La Croce Rossa smentisce di aver visitato gli ostaggi
La Croce Rossa ha diffuso una nota per smentire di aver visitato gli ostaggi israeliani che verranno liberati domani, come sostenuto invece da alcuni media. "Siamo in costante contatto con tutte le parti in causa in preparazione dell'operazione di restituzione degli ostaggi", afferma la nota, "contrariamente a quanto riportato, non abbiamo ricevuto ne' trasmesso informazioni sulle condizioni mediche degli ostaggi". I venti ostaggi ancora vivi saranno consegnati da Hamas alla Croce Rossa lunedì mattina presto e saranno poi portati alle truppe israeliane a Gaza, per essere poi scortati fuori dalla Striscia.
Trump: "In Israele e nei Paesi musulmani esultano tutti"
"E' un onore esserne parte", ha detto ancora Trump ai giornalisti prima di partire per il Medio Oriente. Il presidente americano farà tappa in Israele e poi a Sharm El-Sheikh, in Egitto, da dove ripartirà per tornare a Washington mercoledì.Trump ha inviato una lettera al presidente della Knesset, Amir Ohana, nella quale ha scritto che "siamo sul punto di raggiungere uno dei più grandi successi diplomatici della storia". Trump ha osservato che "abbiamo lavorato instancabilmente da quel terribile giorno per riportare a casa tutti gli ostaggi, proteggere la sovranità di Israele e porre fine alla violenza che ha tragicamente colpito una delle regioni più preziose del mondo per troppo tempo. Non possiamo riposare finchè la pace non sarà pienamente realizzata e mantenuta".
L'sercito israeliano esclude la consegna domani di tutti gli ostaggi morti
L'esercito israeliano prevede che non tutti i corpi degli ostaggi israeliani morti nella Striscia di Gaza saranno restituiti domani. "Purtroppo, prevediamo che non tutti gli ostaggi morti saranno restituiti domani", ha dichiarato ai cronisti in forma anonima un alto funzionario delle Israel Defense Forces
La Croce Rossa ha già incontrato gli ostaggi israeliani. Alcuni in condizioni "serie"
La Croce Rossa ha già incontrato gli ostaggi israeliani che verranno liberati domattina da Hamas e ha constatato che alcuni di loro sono in "condizioni serie". Lo riportano i media israeliani. Alle famiglie degli ostaggi è stato riferito di presentarsi al centro di raccolta di Camp Reim alle 06:30 del mattino italiane.
Le famiglie ostaggi annunciano la diretta del rilascio dalle 3 di notte
Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv aprirà alle 4 del mattino (le 3 in Italia) in seguito al ritardo dell'orario previsto per il rilascio dei rapiti. Lo comunica il Forum delle famiglie degli ostaggi. In precedenza il Forum aveva reso noto che le trasmissioni in diretta dalla piazza sarebbero iniziate a mezzanotte
Ucciso,a Gaza, da uomini armati noto giornalista Saleh Al Jafarawi
Saleh Al-Jafarawi, 28 anni, era stato sfollato dal nord della Striscia durante il conflitto. Era diventato noto per i suoi video e reportage sulle conseguenze della guerra a Gaza, e aveva dichiarato di aver ricevuto più volte minacce da parte israeliana per il suo lavoro giornalistico.Secondo le organizzazioni per la libertà di stampa, più di 270 operatori dei media sono stati uccisi a Gaza dall'inizio della guerra con Israele nell'ottobre 2023, rendendo il conflitto il più letale di sempre per i giornalisti
Tel Aviv: tre gli ospedali che attendono gli ostaggi (Video)
Tel Aviv: tre gli ospedali che attendono gli ostaggi
Media Israele: "Liberazione ostaggi domattina in due fasi"
La liberazione degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza avverrà in due fasi: il primo gruppo è atteso alle 7 del mattino italiane, il secondo un'ora dopo. Lo riferisce Channel 12. Il trasferimento dei corpi degli ostaggi morti, invece, dovrebbe iniziare nel pomeriggio. Lo dice Ynet.
Gli abitanti di Gaza a Khan Yunis si precipitano a ricevere aiuti sui camion (Video)
Gli abitanti di Gaza a Khan Yunis si precipitano a ricevere aiuti sui camion
Netanyahu: "So che ci sono divisioni tra noi, mettiamole da parte. La campagna non è finita: alcuni nemici vogliono attaccarci"
"So che ci sono molte divisioni tra di noi. Ma in questo giorno, e spero anche nel periodo che ci attende, abbiamo tutte le ragioni per metterle da parte.Perché con forze comuni abbiamo ottenuto vittorie enormi.Vittorie che hanno stupito il mondo intero. Ovunque abbiamo combattuto, abbiamo vinto.Ma la campagna non è finita: ci sono ancora grandi sfide di sicurezza davanti a noi perché alcuni dei nostri nemici cercano di riorganizzarsi per attaccarci di nuovo. Insieme continueremo a rafforzare il nostro Paese, insieme continueremo a vincere, e con l'aiuto di Dio, insieme assicureremo l'eternità di Israele".Così il primo ministro Benyamin Netanyahu.
Benyamin Netanyahu in un messaggio registrato per i media: "Domani inizia il percorso di guarigione"
"Domani i figli torneranno alla loro terra. È un evento storico che mescola dolore per la liberazione dai carnefici e gioia per il ritorno degli ostaggi.È un evento storico che molti non credevano sarebbe accaduto. Ma i nostri combattenti hanno creduto. Molti nel popolo hanno creduto. E io ho creduto. Questa è una serata emozionante.Domani inizia un nuovo cammino, un percorso di ricostruzione, di guarigione e, spero, di unione dei cuori". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in un messaggio registrato per i media.
Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir ha rivendicato la vittoria su Hamas nella guerra di Gaza
Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir ha rivendicato la vittoria su Hamas nella guerra di Gaza, alla vigilia del previsto ritorno degli ostaggi nell'ambito del piano di pace sostenuto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "La pressione militare che abbiamo esercitato negli ultimi due anni" dall'attacco del movimento islamista palestinese del 7 ottobre 2023, "insieme alle misure diplomatiche complementari, costituisce una vittoria su Hamas", ha dichiarato il tenente generale in un breve discorso televisivo. "Continueremo ad agire per dare forma a una situazione di sicurezza che garantisca che la Striscia di Gaza non rappresenti piu' una minaccia per lo Stato di Israele e i suoi cittadini", ha aggiunto Zamir
Tutti i partecipanti alla Thousands Madleens Flotilla e alla Conscience Mission della Freedom Flotilla Coalition sono stati rilasciati
"Tutti i partecipanti alla Thousands Madleens Flotilla e alla Conscience Mission della Freedom Flotilla Coalition sono stati rilasciati dalla detenzione illegale in Israele e la maggior parte di loro è stata espulsa. Nessun partecipante alla missione si trova sotto la custodia di Israele". Lo riferisce il team legale internazionale di Adalah, che assiste gli attivisti. "Le due flottiglie, che come le precedenti avevano l'obiettivo di rompere il blocco illegale di Israele, strumento del genocidio in corso, sono state illegalmente intercettate l'8 ottobre 2025, in acque internazionali, a circa 120 miglia nautiche dalla costa di Gaza. Questa ennesima violazione ha fatto seguito all'intercettazione della Global Sumud Flotilla e alla detenzione illegale dei suoi partecipanti, che sono stati successivamente tutti rilasciati".
"Decine di attiviste e attivisti sono stati espulsi attraverso la Giordania nella giornata di oggi. Gli ultimi rilasciati sono stati Huwaida Arraf e Zohar Regev, entrambi con doppia cittadinanza israeliana, che erano stati arrestati inizialmente con l'accusa di aver commesso reati penali. L'associazione Adalah ha rappresentato davanti alle autorità israeliane 145 partecipanti detenuti delle due flottiglie della Ffc, - continua il post Di Freedom Flotilla Italia - oltre alle 462 persone che in precedenza erano stati a bordo della flottiglia Global Sumud. Adalah ha raccolto decine di testimonianze dai partecipanti che descrivevano i trattamenti inumani e degradanti e i maltrattamenti subiti dalle forze israeliane durante la detenzione".
"Le testimonianze descrivono in dettaglio aggressioni fisiche e verbali, la costrizione sotto il sole per periodi prolungati, la confisca di effetti personali e le condizioni di detenzione degradanti nella prigione di Ketziot, tra cui il cibo non commestibile e l'acqua potabile non accessibile, la negazione del diritto di difesa e dei contatti con gli avvocati e le udienze condotte senza preavviso o adeguata rappresentanza. Adalah ribadisce che l'aggressione di Israele contro civili disarmati in acque internazionali, il sequestro di navi umanitarie e la detenzione dei loro partecipanti costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e mettono in luce ancora una volta l'impunità con cui Israele continua ad agire", conclude il post.
Domani incontro Sisi-Trump poi plenaria. Il programma del summit a Sharm
Si comincerà con un incontro fra il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi equello statunitense Donald Trump, e si proseguirà con unasessione plenaria a cui parteciperanno capi di Stato e di governo. È quanto previsto da un programma non definitivo comunicato ai media egiziani del Summit di pace di Sharmel-Sheikh, accordo per terminare la guerra a Gaza, come riferisce Ahram online alla vigilia del vertice, a cui dovrebbero prendere parte circa venti leader, inclusa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È prevista anche una foto di famiglia, e poi al-Sisi e Trump,che hanno convocato il summit in Egitto, rilasceranno dichiarazioni mettendo in luce gli obiettivi del summit e i prossimi passi per mantenere la pace a Gaza e facilitare le operazioni umanitarie. Il programma, si legge ancora, comprende diversi incontri bilaterali a margine del vertice.
Anp a Blair: "Pronti a collaborare per il futuro di Gaza"
L'Anp è pronta a collaborare con il presidente Usa Donald Trump e l'ex primo ministro britannico Tony Blair nel loro sforzo "di consolidare il cessate il fuoco a Gaza, l'invio di aiuti e l'avvio della ricostruzione": lo afferma su X Hussein al-Sheikh, vice capo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, dopo aver incontrato l'ex premier inglese in Giordania. Il piano di Trump prevede la possibilità che l'Anp assuma il controllo di Gaza solo dopo aver completato le riforme. Prima Gaza dovrebbe essere amministrata da un comitato tecnico palestinese supervisionato da un organismo internazionale presieduto da Trump e Blair.
Hamas: ci disarmeremo quando finirà occupazione Israele
Il disarmo del movimento palestinese Hamas è legato all'occupazione israeliana e, una volta che questa finirà, non ci sarà più bisogno di armi. Lo ha dichiarato Mohammed Nazzal, membro dell'ufficio politico di Hamas, in un'intervista ad agenzie russe.
"La questione del possesso delle armi da parte del movimento è strettamente connessa all'occupazione, e gli appelli a disarmare, a deporre le armi, se significano in sostanza disarmare la resistenza, sono inaccettabili", ha detto Nazzal.
"La memoria storica dei popoli, e quella del popolo palestinese in particolare, dimostra che quando una persona consegna le proprie armi al nemico, il nemico la sgozza come una pecora. Il possesso delle armi è dunque legato all'esistenza stessa dell'occupazione. Quando l'occupazione finirà, non ci sarà più bisogno di armi".
Nazzal ha inoltre affermato che Hamas presenterà la propria visione sull'amministrazione della Striscia di Gaza nel periodo postbellico dopo la ripresa dei negoziati.
Hamas libererà gli ostaggi vivi in diversi punti Striscia
L'alto funzionario di Hamas Hussam Badran ha confermato che il rilascio degli ostaggi vivi da Gaza avverrà domani in diversi punti della striscia di Gaza, stando a quanto ha dichiarato al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, ripreso dal Times of Israel. Ecco chi sono.
La rete riferisce anche che Hamas trasferirà a Israele i corpi di diversi ostaggi che sono stati uccisi. Secondo l'accordo di cessate il fuoco raggiunto da Israele e Hamas, quest'ultima è obbligata a consegnare tutti gli ostaggi vivi, così come i corpi degli ostaggi di cui conosce la posizione, entro le 12 di domani. Il governo israeliano ha dichiarato di aspettarsi il rilascio degli ostaggi ancora vivi domani mattina presto.
Hamas: completati preparativi per il rilascio degli ostaggi
Hamas ha "completato i preparativi" per il rilascio degli ostaggi vivi: lo affermano fonti vicine ai negoziati ribadendo che il movimento continua a chiedere il rilascio dei leader palestinesi in cambio degli ostaggi.
Media: Iran non manderà delegazione alla cerimonia per la firma in Egitto
L'Iran non invierà una delegazione al prossimo vertice nella città egiziana di Sharm el-Sheikh, nonostante abbia ricevuto un invito, ha riferito l'agenzia di stampa statale Tasnim, citando una fonte anonima. Un diplomatico regionale a conoscenza della questione ha inoltre dichiarato alla CNN che l'Iran ha ricevuto un invito formale a partecipare al vertice.
Domani mattina breve discorso di Trump alla Knesset poi in Egitto per firma
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si rivolgerà al parlamento israeliano (Knesset) e parteciperà alla cerimonia di attuazione del piano di pace per Gaza durante il suo viaggio nella regione, ha riferito la Casa Bianca. Il presidente partira' da Washington questo pomeriggio per Tel Aviv e lunedì mattina visiterà il parlamento israeliano e incontrerà le famiglie degli ostaggi di Hamas. Nel pomeriggio, partira' per Sharm el-Sheikh, in Egitto, dove parteciperà alla cerimonia della firma dell'accordo di attuazione del piano di pace. Trump e il presidente egiziano Adbel Fattah al-Sisi presiederanno lo storico vertice, al quale sono stati invitati anche paesi arabi, europei e asiatici, secondo il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Badr Abdelaty.
La visita di Trump in Medioriente ora per ora
Il presidente Usa, Donald Trump, è in partenza questa sera per Israele, dove arriverà domani mattina e resterà per qualche ora prima recarsi al vertice di Sharm El-Sheikh. Secondo il programma diffuso dalla Casa Bianca, Trump lascerà la Casa Bianca per partire per Tel Aviv alle 21.30 di stasera ora italiana (le 15.30 ora di Washington). L'arrivo a Tel Aviv è in programma per le 8.20 ora italiana (le 9.20 ora locale). Alle 9.45 ora italiana (le 10.45 ora israeliana) Trump incontrerà le famiglie degli ostaggi, mentre alle 10 italiane parlerà alla Knesset, il Parlamento israeliano. La sua partenza da Tel Aviv per l'Egitto è poi in programma alle 12 ora italiana e il presidente Usa dovrebbe arrivare a Sharm El-Sheikh alle 12.45. Per le 14.30 locali (le 13.30 in Italia) il programma di Trump prevede la partecipazione "alla cerimonia di pace", mentre la ripartenza da Sharm El-Sheikh è prevista alle 16 italiane, le 17 locali.
Portavoce governo israeliano: "Rilascio nelle prime ore di lunedì"
Il portavoce del governo Shosh Bedrosian ha aggiunto che gli ostaggi "saranno trasportati in sei-otto" veicoli senza "alcuna esibizione macabra da parte di Hamas", riferendosi a qualsiasi cerimonia o spettacolo da parte del gruppo militante.
Gli ostaggi saranno poi condotti alle forze armate all'interno delle zone di Gaza controllate da Israele, afferma, prima di essere trasferiti nel sud di Israele. È qui che si riuniranno alle loro famiglie.
Hamas inzia a spostare gli ostaggi, liberi entro prime ore di domani
Hamas avrebbe già iniziato a spostare gli ostaggi nei punti di raccolta prima del rilascio, che potrebbe avvenire già nella notte o nelle prime ore di domani. A scriverlo nell'edizione online il quotidiano Haaretz. Israele si aspetta che tutti i 20 ostaggi ancora in vita vengano consegnati alla Croce Rossa contemporaneamente "nelle prime ore di domani", secondo quanto riferito da un portavoce del governo. Saranno poi trasferiti oltre confine in Israele e portati alla base militare di Re'im. Il Forum delle famiglie degli ostaggi ha fatto sapere che già a partire dalla mezzanotte Piazza degli Ostaggi sarà aperta e in grado di trasmettere in diretta il rilascio dei rapiti.
Media, Anp non invitata a Sharm perché non è nel piano Trump "Leadership palestinese chiede incontro, al-Sisi non risponde"
L'Autorità nazionale palestinese non è stata invitata al summit su Gaza in programma domani a Sharm el-Sheikh. Lo riferisce l'edizione online del quotidiano Haaretz, rilanciando quanto riportato dall'emittente tv del Qatar Al-Araby Al-Jadeed sul proprio sito, citando una fonte di alto livello. A condizione di restare anonima, la fonte ha dichiarato che "l'Egitto non ha invitato l'Anp alla conferenza di Sharm el-Sheikh a causa dell'assenza dell'Anp dal piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la Striscia di Gaza".
La leadership palestinese, sostiene la stessa fonte, ha contattato il presidente egiziano al-Sisi, che in qualità di ospite ha diramato gli inviti ai leader partecipanti al summit, chiedendogli di ricevere privatamente il presidente dell'Anp Mahmoud Abbas, "per riaffermare che la leadership palestinese rimane l'unico rappresentante legittimo dei palestinesi". Ma a questa richiesta, spiega la fonte, al-Sisi non ha dato risposta.
Media: "Trump vuole fare visita a ostaggi liberi in ospedale"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha in programma di effettuare una breve visita domani a uno degli ospedali che accolgono gli ostaggi liberati, se le condizioni lo consentiranno. Lo riferisce Times of Israel.
La tappa non è prevista nel programma ufficiale della visita lampo del presidente che dovrebbe durare circa quattro ore.
Famiglie ostaggi, da mezzanotte il rilascio in diretta
Il Forum delle famiglie degli ostaggi rende noto che a partire dalla mezzanotte, Piazza degli Ostaggi sarà aperta al pubblico e trasmetterà in diretta il rilascio dei rapiti. "Proiezioni continue del loro ritorno saranno mostrate in piazza per il pubblico che desidera essere presente in questi momenti storici e profondamente commoventi".
Ufficio Netanyahu: "Ostaggi rilasciati prime ore lunedi' "
"Gli ostaggi trattenuti a Gaza saranno rilasciati nelle prime ore di lunedi' mattina", lo ha dichiarato un portavoce dell'ufficio del primo ministro israeliano. "Gli ostaggi saranno rilasciati tutti contemporaneamente", ha aggiunto Shosh Bedrosian, "e saranno trasferiti alla custodia della Croce Rossa prima di essere infine condotti in Israele".
Il portavoce del governo Shosh Bedrosian ha aggiunto che gli ostaggi "saranno trasportati in sei-otto" veicoli senza "alcuna esibizione macabra da parte di Hamas", riferendosi a qualsiasi cerimonia o spettacolo da parte del gruppo militante. Gli ostaggi saranno poi condotti alle forze armate all'interno delle zone di Gaza controllate da Israele, afferma, prima di essere trasferiti nel sud di Israele. È qui che si riuniranno alle loro famiglie.
Vance: "Ostaggi liberati da un momento all'altro"
Intervistato dal programma Meet the Press della NBC, il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che gli ostaggi saranno liberati dalla prigionia a Gaza "da un momento all'altro".
Vance afferma inoltre che l'esercito statunitense non ha intenzione di schierarsi nè in Israele nè a Gaza.
Vance: "Siamo sul punto di riportare a casa gli ostaggi"
"Siamo sul punto di riportare a casa gli ostaggi israeliani. Non possiamo ancora fornire una tempistica esatta del rilascio degli ostaggi". Lo afferma il vicepresidente JD Vance in un'intervista a Nbc, sottolineando che gli ostaggi potrebbero essere rilasciati da un momento all'altro.
Entro domani Hamas libera gli ostaggi, Israele prepara i 1950 prigionieri
Entro domani Hamas libera gli ostaggi, Israele prepara i 1950 prigionieri
Cardinale Parolin ad Assisi: "Due Stati per due popoli per ebrei e palestinesi"
Cardinale Parolin ad Assisi: "Due Stati per due popoli per ebrei e palestinesi"
Israele: "Hamas potrebbe liberare ostaggi già stasera"
Il viceministro degli Esteri israeliano, Sharren Haskel, ha affermato a Sky News che Hamas potrebbe iniziare a liberare gli ostaggi già stasera. "Penso che Hamas potrebbe addirittura iniziare a rilasciarli stasera. Quindi, prima del previsto. Lo speriamo davvero. Sappiamo che c'è stata un'enorme pressione su Hamas, compresi due paesi come il Qatar e la Turchia, che hanno i mezzi per fare pressione su Hamas affinché li rilasci. E speriamo davvero di vederli il prima possibile".
Bbc: "Negoziati in corso,Hamas insiste su rilascio Barghouti"
Un nuovo round di colloqui tra le parti è iniziato in tarda mattinata sul tema dei palestinesi da rilasciare dalle carceri israeliane e Hamas "sta ancora insistendo per il rilascio di sette prigionieri di alto profilo, tra cui Marwan Barghouti e Ahmad Saadat". Lo riferiscono fonti citate dalla Bbc. "Il gruppo ha informato i mediatori che se Israele accettasse di rilasciare anche solo due di loro, rilascerebbe gli ostaggi oggi stesso", prima del rilascio attualmente previsto per lunedì, scrive l'emittente.
"Non è chiaro cosa accadrà se le richieste di Hamas non saranno accolte", scrive Bbc. Secondo le fonti, i colloqui di oggi si concentrano anche sulla definizione di tempi e logistica per il rilascio di tutti i 20 ostaggi israeliani ancora in vita, nonché sulla restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti che Hamas riuscirà a localizzare.
Media, fonti Israele confermano rilascio rapiti stasera, ma non c'è ancora alcuna conferma ufficiale
Anche se non c'è alcuna conferma ufficiale di un'eventuale accelerazione dei tempi di rilascio degli ostaggi, i media citano funzionari israeliani che confermano un report del Wall Street Journal secondo cui Gerusalemme avrebbe ricevuto indicazioni che Hamas starebbe cercando di anticipare a stasera il rilascio degli ostaggi a Gaza. Nel frattempo l'ufficio di Netanyahu ha diffuso una breve dichiarazione del primo ministro secondo cui "Israele è pronto a ricevere immediatamente gli ostaggi'.
Netanyahu, 'Israele pronto a accogliere subito i rapiti'
L'ufficio del premier israeliano rende noto che il primo ministro Benyamin Netanyahu ha appena parlato con il Coordinatore per gli ostaggi, Gal Hirsch, e ha dichiarato: 'Israele è pronta e preparata ad accogliere immediatamente tutti i nostri ostaggi".
Wsj: Hamas pronto a rilasciare già oggi 20 ostaggi
Hamas ha informato Israele di essere pronto a rilasciare già oggi i 20 ostaggi vivi detenuti nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti al corrente del dossier. Il messaggio è stato inviato attraverso i mediatori arabi.
Poi un funzionario israeliano ha dichiarato al giornale che Israele è pronto a ricevere gli ostaggi questa sera, anche se il rilascio è considerato più probabile lunedì.
Sharm el Sheik si prepara, lunedì la firma della prima fase della tregua tra Israele e Hamas (Video)
Sharm el Sheik si prepara, lunedì la firma della prima fase della tregua tra Israele e Hamas
Il ritorno a Gaza degli anziani: "Una tenda sopra le macerie di quella che era casa mia"
Il ritorno a Gaza degli anziani: "Una tenda sopra le macerie di quella che era casa mia"
Prove di quotidianità a Gaza, tornano i mercati di strada
Immagini scattate questa mattina mostrano un mercato di strada nella città di Gaza, in mezzo ai palazzi in rovina, con una folla di persone impegnate in quello che potrebbe sembrare un piccolo assaggio di vita quotidiana. Le mostra Sky news. Con il cessate il fuoco che sembra reggere, già500mila persone sono rientrate nel nord di Gaza.
Parolin: "Due Stati per due popoli per ebrei e palestinesi"
"Continuiamo a ritenere che quella dei due Stati per due popoli sia la formula che può aiutare a risolvere i problemi e i rapporti tra ebrei e palestinesi ed è perfettamente in linea con quando noi abbiamo sempre chiesto": lo ha affermato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, parlando ad Assisi dove ha per presieduto la celebrazione eucaristica in occasione della memoria liturgica di San Carlo Acutis. Parolin ha detto che "non ci sarà la vera pace senza che sia fatta giustizia per tutti i popoli", perché "come ha sempre detto la Chiesa a fondamento della pace deve esserci la giustizia".
Ed invitato a commentare la coincidenza della prima festa di San Carlo Acutis, dopo la canonizzazione dello scorso 7 settembre, con la Marcia della pace Perugi Assisi il cardinale Parolin ha detto: "Siamo qui per pregare, celebrare e ringraziare il Signore per la canonizzazione di Carlo in questa terra francescana dove quello della pace è appunto uno dei temi più vivi e presenti, legato alla figura di San Francesco".
Ben-Gvir: "Fermare liberazione di ergastolani in Cisgiordania"
Il ministro della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto formalmente al premier Benyamin Netanyahu di bloccare il rilascio di diversi ergastolani palestinesi che dovrebbero essere rilasciati in Cisgiordania nell'ambito dell'accordo di tregua a Gaza. Lo scrivono i media di Tel Aviv. Un centinaio di ergastolani non sono destinati all'espulsione, a differenza di altri che dovrebbero essere trasferiti nella Striscia di Gaza o all'estero. Ben-Gvir ha chiesto di modificare la decisione e la questione è al vaglio dell'ufficio del premier.
Erdogan, domani sarà al vertice di Sharm con Trump
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, sarà domani a Sharm er Sheik per partecipare al vertice di pace in Medio Oriente, che sarà co-presieduto da Donald Trump e dal presidente egiziano Al Sisi: lo riporta l'emittente televisiva NTV.
Herzog, Netanyahu e Sara accoglieranno Trump in aeroporto
L'ufficio del primo ministro Netanyahu comunica che il presidente Herzog, il premier e la moglie Sara accoglieranno lunedì mattina alle 9.20 locali il presidente degli Stati Uniti all'aeroporto Ben Gurion (Terminal1). La cerimonia di benvenuto sarà aperta alla copertura mediatica e trasmessa in diretta dal Gpo (Ufficio Stampa del Governo). L'accesso per i media: dalle ore 06.00 fino alle08.30, presso il Gate 2 del Terminal 1. Non sarà consentito l'accesso dei veicoli all'area della cerimonia. Il premier incontrerà Trump nel suo ufficio presso la Knesset alle 10.15.L'incontro sarà documentato esclusivamente da fotografi ufficiali. Alle 10.45 il Primo Ministro, sua moglie e il Presidente degli Stati Uniti incontreranno famiglie di ostaggi presso la Knesset. Alle 11, Trump, Netanyahu, il Presidente della Knesset e il Capo dell'Opposizione terranno discorsi nella plenaria della Knesset. Alle 13 Herzog, Netanyahu e sua moglie saluteranno il presidente degli Stati Uniti all'aeroporto Ben Gurion (senza cerimonia ufficiale).
Il ritorno dei gazawi alle loro case che non esistono più: "La nostra vita mai più come prima"
Il ritorno dei gazawi alle loro case che non esistono più: "La nostra vita mai più come prima"
Le famiglie dei prigionieri palestinesi sperano: "Rivedrò papà"
A pochi passi dal muro che separa Israele dalla Cisgiordania occupata, la famiglia Shamasneh è pronta ad accogliere a casa due figli incarcerati negli ultimi 34 anni. Abdel Jawad e Mohammed dovrebbero essere tra i palestinesi liberati dalla detenzione israeliana in base ai termini dell'accordo di cessate il fuoco approvato la scorsa settimana. "Oggi sono così felice che il mondo mi sembra troppo piccolo per contenere la mia gioia", ha dichiarato la loro madre, l'83enne Halima Shamasneh. "La gente ci ha chiamato e ci ha detto: 'I loro nomi sono sulla lista, sono fuori, sono stati registrati'", ha detto. "Avevo nove anni quando mio padre è stato imprigionato, orane ho 44 e ho quattro figli. Essere privati del proprio padre è una tragedia", ha detto Ajouz Shamasneh, figlio di Abdel Jawad, mentre suo figlio giocava lì vicino. Come tutti i 17 nipoti di Abdel Jawad, non ha mai visto suo nonno. "Abbracciare tuo padre dopo 34 anni... è indescrivibile", ha detto, mentre i suoi fratelli intorno a lui trattenevano le lacrime. Ajouz, che lavora come bracciante in Israele, ha detto di non aver potuto vedere suo padre negli ultimi otto anni, dopo che le autorità carcerarie hanno smesso di consentire le visite. La famiglia è riunita per festeggiare la notizia della possibile liberazione e nessuno evoca i motivi della detenzione. Il fascicolo di Abdel Jawad, condiviso da Israele nell'elenco dei prigionieri da rilasciare, riporta che è stato condannato all'ergastolo per omicidio, tentato omicidio e cospirazione.
Hamas: "Non parteciperemo a futuro governo Gaza"
Hamas non parteciperà al governo di Gaza del dopoguerra. Lo ha riferito una fonte vicina al team negoziale del gruppo. "Per Hamas, il governo della Striscia di Gaza e' una questione chiusa", ha detto. "Hamas non partecipera' affatto alla fase di transizione, il che significa che ha rinunciato al controllo della Striscia, ma rimane una parte fondamentale del tessuto palestinese", ha spiegato.
Mediaa, da leader Wjc pressioni per liberazione Barghouti
Il presidente del Congresso ebraico mondiale, Wjc nell'acronimo inglese, ha fatto pressione sul governo israeliano affinché Marwan Barghouti fosse inserito nell'elenco dei detenuti palestinesi da rilasciare in base all'accordo di Sharm el Sheikh. Lo rivela il Times of Israel. Il presidente del World Jewish Congress, Ronald Lauder, si era offerto di andare di persona sul Mar Rosso la settimana scorsa, mentre ancora erano in corso i negoziati, per perorare la causa di Barghouti. Ma neppure le pressioni di Lauder, rispettato erede della società di cosmetici Estee Lauder, sono servite. L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ne avrebbe bloccato il viaggio, vista la durissima opposizione al rilascio di Barghouti dai ministri del governo israeliano che hanno approvato l'intesa. Barghouti, 66 anni, ex segretario generale in Cisgiordania del partito Fatah ora guidato dal presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas, è stato condannato nel 2004 a cinque ergastoli per aver aiutato a pianificare attacchi terroristici durante la Seconda Intifada, costati la vita a cinque persone in Israele. Barghouti ha sempre negato le accuse e sostenuto di essere stato costretto a confessare in un procedimento in cui sarebbero state nascoste prove a suo favore. In questi lunghi anni in carcere, si e' accreditato sia in patria sia all'estero come leader carismatico che potrebbe prendere in mano l'Anp.
Osservatore Unifil lievemente ferito in esplosione granata Idf
Un osservatore della missione Onu un Libano Unifil è stato lievemente ferito dall'esplosione di una granata lanciata da un drone dell'Idf nella zona di Kafr Kila, nel sud del Paese, ha denunciato un portavoce di Unifil. "Poco prima del mezzogiorno di ieri, un drone israeliano ha lasciato cadere una granata che è esplosa vicino a una postazione di Unifil" a Kafr Kila, dopo che gli osservatori. E' il secondo attacco con una granata contro i 'caschi blu' questo mese, si ricorda.
Costa rappresenterà l'Ue a cerimonia Sharm el-Sheikh
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, parteciperà - su invito del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi e del presidente americano, Donald Trump - al "Vertice per la Pace di Sharm el-Sheikh" di domani. Costa rappresenterà l'Unione europea alla cerimonia del Piano di pace per il Medio Oriente. Lo rende noto una portavoce. "Il piano offre una concreta opportunita' per costruire una pace giusta e sostenibile e l'Ue e' pienamente impegnata a sostenere questi sforzi e a contribuire alla sua attuazione", spiega. La visita inizialmente prevista da Costa a Dublino e l'incontro con il premier Micheal Martin saranno riprogrammati a data da destinarsi.
Tv, re di Giordania parteciperà a vertice in Egitto su Gaza
Re Abdullah II di Giordania prenderà parte al vertice internazionale di Sharm el-Sheikh di domani per la firma del piano di pace per Gaza: lo annuncia la Tv di stato giordana. "La Giordania parteciperà al vertice di pace di Sharm el-Sheikh, in programma lunedì, presieduto congiuntamente dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con la partecipazione di leader di oltre 20 Paesi", ha affermato domenica il sito web di Al-Mamlaka Tv, citando una fonte ufficiale giordana.
Katz a Idf: "Distruggete tutti i tunnel di Hamas a Gaza"
Obbiettivo primario dell'accordo di Sharm el Sheikh e' la distruzione di tutti i tunnel di Hamas a Gaza e l'Idf dovrà conseguirlo. L'ordine è partito dal ministro della Difesa, Israel Katz. "La grande sfida per Israele dopo il ritorno degli ostaggi sarà la distruzione di tutti i tunnel terroristici di Hamas a Gaza, direttamente per mano dell'Idf e attraverso il meccanismo internazionale che sarà istituito sotto la guida e la supervisione degli Stati Uniti", ha scritto Katz su X. "Questo e' il senso principale dell'attuazione del principio concordato di smilitarizzazione di Gaza e disarmo di Hamas. Ho dato istruzioni alle Idf di prepararsi a portare a termine la missione", ha spiegato.
Media, Hamas cerca di riprendere il controllo delle aree di Gaza da cui si è ritirato Idf
Hamas sta cercando di riprendere il controllo delle aree di Gaza da cui si è ritirato l'Idf ed è iniziata la rappresaglia contro i gruppi accusati di aver aiutato Israele. Lo scrive il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat. Le forze di sicurezza del governo di Hamas nella Striscia di Gaza continuano a dispiegarsi in nuove aree all'interno della Striscia, con l'obiettivo di estendere il suo controllo. Miliziani della sicurezza interna e dell'intelligence delle Brigate Qassam, l'ala armata di Hamas, si sono dispiegati nel nord della Striscia, in particolare a Jabalia. Secondo le testimonianze raccolte, è subito partita la rappresaglia contro i membri dei gruppi che si erano formati negli ultimi mesi, come le Forze popolari di Yasser Abu Shabab, e già ci sono stati esecuzioni sommarie e arresti a Jabalia e Beit Lahia.
400 camion con aiuti pronti ai valichi per Gaza
Quattrocento camion con aiuti sono pronti ad attraversare i valichi al confine sud con l'Egitto, ed entrare a Gaza. Lo scrive il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat. Alle 6:00 di questa mattina, le 5:00 in Italia, decine di tir erano in attesa ai valichi di Rafah, Kerem Shalom e, per la prima volta da marzo, anche ad Al-Awja. Il Coordinamento israeliano delle attività governative nei territori (Cogat) ha assicurato alla Cnn che tir con generi di prima necessità sono entrati già ieri, senza pero' fornire dettagli sul numero dei convogli. In base all'accordo raggiunto con Hamas a Sharm el Sheikh, dovrebbero arrivare a Gaza 600 tir al giorno.
Katz: "Dopo rilascio ostaggi, sfida è distruggere tunnel a Gaza"
"La grande sfida per Israele dopo il ritorno degli ostaggi sarà la distruzione di tutti i tunnel terroristici di Hamas a Gaza, direttamente da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) e attraverso un meccanismo internazionale che sarà istituito sotto la guida e la supervisione degli Stati Uniti": lo ha scritto oggi su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Per Katz "questo è il principale significato della messa in atto del principio concordato di smilitarizzazione di Gaza e disarmo di Hamas", contenuto nell'accordo di pace del presidente americano Donald Trump. "Ho dato istruzioni alle Idf di prepararsi a portare a termine la missione", ha concluso.
Al Jazeera, bulldozer iniziano a rimuovere macerie a Gaza City
Bulldozer e scavatrici hanno iniziato in queste ore a rimuovere le macerie a Gaza City, mentre continua il ritorno dei civili palestinesi alla città distrutta da due anni di bombardamenti. Lo scrive Al Jazeera, che mostrale macchine in azione in un video.
I primi camion carichi di aiuti entrano a Gaza
I primi camion carichi di aiuti entrano a Gaza
Media, per comandante Idf la guerra non è finita
La guerra a Gaza non è finita. A chiarirlo è stato il capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, nel corso della riunione del governo per approvare l'accordo raggiunto con Hamas a Sharm el Sheikh, secondo quanto rivela Kan. "Non siamo alla fine della guerra, ma alla fine della sua prima fase", ha sottolineato. L'attività dell'Idf a Gaza prosegue, ha spiegato, e proseguirà durante l'attuazione della prima fase dell'accordo e il ritiro parziale, fino alla smilitarizzazione della Striscia.
Cessate il fuoco in vigore a Gaza, governo Netanyahu ha dato ok
Il gabinetto del primo ministro Benjamin Netanyahu ha votato nelle prime ore di oggi a favore di un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza che prevede la liberazione degli ostaggi israeliani ancora trattenuti in cambio di prigionieri di sicurezza palestinesi e la cessazione dei combattimenti. L'approvazione è arrivata nonostante le forti obiezioni dei partner della coalizione di estrema destra del premier. Lo ha annunciato l'ufficio di Netanyahu senza fornire il conteggio dei voti. Il Times of Israel afferma comunque che l'accordo ha incontrato l'opposizione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, del ministro del Negev, della Galilea e della Resilienza nazionale Yitzhak Wasserlauf e del ministro del Patrimonio Amichay Eliyahu del partito di estrema destra Otzma Yehudit. Anche il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e il ministro degli Insediamenti e dei Progetti Nazionali Orit Strock del partito Sionismo Religioso hanno votato contro l'accordo, mentre il ministro dell'Immigrazione Ofir Sofer, anch'egli membro del partito, ha votato a favore. Rivolgendosi al governo, Netanyahu ha affermato che Israele "sta per ottenere" il ritorno dei suoi ostaggi. ''Abbiamo combattuto in questi due anni per raggiungere i nostri obiettivi di guerra", ha detto Netanyahu palando in inglese, insieme ai principali collaboratori della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner. "Uno dei principali obiettivi di guerra è la restituzione degli ostaggi, tutti gli ostaggi, vivi e morti. E stiamo per raggiungere questo obiettivo", ha aggiunto il premier israeliano. Netanyahu ha affermato che Israele "non avrebbe potuto raggiungere questo obiettivo senza lo straordinario aiuto del presidente Trump e del suo team, Steve Witkoff e Jared Kushner. Hanno lavorato instancabilmente con Ron (Dermer, ndr) e il suo team, il nostro team. E questo, insieme al coraggio dei nostri soldati, nell'entrare a Gaza e nell'unire la pressione militare e diplomatica che ha isolato Hamas, credo ci abbia portato a questo punto". Witkoff e Kushner hanno contribuito a mediare le trattative per l'accordo ed entrambi hanno partecipato alla riunione del gabinetto che lo ha approvato.
Tre diplomatici Qatar morti in incidente stradale Sharm el Sheikh
Tre diplomatici del Qatar son morti e due sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto stamani nei pressi della città egiziana di Sharm el-Sheikh, dove si stanno svolgendo i negoziati per la pace a Gaza nei quali il Qatar è parte attiva, secondo quanto riportato dall'ambasciata di Doha al Cairo. L'emittente statale egiziana Al-Qahera News, ha riferito che5 qatarioti e un autista egiziano erano a bordo del veicolo del quale l'autista ha perso il controllo e che si è schiantato. L'ambasciata del Qatar al Cairo ha espresso "profondo dolore e cordoglio" per la morte dei tre diplomatici. "I deceduti e i feriti saranno trasferiti a Doha oggi su un aereo del Qatar", ha dichiarato in un comunicato. "I due feriti stanno attualmente ricevendo le cure mediche necessarie presso l'ospedale internazionale di Sharm El Sheikh".
Idf: "Eliminato terrorista di Hezbollah nel sud del Libano"
Ieri, nella zona di Qalaouiyah, nel sud del Libano, l'Idf ha colpito ed eliminato un terrorista dell'organizzazione terroristica Hezbollah che aveva preso parte ai tentativi di ricostruire le infrastrutture militari di Hezbollah nel sud del Libano. Lo rendono noto su Telegram le forze armate israeliane. Inoltre, l'Idf ha colpito un veicolo da ingegneria utilizzato per ricostruire le infrastrutture militari di Hezbollah nella zona di Blida, nel sud del Libano. "L'organizzazione terroristica Hezbollah continua i suo i sforzi per ricostruire le infrastrutture terroristiche in tutto il Libano, sfruttando cinicamente la popolazione libanese come scudo umano - si legge - Le attività terroristiche e i tentativi di ricostruire le infrastrutture militari costituiscono una violazione degli accordi tra Israele e Libano".
Coordinatore ostaggi a famiglie: "Vostri cari liberi domani"
Inizierà domani mattina la restituzione degli ostaggi israeliani, sulla base dell'accordo di Sharm el Sheikh. Lo ha confermato il coordinatore per gli affari degli ostaggi, Gal Hirsch, in un messaggio alle famiglie. "Sono stati completati i preparativi per il rimpatrio degli ostaggi vivi nella Striscia di Gaza, nel campo di Reim, negli ospedali e, in generale, nelle strutture governative", dice Hirsch parlando dei 20 rapiti che si ritiene siano ancora in vita. Per quanto riguarda i morti, circa 28, sono stati completati anche i preparativi per il rimpatrio delle salme che saranno trasferite "in modo rispettoso" all'istituto di Medicina legale per l'identificazione dei resti. Non e' detto pero' che tutti i corpi possano essere localizzati immediatamente. "Chiediamo, speriamo e lavoriamo affinché Hamas, con l'assistenza della forza internazionale, faccia il massimo sforzo per restituire tutti gli ostaggi morti", spiega
Witkoff parla alla "piazza degli ostaggi", fischi per Netanyahu
"State tornando a casa". Queste le parole, rivolte direttamente agli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, dell'inviato del presidente Usa Donald Trump, Steve Witkoff, nel corso del suo intervento alla manifestazione indetta dal Forum delle famiglie degli ostaggi nella “piazza degli ostaggi” di Tel Aviv. "Il vostro coraggio ha commosso il mondo", ha detto Witkoff, rivolgendosi alle famiglie degli ostaggi.
In seguito Witkoff ha menzionato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, scatenando un'ondata di fischi e cori ostili dalla folla. "Lasciatemi finire il mio pensiero", ha risposto l'inviato Usa parlando sopra ai fischi e affermando che Netanyahu ha avuto "un ruolo molto importante qui".
Il racconto della corrispondente, le voci dei parenti degli ostaggi
Tel Aviv, il tempo sospeso dell'attesa
Anche Guterres e Starmer al vertice di lunedì a Sharm
Il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres "si recherà in Egitto per partecipare lunedì al summit per la pace di Sharm el-Sheikh", ha dichiarato l'ufficio del suo portavoce, aggiungendo che Guterres tornerà presso la sede delle Nazioni Unite mercoledì.
Anche il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, parteciperà lunedì al vertice internazionale per la pace, come ha riportato sabato Downing Street in un comunicato diffuso dai media britannici. Si prevede che il capo del Ggoverno britannico renda un "particolare omaggio" al presidente statunitense, Donald Trump, che dovrebbe anch'egli partecipare all'incontro, e al lavoro diplomatico dei mediatori di Egitto, Qatar e Turchia, ha anticipato l'ufficio di Starmer. Il leader britannico offrirà "il fermo sostegno e l'impegno" del Regno Unito con i partner internazionali negli sforzi per mantenere il cessate il fuoco, fornire assistenza umanitaria e assicurare le basi per una pace e una sicurezza durature.
ll ritorno dei profughi a Gaza City, raccontato da uno di loro
Il viaggio di Bilal: "Rivoglio la mia vita"
Trump e al-Sisi presiederanno lunedì il vertice per Gaza a Sharm
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi presiederanno lunedì il “vertice di pace” per Gaza a Sharm el-Sheikh. Così ha annunciato ieri sera la presidenza egiziana. L'incontro si terrà lunedì pomeriggio "con la partecipazione di leader di oltre venti paesi", si legge nella dichiarazione. L'incontro era stato in precedenza annunciato come la “firma” sul cosiddetto “piano Trump” per Gaza. Ma nelle ultime ore sia Israele sia Hamas hanno fatto sapere che non parteciperanno.
Ora si legge che avrà l'obiettivo di "porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, intensificare gli sforzi per raggiungere la pace e la stabilità in Medio Oriente e inaugurare una nuova era di sicurezza e stabilità regionale".
Hamas: "Il rilascio degli ostaggi inizierà lunedì mattina"
Il rilascio degli ostaggi israeliani ancora nella Striscia di Gaza dovrebbe avvenire lunedì mattina. Lo dice un alto funzionario di Hamas parlando con l'Afp.
"In base all'accordo firmato, lo scambio di prigionieri inizierà lunedì mattina come concordato e non ci sono nuovi sviluppi al riguardo", ha dichiarato Osama Hamdan in un'intervista all'agenzia francese. Dopo il ritorno dei prigionieri da Gaza, Israele procederà al rilascio di circa 2.000 detenuti palestinesi dalle sue prigioni, secondo i termini della prima fase dell'accordo di cessate il fuoco firmato dalle due parti con la mediazione degli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti hanno invitato l'Iran al vertice su Gaza di lunedì
Gli Stati Uniti hanno invitato l'Iran al vertice su Gaza che si terrà lunedì a Sharm El-Sheikh.
Lo riporta Axios citando fonti secondo le quali la lista degli invitati include anche la Spagna, il Giappone, l'Azerbaijan, l'Armenia, l'Ungheria, l'India, El Salvador, Cipro, Grecia, Bahrain, Kuwait e Canada. Al momento si sa che né Israele né Hamas parteciperanno.
Kushner: "La maggior parte dei residenti di Gaza ha vissuto questa sofferenza senza alcuna colpa"
"La maggior parte dei residenti di Gaza ha vissuto questa sofferenza senza alcuna colpa, se non quella di essere nati in una situazione orribile". Lo ha detto il genero di Trump, Jared Kushner, ai dimostranti di Tel Aviv, che gridavano "Vogliamo la pace". Kushner ha affermato che i festeggiamenti inizieranno lunedi', quando sara' completata la prima fase dell'accordo e i prigionieri israeliani saranno restituiti. Kushner ha iniziato il suo discorso nella cosiddetta Piazza degli ostaggi di Tel Aviv, di fronte a migliaia di manifestanti israeliani, ringraziando Witkoff per aver intrapreso questo "compito impossibile". "Quando le cose si sono fatte difficili e ci siamo scontrati ogni volta con un muro di gomma, ci siamo detti: 'Facciamo un nuovo piano. Riproviamo'. Ed è così che ci si sente a collaborare con Steve", ha detto il genero di Trump. "Collaborare con il Presidente Trump su questo, il suo impegno nel vedere la pace, nel vedere gli ostaggi tornare a casa, nel vedere Israele sicuro e protetto e nel vedere l'intero Medio Oriente stabile e prospero è senza pari", ha aggiunto mentre la folla gridava: "Grazie, Trump". Kushner ha affermato che vedere alcuni degli atti commessi il 7 ottobre 2023 gli ha fatto pensare a quanto "siamo fortunati ad avere una societa' con regole, leggi e persone con una morale. Da allora, il mio cuore non è più tranquillo, perchè vuole vedere questi ostaggi tornare a casa e porre fine a questo incubo".
Il Walla Street Journal pubblica i documenti che rivelano la cooperazione tra stati arabi e israele in materia di sicurezza
Nonostante i principali stati arabi condannassero la guerra nella Striscia di Gaza, hanno silenziosamente ampliato la cooperazione in materia di sicurezza con l'esercito israeliano. Lo rivelano documenti statunitensi riservati ottenuti dal Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (Icij) e pubblicati oggi dal Washington Post.
I legami militari erano entrati in crisi dopo l'attacco aereo israeliano di settembre in Qatar, ma ora, secondo il giornale, potrebbero svolgere un ruolo chiave nella supervisione del nascente cessate il fuoco a Gaza. Il giornale ricorda che negli ultimi tre anni, con il supporto degli Stati Uniti, alti funzionari militari di Israele e di sei paesi arabi si sono riuniti per una serie di riunioni di pianificazione in Bahrein, Egitto, Giordania e Qatar. I paesi arabi coinvolti in questa collaborazione in materia di sicurezza avevano tutti espresso il loro sostegno al piano in 20 punti di Trump per porre fine alla guerra di Gaza. Il piano prevede che gli stati arabi partecipino al dispiegamento di una forza internazionale a Gaza per addestrare una nuova forza di polizia palestinese nella regione.
In una dichiarazione congiunta, cinque dei sei paesi arabi hanno affermato di sostenere l'istituzione di un meccanismo che "garantisca la sicurezza di tutte le parti", ma non si sono ancora impegnati pubblicamente a schierare forze militari. Il Qatar, la cui capitale e' stata colpita il 9 settembre da missili israeliani contro i leader di Hamas, era uno dei paesi che avevano silenziosamente rafforzato i legami con l'esercito israeliano. Nel maggio 2024, come mostrano i documenti, alti funzionari militari israeliani e arabi si sarebbero riuniti presso la base aerea di al-Udeid, un'importante base militare statunitense in Qatar. Un documento di pianificazione per l'evento, redatto due giorni prima del suo inizio, mostra che la delegazione israeliana avrebbe dovuto raggiungere direttamente la base aerea, aggirando i punti di accesso civili del Qatar che avrebbero potuto esporre il pubblico. I documenti mostrano anche che la minaccia rappresentata dall'Iran e' stata la forza trainante dietro i legami più stretti, promossi dal Comando Centrale delle forze armate statunitensi, noto come Centcom. Oltre a Israele e Qatar, il "Regional Security Construct" include Bahrein, Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. I documenti si riferiscono a Kuwait e Oman come "potenziali partner" informati su tutti gli incontri.
La Protezione civile di Gaza: oltre 500.000 persone sono tornate nel nord
La Protezione civile di Gaza annuncia che oltre 500.000 persone sono tornate nel nord dopo il cessate il fuoco.
Israele cambia i nomi di 100 detenuti da rilasciare, due medici degli ospedali di Gaza non saranno liberati. I detenuti palestinesi trasferiti in due prigioni
Israele ha cambiato 100 nomi in una lista di prigionieri che Hamas voleva rilasciare come parte dell'accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza. Lo ha riferito una fonte del movimento palestinese al sito di notizie Ynet. Lo Stato ebraico “ha cambiato l'intera lista in modo sofisticato e astuto”, secondo la fonte, che non specifica quali prigionieri siano stati sostituiti.
Israele, inoltre, non scarcererà due medici palestinesi nell'ambito dell'accordo, ha dichiarato alla Cnn una fonte di Hamas. Si tratta del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra arrestato lo scorso anno, e del dottor Marwan al-Hams, direttore degli ospedali da campo di Gaza, arrestato a luglio. Israele ha arrestato Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, insieme ad altre 240 persone durante un raid nella struttura medica nel dicembre 2024, sostenendo che Hamas la stesse utilizzando come centro di comando. L'ultima foto che lo ritrae, mentre in camice bianco cammina tra le macerie verso un carro armato israeliano, ha fatto il giro del mondo. Amnesty International ha lanciato un appello per la sua liberazione.
In vista della liberazione degli ostaggi da parte di Hamas, i detenuti palestinesi destinati al rilascio sono stati trasferiti nelle prigioni di Ofer e Ketziot, scrive Haaretz, precisando che la prima è per coloro che saranno rilasciati in Cisgiordania mentre la seconda per coloro che andranno a Gaza o in Egitto.
Lo sconforto dei palestinesi al ritorno: "Non è rimasto più niente"
Il ritorno dei palestinesi a casa, dopo il cessate il fuoco, è carico di sconforto e desolazione. Molti sono arrivati a Gaza City per valutare i danni e decidere se le loro famiglie potranno tornare ma si trovano ad affrontare una realtà dura e straziante.
“Non è rimasto più nulla” è il racconto ad Al Jazeera. I palestinesi hanno detto di non aver trovato nulla dei loro quartieri e delle zone che un tempo chiamavano casa, non riescono nemmeno a riconoscerle. Molte famiglie hanno anche affermato di non potersi permettere l'elevato prezzo del ritorno al nord, perché due anni di guerra israeliana hanno privato le famiglie di ogni possibile fonte di reddito.
Stessa desolazione a Khan Yunis. Secondo il sindaco della città, l'80% del governatorato di Khan Yunis è distrutto. Circa 400.000 tonnellate di macerie ricoprono le strade della città, ha aggiunto Alaa al-Din al-Batta. Un totale di 136 tra parchi, giardini, piazze pubbliche e rotatorie sono stati rasi al suolo e distrutti, ha aggiunto. “Abbiamo inviato nove squadre sul campo per ripulire le strade, ma abbiamo urgente bisogno di mezzi pesanti a causa dell'enorme quantità di detriti che bloccano le strade” ha dichiarato in una conferenza stampa, ripresa dalla Cnn.
Onu, ricevuto l'ok da Israele, da domani aiuti dentro Gaza
L'Onu ha ricevuto il via libera da Israele per iniziare a far entrare massicci aiuti a Gaza a partire da domenica: lo afferma un funzionario delle Nazioni Unite all'Associated Press. Gli aiuti includono 170.000 tonnellate che sono già state posizionate in Paesi vicini come Giordania ed Egitto. Nelle ultime 24 ore, funzionari delle Nazioni Unite e autorità israeliane hanno avviato una serie di discussioni sul volume di aiuti che le organizzazioni umanitarie possono portare e attraverso quali punti di ingresso. Le organizzazioni umanitarie come l'Unicef si dicono pronte a inviare aiuti: "Speriamo che tutti i valichi vengano aperti".
Hamas, no al disarmo completo né Blair a capo di Gaza
Hamas e' disposta a farsi da parte a favore di un organismo palestinese che governi Gaza dopo la guerra, ma rimarra' "sul campo" e non accettera' il completo disarmo. Lo ha affermato Bassem Naim, un alto funzionario del gruppo militante palestinese, in un'intervista a Sky News.
Beirut condanna attacchi Idf, 'colpiti obiettivi civili'
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato Israele per gli attacchi notturni che, secondo il ministero della Salute, hanno causato la morte di almeno una persona. "Ancora una volta, il Libano meridionale è stato bersaglio di una odiosa aggressione israeliana contro installazioni civili, senza giustificazione né pretesto", ha denunciato Aoun, "La gravità di quest'ultimo attacco risiede nel fatto che avviene dopo l'accordo di cessate-il-fuoco a Gaza". Il ministero ha sostenuto che un attacco israeliano nella zona di Al-Msayleh ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre sette. L'agenzia di stampa nazionale ufficiale ha indicato che aerei da guerra israeliani hanno condotto 10 raid contro depositi di bulldozer ed escavatori.
Michael Walzer, filosofo politico: "Rivedere rapiti è già un miracolo"
"Dopo i due anni passati, il ritorno degli ostaggi in un paio di giorni sarebbe miracoloso, come pure un cessate il fuoco... Ma ci sono così tante cose che non sappiamo". Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Michael Walzer."È difficile immaginare un governo di Donald Trump e di Tony Blair. Ci dovrà essere un qualche tipo di amministrazione palestinese, preferibilmente guidata dall’Autorità palestinese. Non so se Israele ha accettato una cosa del genere ma è difficile immaginare il prossimo passo in un processo di pace che non includa un qualche tipo di governo palestinese con supporto egiziano e saudita"."Sembra che l’amministrazione Biden avesse l’idea giusta sin dall’inizio su quello che sarebbe dovuto accadere, ma non sono stati pronti a fare reale pressione sul governo di Netanyahu. Ovviamente è anche vero che dopo la sconfitta di Hezbollah e dell’Iran è diventato molto più facile fare pressione su Bibi, ma Biden non c’era più. Comunque penso che l’amministrazione Biden non sia stata abbastanza dura. Erano troppo consapevoli dei nemici di Israele, della precarietà di Israele dopo il 7 ottobre. Ho molta simpatia per i ministri di Biden, penso che Antony Blinken (l’ex segretario di Stato, ndr) e il capo della Cia Bill Burns fossero parte di un’ottima delegazione, ma non sono stati abbastanza duri", afferma.
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Secondo fonti mediche, il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è salito a 67.211 civili, per lo più donne e bambini
Secondo fonti mediche, il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è salito a 67.211 civili, per lo più donne e bambini, dal 7 ottobre 2023. I feriti sono 169.961. Nelle ultime 24 ore, i corpi di 17 palestinesi uccisi e di 71 feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Gaza. Cinque sfollati sono rimasti feriti mentre cercavano di ricevere aiuti umanitari e sono stati ricoverati negli ospedali dell'enclave. Il numero totale di richiedenti aiuti uccisi e feriti dall'inizio dell'aggressione ammonta rispettivamente a 2.615 e 19.182