Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/I-talebani-Siamo-cambiati-nessuna-vendetta-continua-fuga-kabul-Biden-e-Johnson-convocano-G7-per-prossima-settimana-953eb1d1-e5d0-44e5-b421-9d8bfcbf0368.html | rainews/live/ | true
MONDO

Afghanistan

I talebani: "Siamo cambiati, nessuna vendetta". Biden e Johnson convocano G7 per prossima settimana

Anche stamattina folla all'aeroporto di Kabul per lasciare il paese. In pochi si fidano delle promesse dei talebani che assicurano: "No a vendette. Rispetteremo i diritti delle donne, se rispettano la sharia". Biden e Johnson convocano per la prossima settimana un G7 on-line. Il Canada annuncia che non riconosce il governo talebano. Per Cina e Russia, invece, ci sono segnali positivi

Condividi
Durante la prima conferenza stampa dopo la conquista di Kabul i talebani hanno assicurato: "Nessuna vendetta nei confronti dei collaboratori". Le donne "parteciperanno alla vita sociale, potranno andare a scuola", ma - hanno precisato - sempre nel rispetto della legge islamica, della Sharia. 

I talebani hanno perdonato tutti, sulla base di ordini dei loro leader, e non nutrono inimicizia nei confronti di nessuno, ha affermato il portavoce, Zabihullah Mujahid, in una conferenza stampa.

Mujahid ha dichiarato che "presto sarà raggiunto un accordo con cui verrà insediato un governo islamico nel Paese". 

"Dopo 20 anni di lotta abbiamo liberato il paese ed espulso gli stranieri. E' un momento di orgoglio per l'intera nazione", ha detto, 

L'emirato islamico dell'Afghanistan promette a tutti i paesi del mondo che l'Afghanistan non sarà una minaccia per nessun paese, ha detto il portavoce dei talebani. 

Sono in molti però a non credere alle promesse dei talebani. In Afghanistan c'è molta paura e i migliaia continuano a fuggire come possono. A non credere alle promesse dei talebani sono soprattutto le donne, che restano chiuse nelle proprie case in attesa di certezze. Ma non manca chi continua a lavorare e chi sfida la paura e scende in piazza. 

L'ambasciata afgana in Tagikistan chiede l'arresto del presidente Ghani
L'ambasciata afgana in Tagikistan ha inoltrato richiesta all'Interpol per l'arresto del presidente Ashraf Ghani, fuggito dopo l'entrata dei talebani a Kabul, di Hamdallah Moheb e Fazl Mahmoud Fazli. L'accusa è sottrazione di fondi pubblici, lo scrive Tolonews.

Ripresi voli militari per evacuazioni da Kabul
Continua il ponte aereo che da Kabul riporta in Italia collaboratori afghani: un C130 con 85 persone a bordo è atteso oggi a Fiumicino, altre 150 sono in partenza.

Spari su manifestanti con bandiera afgana a Jalalabad  
Centinaia di giovani sono scesi in piazza a Jalalabad sventolando la bandiera nazionale afgana contro la presa di potere da parte dei talebani. Secondo i testimoni, scrive Pajhwok Afghan News, i talebani hanno sparato in aria e poi contro i manifestanti.Secondo il sito di notizie sono stati aggrediti anche alcuni giornalisti presenti. Sui social la notizia si sta diffondendo corredata di foto e video e secondo alcuni utenti ci sono due civili morti.

La diplomazia al lavoro 
L'Europa guarda preoccupata, in attesa di un'ondata di profughi.

A livello interno, si cerca una transizione pacifica e il tentativo di mediazione è nelle mani dell'ex presidente Hamid Karzai - rimasto a Kabul - che ha creato, insieme al vicepresidente Abdullah Abdullah e all'ex capo dei mujaheddin, Hekmatyar, un gruppo di coordinamento per trattare con Amur Khan Mutaqi, il comandante talebano. 

Un G7 virtuale è stato convocato per la prossima settimana dal presidente Usa Joe Biden e dal premier britannico Boris Johnson per concordare una strategia comune di fronte al caos in Afghanistan. Gli Stati Uniti minacciano sanzioni se mancherà il rispetto dei diritti umani e civili ma restano aperti al dialogo con i talebani. L'intelligence, secondo i media, avvisò dei pericoli. Tre commissioni a guida dem chiedono un'indagine al Senato.

Il Canada annuncia che non riconosce il governo talebano. Per Cina e Russia, invece, ci sono segnali positivi. La Cina sollecita i talebani a unirsi nel dialogo a tutte le fazioni in Afghanistan per costruire un regime "aperto e inclusivo" e mettere in atto una politica interna ed estera "moderata e stabile" che protegga istituzioni e cittadini stranieri nel Paese. Ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, in risposta alle dichiarazioni della prima conferenza stampa tenuta ieri dagli insorti al potere a Kabul. "Allo stesso tempo", ha aggiunto il portavoce, "ci aspettiamo anche che i talebani reprimano risolutamente tutti i tipi di forze terroristiche e adempiano al loro impegno di non consentire a nessuna forza di utilizzare il territorio afghano per minacciare la sicurezza dei Paesi vicini". La Cina, ha concluso Zhao, "continuerà a lavorare con la comunità internazionale per sostenere la ricostruzione pacifica dell'Afghanistan e aiutare l'Afghanistan a raggiungere pace e stabilità durature". 

Johnson promette piano umanitario. Il premier Gb: "Giudicate i talebani per le loro azioni"
Il Regno Unito si impegna a "fare tutto il possible per prevenire una crisi umanitaria" in Afghanistan dopo l'avanzata dei Talebani seguita al ritiro della Nato e a "sostenere" gli afgani in fuga che negli ultimi anni hanno collaborato con l'Occidente. Lo ha detto il premier Boris Johnson aprendo un dibattito straordinario alla Camera dei Comuni, richiamata per un giorno dalle ferie estive. Johnson ha poi insistito che i 20 anni di missione militare sono stati "un successo malgrado le tante difficoltà" rispetto all'obiettivo cruciale del dopo l'11 settembre 2001 di "estirpare al Qaida e fare il possibile per stabilizzare il Paese". 

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha detto esortato a giudicare i talebani per le loro azioni, mettendo in guardia la comunità internazionale dal riconoscere "prematuramente o bilateralmente" gli estremisti islamisti che hanno preso il potere in Afghanistan.

"Giudicheremo questo regime in base alle scelte che fa e dalle sue azioni piuttosto che dalle sue parole, dai suoi atteggiamenti nei confronti del terrorismo, della criminalità e della droga, nonché dell'accesso umanitario e del diritto delle ragazze a ricevere un'istruzione", ha detto riferendo in Parlamento. 

La Cina: "I talebani seguano una politica moderata" 
La Cina si aspetta che i talebani e le varie fazioni dell'Afghanistan stabiliscano "una struttur aperta e inclusiva attraverso il dialogo e la consultazione,attuino una politica interna ed estera moderata e stabile, e proteggano in modo efficace la sicurezza di istituzioni e personale stranieri". Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, sulla prima conferenza stampa di ieri a Kabul dei talebani, ha detto che Pechino, "allo stesso tempo, si aspettala repressione risoluta di tutti i tipi di forze terroristiche,incluso 'il movimento islamico del Turkestan orientale'", accusato di aver fatto in passato attentati in Cina. 
Condividi