritti", ha detto il segretario, “il percorso congressuale porterà il Pd  ad una apertura vera, reale, ad un rinnovamento, partecipazione, tutti concetti che stanno nella parola democratico, dobbiamo costruire un partito moderno, in parte siamo stati superarti da altri sul concetto di modernità, dobbiamo essere un partito più moderno, deve uscire una leadership con una legittimazione piena e forte".

“La legislatura”, ha spiegato Letta, "sarà lunga e la possibilità di rovesciare la maggioranza sarà solo con un nuovo Pd con una legittimazione forte, non basterà solo un cambio di qualche faccia o un po' di cosmesi, la vera novità del congresso costituente è che per la prima volta non si sa ancora chi lo vince. Siamo l'unico partito che fa qualcosa del genere, gli altri sono solo diventati grandi comitati elettorali di un leader. La partecipazione sarà reale, potrà aderire a questo percorso chi ha fiducia nel nostro  progetto fino a quando si voterà all'interno dei circoli. Ho immaginato la data delle primarie il 12 marzo".

“Oggi siamo opposizione e dobbiamo cambiare radicalmente il nostro vocabolario”, ha poi affermato, “il nostro modo di porci rispetto ad una politica che ci ha visto al governo. Questo governo di destra, già dai primi passi, ha dato dimostrazione di dove vuole muoversi, il governo Meloni fino ad esso ha dato indicazione di riportare le lancette indietro a partire da tutte le misure che hanno a che vedere con il Covid, annunci profondamente sbagliati”.  Nella vicenda dell'innalzamento del contante da parte dell'esecutivo, poi, "c'è molta parte della filosofia "del 'liberi tutti' che aiuta chi può evadere contro gli interessi di chi non può e non vuole evadere. Evasori, spacciatori... la parte del paese che non deve essere avvantaggiata". Meloni, aggiunge, “ha un'idea di Europa che è un incontro tra nazioni che condividono alcune cose ma che non hanno intenzione di far sì che si voti a maggioranza su grandi questioni come l'energia e la questione migratoria, e senza diritto di veto”Il Pd dal governo si aspetta "risposte concrete basate sulle vere esigenze dei cittadini oggi, la prima priorità è combattere l'inflazione, il caro vita, il caro energia: come opposizione nei prossimi giorni presenteremo il nostro pacchetto di proposte. Sul caro energia non devono perdere tempo, devono dare risposte urgenti. Ci saremmo aspettati anche ben altre parole sul tema del cambiamento climatico". Insomma, “lo spazio politico per la nostra opposizione sarà enorme”

La chiusura a Renzi

Letta ha poi definito l'opposizione di Matteo Renzi una "stampella della maggioranza". Senza citarlo, ha fatto un chiaro riferimento al discorso del leader di Italia Viva al Senato sulla fiducia a Meloni. "Noi siamo disponibili a dialogare con le altre opposizioni, ma non siamo disponibili a farci prendere in giro da altre opposizioni. Una parte dell'opposizione ha già appeso le tende dalla parte della maggioranza. È un'opposizione che di opposizione non ha nulla. Perché' chi interviene sulla fiducia e passa tre quarti del suo tempo a parlare male dell'opposizione è una stampella della maggioranza", dice Letta. "Saremo netti a rispondere colpo su colpo alle altre opposizioni - rincara - se le altre opposizioni faranno l'opposizione alle opposizioni e non alla destra. Se altre opposizioni hanno deciso di sostenere la maggioranza e altre vogliono fare il cavaliere solitario e stare da soli, il governo non si mette in difficoltà, perché si mette in difficoltà se si fa un lavoro comune".