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Dal romanzo di Bulgakov

“Il Maestro e Margherita”, un film racconta la Russia di Putin che sfugge ai radar dei media

Girato grazie a un budget da 17 milioni di dollari e finanziato con fondi pubblici, è stato attaccato da tutti i media russi ufficiali, ma una volta approdato al botteghino ha suscitato un interesse straordinario in tutta la Federazione

La locandina del film Il Maestro e Margherita
Rai
La locandina del film Il Maestro e Margherita

Ha battuto ogni record di incassi in Russia tra tutti i film mai girati per un pubblico con più di 18 anni, ma è stato preso di mira in modo massiccio dai media ufficiali della Federazione. “Il Maestro e Margherita” del regista Michael Lockshin, girato grazie a un budget record pari a 17 milioni di dollari, riprende il famoso romanzo di Michail Bulgakov, scrittore in lingua russa ma nato a Kiev, in Ucraina. Il romanzo, pubblicato per la prima volta in forma completa nel 1967, 27 anni dopo la morte dello scrittore, intreccia una storia d’amore, quella tra un autore dissidente e Margherita, con la descrizione della società staliniana degli anni ’30 e la riproposizione dell’incontro tra Gesù e Ponzio Pilato nel I secolo.

Ma il film è anche uno spaccato inedito su quanto sta avvenendo oggi nella società russa e su tutto ciò che i radar dei media faticano a raccontare. Difficile non cogliere nel film le allusioni a Vladimir Putin.

Statua di Stalin metro di Mosca
Statua di Stalin metro di Mosca (Reuters)

Perché allora, in una Federazione Russa dove il consenso del presidente oggi è all’86%, un film attaccato in modo diretto dagli organi dell’informazione ufficiale attrae tanto interesse da parte del pubblico russo?

A raccontarlo è il regista del film, Michael Lockshin, intervistato dall’Agi racconta: “I produttori mi hanno proposto di lavorare all’adattamento del romanzo di Bulgakov nel 2019. Ho sentito che attraverso questo classico si poteva riflettere su temi che non riguardano solo la Russia, ma tutto il mondo: che cos’è la libertà, com’è vivere sotto uno Stato totalitario. Oggi vediamo dove sta andando la Russia, ma allora non avevamo idea dei livelli di violenza e repressione che avrebbe raggiunto in pochi anni e non avevo idea dello scandalo che avrebbe causato”.

Il film, distribuito in Italia da Be Water Film, si basa sul libro di uno scrittore, Bulgakov, osteggiato dall’Unione Sovietica ma molto amato dal grande pubblico russo che accorreva numeroso nei teatri per vedere l’adattamento teatrale della sua “Guardia Bianca”. “Il Maestro e Margherita” parla del potere, dell'amore e dell'arte contro l’ideologia nella Mosca degli anni '30 staliniani. Bulgakov non osò mai pubblicare in vita “Il Maestro e Margherita”, conscio delle conseguenze che ciò avrebbe avuto.

La locandina del film Il Maestro e Margherita (1, 2 e 3)
La locandina del film Il Maestro e Margherita (1, 2 e 3) (Il Maestro e Margherita)

La vicenda del Maestro, scrittore ostracizzato dal potere, e della sua amante Margherita risuona attuale nella Russia di oggi, soprattutto a partire dall’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio 2022. Lockshin ha preso da subito posizione contro la guerra e oggi vive a Los Angeles, dove è stato costretto a rifugiarsi a causa di una campagna diffamatoria che tanto ricorda quella della stampa sovietica che nel romanzo il Maestro deve subire per la sua opera su Ponzio Pilato.

Il regista spiega: “Abbiamo girato tra il 2020 e il 2021, il soggetto mi era stato proposto dai produttori nel 2019, come per molti altri film non è stato difficile ricevere finanziamenti pubblici. Allora la Russia era integrata nel mondo, la censura già esisteva ma era più soft, ora ha raggiunto i livelli del Terrore staliniano”. Per Lockshin l’obiettivo del film è “riflettere su temi universali: che cos’è la libertà d’espressione, che cosa significa la libertà in generale, com’è vivere sotto uno Stato totalitario. Era un pretesto per ricordare, attraverso un vero blockbuster capace di arrivare al grande pubblico, che cosa sono state le repressioni staliniane”.

Anniversario della morte di Stalin in Russia
Anniversario della morte di Stalin in Russia (AP)

Mentre il film era scritto e girato, “la censura già esisteva ma si poteva ancora portare sullo schermo uno dei romanzi emblema della critica alla censura, contando su finanziamenti pubblici”. Nel frattempo però il clima è cambiato. Come sottolinea il regista, “da tre anni ormai lo Stato finanzia solo i film di registi che non sono contrari alla guerra”.

Lockshin spiega così il suo progetto: “Volevamo fare un film che non si rivolgesse solo ai cultori del libro, ma che potesse arrivare anche a un pubblico generalista ed essere compreso anche da chi non avesse mai letto il libro. Per questo, serviva costruire una struttura emotiva dove ci fosse un personaggio principale, al quale tutti gli altri protagonisti fossero legati. Questo aspetto nel romanzo non è chiaro, i legami si comprendono solo metaforicamente e serve scavare nel testo per capirlo”.

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La locandina del film Il Maestro e MarghLa locandina del film Il Maestro e Margheritaerita (Rai)