Droni sulla Crimea occupata, secondo Kiev "Punizione divina: non siamo stati noi", 24 ore dopo: due morti a Bryansk, in pieno territorio russo, secondo il governatore della regione "bombardamento ucraino". Mentre sul campo, si continua a combattere a Bakhmut, con il capo della Wagner che stringa Mosca: "o munizioni, o lasciamo il campo", e la gente di Chasiv Yar (a 12 Km di distanza dalla città dell'Est) che dicono: "Saremo i prossimi".
Zelensky: “Completa liberazione della Crimea”
Il presidente Zelensky ha ribadito che la tanto attesa controffensiva ucraina prevede la completa liberazione della penisola della Crimea. E prenderà il via con o senza i desiderati F-16, ha assicurato il leader ucraino senza sbottonarsi su possibili date.
A farlo ci ha pensato invece il capo del mercenari Wagner, Yevgeny Prigozhin, che pronostica il 15 maggio come possibile data ultima di inizio delle operazioni ucraine. "Forse ci daranno un po' di riposo il 9 maggio, ma l'offensiva inizierà al 100% prima del 15", ha dichiarato.
Il capo della Wagner ha sollevato l'ennesima polemica con il ministero della Difesa russo per il mancato arrivo delle munizioni, evocando addirittura - secondo i media - la possibile dissoluzione della milizia e il ritiro da Bakhmut, dove i suoi mercenari sono stati la chiave per mantenere per mesi sotto assedio la città.
Filorussi Crimea: "Risposta dura"
La senatrice filorussa della Crimea Olga Kovitidi ha chiesto a Mosca una "risposta dura" all'incendio di Sebastopoli con la distruzione dei depositi di petrolio di Odessa. Ma intanto è l'Ucraina a esultare all'indomani dell'ondata di attacchi missilistici russi sulle città ucraine che ha ucciso almeno 25 civili.
Missili che secondo il ministero della Difesa britannico, sono stati un tentativo dei russi di intercettare unità di riserva e forniture militari ucraine, un cambio di tattica dopo i raid contro le infrastrutture energetiche durante l'inverno.
Secondo gli invasori, Kiev è poi tornata a sconfinare in Russia, dove cinque villaggi della regione di confine di Belgorod sono rimasti senza energia elettrica a causa dei bombardamenti ucraini, secondo il governatore Vyacheslav Gladkov.
E' quindi il terreno, il luogo dove si continuano a decidere le sorti della guerra, mentre la diplomazia fatica a trovare uno spiraglio di dialogo e le tensioni internazionali aumentano.