Le reazioni dopo le violenze a Brasilia

Brasile, l'assalto ai palazzi del potere. Mandati di arresto contro i responsabili della sicurezza

Danni per 1,3 milioni di dollari. Lula ai governatori nel Palazzo violato dai manifestanti di destra: "Non ci sarà golpe". Bolsonaro dalla Florida: "un episodio spiacevole". Chiesto il blocco dei suoi beni

Lula, i ministri del STF, la first lady e i governatori scendono la rampa del Palazzo del Planalto
AFP
Lula, i ministri del STF, la first lady e i governatori scendono la rampa del Palazzo del Planalto

Bolsonaro dimesso dall'ospedale

L'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato dimesso dall'ospedale in Florida dove è stato curato per problemi intestinali. Dopo aver lasciato l'ospedale, è stato visto scendere da un'auto insieme a un'altra persona ed entrare di corsa in una casa alla periferia di Orlando, dove risiede dal 30 dicembre. 

L'ex leader brasiliano era stato accoltellato all'addome in un attentato durante la campagna elettorale del 2018 e da allora ha subito diversi interventi chirurgici. 

Ordine di arresto anche per l'ex ministro della Giustizia, il bolsonarista Torres

Mandato di arresto emesso dal giudice Moraes anche contro l'ex ministro della Giustizia nel governo di Bolsonaro, Anderson Torres, che al momento si trova negli Stati Uniti. Torres era responsabile delle sicurezza pubblica durante le violenze di domenica, quando i sostenitori dell'ex presidente hanno assaltato le istituzioni federali.

Arrestato l'ex comandante della polizia di Brasilia: aveva il comando durante l'assalto dei bolsonaristi

Un giudice della Corte Suprema brasiliana, Alexandre de Moraes, ha ordinato oggi l'arresto dell'ex comandante della Polizia militare del Distretto federale di Brasilia, Fabio Augusto Vieira. Era lui, secondo i media locali, che aveva il comando domenica: quando i sostenitori di Bolsonaro hanno attaccato i palazzi del potere della capitale. Poco dopo, Vieira era stato rimosso dal suo incarico.

 

Alexandre de Moraes, magistrato della Corte Suprema brasiliana

Alexandre de Moraes
Alexandre de Moraes (gettyimages)

Il Congresso ha ratificato il decreto sicurezza di Lula, il figlio di Bolsonaro ha votato contro

 Il parlamento brasiliano ha ratificato il provvedimento del presidente Luiz Inácio Lula da Silva che assegna per un mese le competenze della sicurezza alle forze federali. Approvato ieri alla Camera, il provvedimento è stato ratificato oggi al senato, con il voto contrario di otto bolsonaristi, fra cui Flavio Bolsonaro, figlio maggiore dell'ex presidente. "Questa minoranza antidemocratica non rappresenta il popolo brasiliano, questa minoranza golpista non imporrà la sua volontà", ha detto il presidente del Senato, Rodrigo Pacheco, riferendosi alla folla di sostenitori di Bolsonaro che domenica ha assaltato le sedi delle principali istituzioni brasiliane, contestando la vittoria del presidente Lula.

La Corte dei conti brasiliana chiede il blocco dei beni di Bolsonaro

Il vice procuratore generale della Corte dei conti brasiliana, Lucas Rocha Furtado, ha chiesto il blocco dei beni dell'ex presidente Jair Bolsonaro, nonché del governatore del Distretto federale Ibaneis Rocha e dell'ex segretario alla Sicurezza pubblica del Distretto federale Anderson Torres, a seguito degli assalti ai palazzi del potere avvenuti domenica a Brasilia da parte di sostenitori di Bolsonaro. Lo riporta Cnn Brasil. Il procuratore chiede inoltre "l'indisponibilità dei beni" anche per "altre parti responsabili, in particolare dei finanziatori dei suddetti atti illegali".

Al Congresso danni per 1,3 milioni di dollari

 I danni subiti dal Congresso brasiliano dopo l'assalto compiuto domenica a Brasilia dai sostenitori dell'ex presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro, ammontano a oltre 7 milioni di reais (1,3 milioni di dollari): questa la stima dell'ufficio stampa della Camera dei deputati brasiliana. La ricostruzione completa degli uffici danneggiati, nonché la nuova installazione delle vetrate e delle apparecchiature distrutte, possono richiedere diverse settimane, secondo fonti parlamentari. 

I danni a Brasilia: finestre e specchi in frantumi, opere d'arte danneggiate, mobilio distrutto

Questo video mostra i danni al Congresso Nazionale del Brasile dopo che i sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro hanno invaso l'edificio domenica scorsa: finestre in frantumi, opere d'arte e mobili gravemente danneggiati.

Bolsonaro è in questa casa in Florida

La foto scattata oggi in un resort a Reunion, in Florida

Florida, la casa dove si trova Bolsonaro
Florida, la casa dove si trova Bolsonaro (AP Photo)

Il video dello smantellamento del campo pro-Bolsonaro

Esercito e polizia brasiliani hanno smantellato lunedì l'accampamento di sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro nella capitale Brasilia, dopo che migliaia di persone hanno preso d'assalto il Congresso, la Corte Suprema e il palazzo presidenziale domenica. Al termine delle operazioni, gli occupanti sono stati allontanati a bordo di decine di pullman e condotti all'Accademia nazionale della Polizia federale. Sono state inoltre rimosse sessanta tonnellate di spazzatura.

Per Steve Bannon i pro-Bolsonaro sono "combattenti per la libertà"

Nonostante le condanne a livello planetario, Steve Bannon, l'ex stratega della Casa Bianca di Donald Trump, non arretra di fronte all'assalto al parlamento da parte dei fan di Jair Bolsonaro, dopo averli incoraggiati a mettere in discussione i risultati delle presidenziali. "Non mi tiro indietro di un centimetro su questa cosa", ha detto, rilanciando le sue accuse di brogli elettorali e chiedendo al nuovo presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva di aprire un'indagine.  "Guardate il rapporto, il codice, il tabulatore, le macchine e apriteli... siate trasparenti, lasciate che i cittadini del Brasile vedano", ha osservato Bannon nel suo podcast "War Room". Il sostegno di Bannon ai manifestanti, che ha definito "combattenti per la libertà", ha suscitato nuove critiche sia nei suoi confronti che nel più ampio movimento MAGA di Trump che ha diffuso il negazionismo elettorale in patria e all'estero

 

L'esperto: "Biden può revocare il visto di Bolsonaro"

Fabio de Sa e Silva, un avvocato e professore di studi brasiliani all'Università dell'Oklahoma,  contesta la tesi che gli Usa non possano interessarsi a casi di immigrazione individuali o  che debbano attendere l'azione del governo brasiliano. "L'amministrazione Biden potrebbe revocare immediatamente il suo visto, non è necessaria alcuna procedura o richiesta formale dal governo o da una autorità brasiliana, è totalmente a discrezione dell'amministrazione Usa", ha spiegato al Washington Post. "Bolsonaro - ha proseguito - non e' un visitatore ordinario che sta spendendo del tempo negli Usa, è implicato direttamente in quello che sta succedendo in Brasile, azioni che l'amministrazione Biden ha già condannato". 

No comment dalle istituzioni Usa sul visto di Bolsonaro

 La Casa Bianca e il dipartimento di stato non hanno ricevuto alcuna richiesta dal Brasile sullo 'status' del visto Usa dell'ex presidente Jair Bolsonaro, in Florida dal 30 dicembre, e hanno rifiutato di commentare per la necessità di proteggere confidenzialmente le persone, ma hanno assicurato che "tratteranno seriamente" qualsiasi richiesta di rivederlo o di revocarlo. Se Bolsonaro fosse entrato con visto diplomatico, dovrebbe partire entro 30 giorni o chiedere un visto diverso, altrimenti rischia l'espulsione. 

Jair Bolsonaro: "Sono triste per le violenze, presto sarò in Brasile"

L'ex presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, si è detto "dispiaciuto" per gli atti di violenza e vandalismo avvenuti domenica a Brasilia da parte di suoi sostenitori. A un inviato di Cnn Brasil, Bolsonaro - negli Stati Uniti dal 30 dicembre per ferie programmate di almeno un mese - ha anche rivelato che potrebbe "anticipare" il suo rientro in Brasile per trattare suoi problemi di salute. Attualmente l'ex leader di destra si trova ricoverato in un ospedale di Orlando per una occlusione intestinale. 

Il giudice della Corte Suprema: "Tutti i terroristi saranno puniti"

"Non esiste dialogo con i terroristi, tutti saranno puniti": lo ha detto, a proposito dell'invasione dei palazzi del potere a Brasilia, il giudice della Corte suprema (Stf), Alexandre de Moraes, durante la cerimonia di insediamento del nuovo direttore generale della polizia federale brasiliana, Andrei Rodrigues. "Non si può parlare in forma civilizzata con queste persone, che non sono civili", ha aggiunto il togato. "Saranno puniti tutti i responsabili, tutti coloro che hanno praticato, pianificato, finanziato e incentivato gli atti, per azione o per omissione, perché la democrazia prevarrà", ha concluso Moraes. 

Tajani riferirà giovedì alle commissioni di Camera e Senato

Il ministro italiano degli Esteri, Antonio Tajani, riferirà sui fatti del Brasile in una audizione congiunta presso le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. E' quanto è emerso al termine della conferenza dei capigruppo del Senato. L'audizione di Tajani era già prevista per quanto attiene alla situazione dell'Iran, viene quindi estesa al tema del tentativo insurrezionale dei sostenitori dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro. La convocazione per ora è prevista alle 13.30 di giovedì prossimo, 12 gennaio. Nel corso della discussione in conferenza dei capigruppo il presidente del gruppo Misto-AVS, Peppe De Cristofaro, ha sottolineato la necessità di un intervento del Governo su questo tema "anche alla luce - ha spiegato ai cronisti al termine della riunione, facedo riferimento alla posizione espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni - di un comunicato del tutto insufficiente del Governo di sostegno al presidente legittimo Lula".

Svuotato l'accampamento pro-Bolsonaro, rimosse 60 tonnellate di rifiuti

L'accampamento dei sostenitori dell'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro situato davanti al quartier generale dell'esercito, a Brasilia, è stato definitivamente svuotato dalle forze dell'ordine. Lo riporta 'O Globo'. Il quotidiano spiega che sul posto è rimasta una montagna di spazzatura. Il servizio di pulizia urbana ne ha già rimosse 60 tonnellate, utilizzando dodici camion.

Il Congresso ha approvato il decreto di Lula che ha autorizzato l'intervento federale a Brasilia

La Camera dei deputati brasiliana ha approvato il decreto del presidente della Repubblica, Luiz Inácio Lula da Silva, che ha determinato l'intervento federale a Brasilia per "omissione" della polizia contro l'invasione dei palazzi del potere avvenuta domenica scorsa ad opera di sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro.  Il provvedimento di Lula è stato approvato all'unanimità la notte scorsa in una seduta simbolica presieduta dal presidente dell'aula, Arthur Lira. "Votiamo con urgenza per chiarire che questo piccolo gruppo di radicali non rappresenta il popolo brasiliano, non rappresenta la democrazia, e dovranno essere puniti in modo esemplare perché questo serva da dimostrazione al mondo che la democrazia in Brasile è solida", ha affermato Lira, che ieri si è incontrato con Lula insieme al presidente pro tempore del Senato, Veneziano Vital do Rego. "Gli atti violenti non impediranno al Parlamento di agire, non ci inginocchieremo di fronte a queste azioni terroristiche", ha detto a sua volta Rego, confermando che oggi anche il Senato avallerà il decreto presidenziale.

Le opere di due sopravvissuti all'Olocausto sono state danneggiate dai sostenitori di Bolsonaro

Le sedie utilizzate dai membri del Tribunale supremo federale sono state progettate dall'architetto e designer polacco Jorge Zalszupin. Ebreo nato a Varsavia, sopravvisse  all'Olocausto fuggendo in Romania, dove ha studiò architettura. Dopo la guerra emigrò in Brasile. Domenica le poltrone da lui disegnate sono state strappate e gettate in strada dai terroristi accanto allo stemma che è stato esposto nell'aula del Tribunale. Lo ha rivelato il Museo dell'Olocausto, a Curitiba. L'istituzione ricorda che i pezzi furono disegnati da Zalszupin negli anni '60 su richiesta dello stesso Oscar Niemeyer, che invitò il polacco a sviluppare mobili per uffici e palazzi nella costruzione della capitale federale. Anche una scultura da parete in legno dell'artista polacco Frans Krajcberg è stata presa di mira dai sostenitori di Bolsonaro. L'opera si trovava  nel Palazzo Planalto. I rami di legno che compongono l'opera sono stati spezzati e gettati via.

Una delle poltrone disegnate da Jorge Zalszupin
Una delle poltrone disegnate da Jorge Zalszupin (Twitter @MuseuHolocausto)

Il video delle manifestazioni pro-democrazia a San Paolo e Rio De Janeiro

Migliaia di brasiliani hanno manifestato lunedì nelle principali città, a sostegno della democrazia e chiedendo sanzioni contro i sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro che hanno preso d'assalto le istituzioni governative il giorno precedente. I raduni più grandi si sono svolti in Avenida Paulista a San Paolo e in Piazza Cinelândia a Rio de Janeiro.

Oltre cento aziende nella lista dei sospetti finanziatori del tentato colpo di stato

Sono oltre cento, secondo quando riferisce il quotidiano O Globo, le aziende identificate dall'Avvocatura generale dell'Unione (Agu) e sospettate di aver finanziato la manifestazione golpista di domenica a Brasilia. Denaro speso per pagare i pullman dei manifestanti e sostenere l'accampamento dei bolsonaristi radicali davanti al quartier generale dell'esercito. Martedì, l'avvocatura chiederà al Tribunale distrettuale federale di bloccare i beni di queste società, con l'obiettivo che queste risorse siano destinate a coprire i danni causati dall'invasione delle sedi istituzionali. 

Il presidente Lula: "Non ci arrenderemo finché non scopriremo i mandanti"

Il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva ha incontrato, a Brasilia, i governatori e i vice governatori delle 27 unità federative del Paese. Di seguito, Lula ha lasciato il Palazzo Planalto per una passeggiata simbolica con le autorità al Tribunale supremo federale (STF). La riunione era stata convocata dopo gli attacchi in Praça dos Três Poderes, domenica, quando i radicali bolsonaristi hanno distrutto il Palazzo Planalto e gli edifici del Congresso e della Corte Suprema. In mezzo alla piazza, Lula ha detto ai giornalisti che il governo "non concederà una tregua" fino a quando non scoprirà chi ha finanziato gli atti terroristici, riporta Globo tv. "Non ci arrenderemo finché non scopriremo chi ha finanziato tutto ciò che è accaduto in questo paese", ha aggiunto il presidente.

L'ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro su Twitter: "In ospedale per l'accoltellamento" di anni fa

"Ieri ho avuto nuovi dolori e sono stato ricoverato in un ospedale di Orlando, negli Stati Uniti. Siamo grati per le preghiere e i messaggi di pronta guarigione". A scriverlo, su Twitter, è stato l'ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, postando una foto che lo ritrae sul letto di ospedale. "Dopo essere stato accoltellato nel (comune di) Juiz de Fora, ho subito cinque interventi chirurgici. Dall'ultimo, ho avuto il doppio del dolore e questo mi ha portato ad altre procedure mediche", ha spiegato lo stesso ex presidente. Il quotidiano brasiliano 'O Globo' aveva annunciato precedentemente che l'ex presidente era stato ricoverato per una possibile occlusione intestinale.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rai Radio1: "Bolsonaro non ha mai chiesto la cittadinanza italiana"

Mandati di arresto per i finanziatori dell'assalto

Il ministro della Giustizia brasiliano Flavio Dino ha reso noto che la Polizia federale ha già identificato in dieci Stati del Paese persone sospettate di avere legami economici con gli organizzatori del tentato colpo di Stato di domenica a Brasilia e ha affermato che sono già stati emessi mandati di arresto. Lo riporta il sito online del quotidiano Estadao. I nomi non sono stati resi noti. I sospettati avrebbero anche finanziato il noleggio di autobus per portare gli estremisti nella capitale. Il ministro ha affermato che la responsabilità riguarda anche coloro che non erano presenti agli assalti: finanziatori e organizzatori.