Lo scambio di messaggi in chat

Siffredi denunciato per molestie sessuali da una giornalista, dopo che lo aveva intervistato

Lui replica: "Sono accuse gravi ma totalmente infondate. Ho le chat, le immagini della telecamera dell'hotel e dieci testimoni"

Siffredi denunciato per molestie sessuali da una giornalista, dopo che lo aveva intervistato
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Rocco Siffredi posa al photocall "Supersex", 74esimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Germania

Rocco Siffredi, al secolo Rocco Tano, è stato denunciato per molestie sessuali. A presentare la denuncia, con tanto di chat whatsapp contenenti lo scambio di messaggi con il pornodivo, è stata una giornalista vittima delle presunte violenze verbali, assistita dall'avvocata Laura Sgrò. Tutto, secondo quanto racconta la donna nella denuncia, ha inizio verso la fine dello scorso anno quando la cronista contatta l'attore per un'intervista sulla serie "Supersex", ispirata proprio alla vita di Siffredi. Tra i messaggi iniziali, che vengono definiti come colloquiali e gentili, compaiono i primi commenti - con complimenti e lusinghe - a una foto whatsapp della donna, a cui lei però non dà molto peso.

Ma dopo l'intervista, avvenuta il 15 marzo, le chat continuano in maniera insistente. "Devo dire che sei veramente simpatica, troppo forte, troppo carina e bona", sono alcune delle frasi che sarebbero state pronunciate dal pornodivo in un vocale, subito dopo aver incontrato la giornalista. E poi ancora riferimenti alla "femminilità top" e all'amica che aveva raggiunto la vittima delle molestie, "Eravate in due e non una e me ne sono scappato. Non per paura, ma per non fare danni", si legge in un altro messaggio. La situazione però, in base a quanto testimoniato dalla giornalista, peggiora sempre più.

 

Secondo la ricostruzione della donna, prima della pubblicazione l'intervista viene fatta leggere a Siffredi che esprime il suo disappunto e chiede la rimozione di alcuni contenuti. Una volta eliminate le parti richieste l'attore, in un primo momento, ringrazia la giornalista. Dopo la pubblicazione, però, le cose precipitano e arrivano una serie di insulti e allusioni alla vita sessuale della donna. La cronista, turbata dalle sue parole, controbatte, risponde nel merito del suo lavoro e lo avverte dicendogli che se continua con gli insulti sarà costretta a denunciarlo.

Seguono poi diversi messaggi, scritti e vocali, e tentativi di chiamate senza risposta da parte di Siffredi, fino al giorno dopo e fino alle scuse. "Per quanto riguarda la parte offensiva ti chiedo scusa come donna ma non lo faccio per evitare la tua denuncia, fai quello che ti senti, no problem", si legge in un messaggio. Una situazione che, si legge ancora nella denuncia, ha costretto la giornalista a rivolgersi al suo medico curante a causa del forte stato ansioso e dei crampi addominali che, secondo quanto spiegato, sarebbero stati causati proprio dal comportamento di Siffredi. 

"Sono accuse gravi ma totalmente infondate. Ho le chat, ho le immagini della telecamera dell'hotel, ho dieci testimoni, ho i testi delle interviste come erano stati scritti". Lo dice Rocco Siffredi in un'intervista al Corriere della Sera, dopo la querela presentata questa mattina negli uffici del commissariato di Polizia di Prati dalla giornalista. Siffredi spiega al quotidiano che "visto che mi chiedeva in continuazione una consulenza sul sesso, in un momento di rabbia con lei e stress per la promozione della serie, le ho risposto mettendola su quel piano. Ma solo questo e ho chiesto scusa. Sono molestie queste?"

In merito all'intervista rilasciata alla giornalista, il pornodivo spiega che gli era "stata sconsigliata per i modi insistenti e aggressivi con cui si era presentata" ma lui ha scelto "ugualmente di farla" e ora "dopo un unico incontro in pubblico e uno ‘scazzo’ telefonico per il quale ho chiesto anche scusa, vengo ripagato così". In merito alle frasi che avrebbe rivolto alla donna, Siffredi dice: "Sì, e le ho chiesto scusa. Ma alla persona, alla donna, non alla giornalista che ha completamente stravolto il senso delle cose che ci eravamo detti". Nei prossimi giorni, la polizia invierà una prima informativa in procura a Roma.