La penalizzazione di 15 punti ha portato la Juventus al crollo in classifica e, in mattinata, anche ad un calo in borsa. Il pareggio ottenuto contro l’Atalanta nell’ultimo turno di campionato porta il distacco a 27 punti dalla capolista, divario difficilmente colmabile.
Sul fronte della giustizia i prossimi mesi saranno, quindi, davvero decisivi per il club bianconero. Entro fine gennaio saranno pubblicate le motivazioni della Corte di Appello della Figc per il caso plusvalenze e la Juventus avrà un mese di tempo per presentare l'annunciato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, terzo e ultimo grado della giustizia sportiva. L'udienza dovrebbe essere fissata nel giro di un paio di settimane e si potrebbe tenere tra fine febbraio e inizio marzo.
Il Collegio non potrà entrare nel merito della sentenza e quindi ridurre o aumentare la penalizzazione ma solo rilevare eventuali vizi di forma o violazioni, rimandando in questo caso l'atto alla Corte d'Appello per una nuova determinazione. Altrimenti confermerà quanto stabilito dall'organismo della Figc.
Le eventuali sanzioni potrebbero avere un impatto sulle competizioni europee future a cui dovesse essere ammessa la Juventus. Poi c'è la giustizia ordinaria: il 27 marzo ci sarà l'udienza preliminare dell'inchiesta Prisma. In quell'occasione, in virtù della possibile violazione delle Norme Organizzative Interne Federali (Noif), si discuterà delle richieste di rinvio a giudizio per gli ex dirigenti bianconeri presentate dalla procura di Torino per falso in bilancio, e dell'istanza del club per spostare il procedimento da Torino a Milano.
"Riteniamo che si tratti di una palese ingiustizia anche nei confronti di milioni di appassionati, che confidiamo sia presto sanata nel prossimo grado di giudizio", era stato il commento degli avvocati bianconeri Bellacosa, Sangiorgio e Apa, "Attendiamo di leggere con attenzione le motivazioni per presentare il ricorso davanti al Collegio di Garanzia dello Sport, tuttavia evidenziamo, fin da ora, che alla sola Juventus e ai suoi dirigenti viene attribuita la violazione di una regola, che la stessa giustizia sportiva aveva ripetutamente riconosciuto non esistere".
Anche il club aveva confermato con una nota: "La Juventus attende la pubblicazione delle motivazioni e preannuncia sin d’ora la proposizione di ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport nei termini del Codice di Giustizia Sportiva".