A protestare arriva anche la Ville Lumière, città simbolo d'Europa e grande smacco planetario al Qatar: Parigi si unisce a Marsiglia, Bordeaux, Nancy, Reims, Strasburgo e Lille, sono le città che non sosterranno eventi pubblici legati ai Mondiali di calcio in Qatar.
Niente “fan zone”, niente tradizionali maxi-schermi. "Questa competizione si è gradualmente trasformata in un disastro umano e ambientale, incompatibile con i valori che vogliamo vedere trasmessi attraverso lo sport e in particolare il calcio", ha affermato in una nota Benoît Payan, sindaco di Marsiglia e capo di una coalizione di sinistra e ambientalista.
A Lille, il consiglio comunale ha votato all'unanimità per non trasmettere le partite. Il sindaco socialista della città, Martine Aubry, ha affermato che tenere la competizione in Qatar è stata “una sciocchezza in termini di diritti umani, ambiente e sport”.
A Strasburgo, capitale europea e sede della Corte europea dei diritti umani, il sindaco ecologista Jeanne Barseghian ha detto: “Per noi è impossibile non ascoltare i numerosi avvisi delle Ong che denunciano gli abusi e lo sfruttamento dei lavoratori immigrati. Migliaia di lavoratori stranieri sono morti nei cantieri, è insopportabile”.
"Aberrazioni umanitarie, ecologiche e sportive" per Pierre Hurmic, sindaco ecologista di Bordeaux.
In un comunicato alla fine del mese scorso, la Federcalcio francese ha sostenuto che la Coppa del Mondo abbia portato progressi in Qatar. "Anche se la realtà sul campo non è perfetta, questo progresso è innegabile e positivo".
Il tempismo e qualche ipocrisia
Secondo molti è tardi per accorgersi ora, a un mese e mezzo dall'inizio del Mondiale, di ciò che il Qatar ha fatto per organizzarlo e di tutte le contraddizioni del Paese. L'assegnazione è avvenuta 12 anni fa e le proteste degli osservatori internazionali, con dossier e inchieste sulle sistematiche violazioni dei diritti umani e sull'insostenibilità ambientale, circolano da molto tempo. In più c'è un altro fatto eclatante che non sta sfuggendo in queste ore: il sostegno della municipalità parigina alla squadra della città, che è anche uno dei club più ricchi al Mondo, ovvero il Paris Saint Germain. Di proprietà dell'emiro Nasser Al-Khelaifi, il club “costa” il 37% di tutta la Ligue, quasi tutti soldi che arrivano dal contestato Qatar. Al-Khelaifi inoltre è recentemente finito nel mirino della stampa internazionale per presunti episodi di corruzione proprio per l'assegnazione dei Mondiali 2022.
La sindaca Anne Hidalgo viene ricordata in queste ore nelle sue molte esternazioni di amicizia verso il Qatar, coinvolto in numerosi business a Parigi. Lei stessa parla di un “equilibrio delicato” nei rapporti tra la città e l'emirato. Nella foto di copertina la vediamo allo stadio proprio insieme a Nasser Al-Khelaifi.