Nel nuovo numero da domani nelle edicole francesi e non solo

Charlie Hebdo pubblica nuove caricature contro il regime iraniano e arrivano minacce di morte

Il settimanale satirico francese torna alla carica con nuove vignette dopo quelle pubblicate la scorsa settimana. Durissima la reazione del capo dei Pasdaran: "Puoi arrestare i vendicatori ma non puoi resuscitare i morti", ha detto

 Charlie Hebdo pubblica nuove caricature contro regime Iran
@Charlie_Hebdo_
Charlie Hebdo pubblica nuove caricature contro regime Iran

Charlie Hebdo non ferma la sua corsa e continua a pubblicare vignette contro il regime iraniano.

Dopo la serie di caricature pubblicate la scorsa settimana che prendevano in giro la guida suprema della Repubblica islamica, Ali Khamenei, scatenando proteste da Teheran, il settimanale satirico francese pubblica nuovi disegni che prendono di mira i mullah iraniani.

Durissima la reazione del comandante delle Guardie rivoluzionarie Hossein Salami che ha annunciato: “I musulmani prima o poi si vendicheranno dei responsabili di Charlie Hebdo per aver pubblicato vignette che prendono in giro il leader Ali Khamenei”. Poi ha detto minaccioso: “Puoi arrestare i vendicatori ma non puoi resuscitare i morti”.

“Questi individui francesi pensino al destino di Salman Rushdie”, l’autore dei ‘Versetti satanici’, ha aggiunto. 

Contro di lui il defunto leader iraniano Ruhollah Khomeini emise nel 1989 una Fatwa per aver insultato il profeta Maometto. Nell’agosto 2022, Rushdie è stato accoltellato e gravemente ferito a New York

Nel nuovo numero da domani nelle edicole francesi e non solo, Khamenei viene più volte irriso in riferimento alle tragiche esecuzioni dei manifestanti impiccati in Iran.

La copertina, in particolare, pubblica una vignetta a connotazione sessuale, intitolata “Decisamente i mullah non capiscono nulla di donne!”. 

Le vignette della scorsa settimana erano state pubblicate nell’ambito di un’edizione speciale dedicata alle proteste in Iran, un numero con il quale il giornale ha voluto ricordare l’anniversario dell'attentato di Al-Qaeda di cui fu vittima il 7 gennaio del 2015, quando un commando armato fece irruzione in redazione provocando 12 morti.

Giovedì scorso, proprio in risposta alla prima serie di 35 vignette pubblicate la settimana scorsa da Charlie, le autorità iraniane hanno annunciato la chiusura dell’Istituto francese di Ricerca in Iran (Ifri), affiliato al ministero degli Esteri di Parigi.

Domenica scorsa, invece, diverse decine di iraniani si sono inoltre riuniti dinanzi all’ambasciata francese a Teheran per bruciare bandiere francesi in segno di dissenso contro il giornale. 

I disegni di Charlie sono stati anche condannati da Hezbollah, potente movimento filoiraniano in Libano mentre la Francia ha fatto quadrato in difesa della pubblicazione.

“I mullah non sono contenti. Le caricature della loro Guida Suprema, pubblicate la settimana scorsa sul giornale, non sembrano averli fatti ridere molto. L’autoironia non è mai stata il forte dei tiranni, soprattutto di quelli religiosi”, scrive il direttore Riss nell’editoriale della rivista di questa settimana.