Nella Giornata contro la violenza sulle donne, parte il progetto di RaiNews.it dedicato a quelle donne e ragazze uccise sulla cui sorte non è ancora stata fatta giustizia. Dal profilo Instagram @rainewsofficial, vi racconteremo le storie che potrete approfondire su queste pagine con servizi del telegiornale d'epoca e attuali, immagini, video e documenti. Questa settimana il caso di Serena Mollicone.
Serena Mollicone ha 18 anni e vive ad Arce, un piccolo comune del Frusinate.
La mattina del 1 giugno 2001 esce di casa per fare una radiografia ai denti e non torna più a casa. La mattina di due giorni dopo viene trovato un cadavere in un bosco nei dintorni di Arce. È il corpo di Serena. Qualcuno ha tentato di nasconderlo sotto le foglie e dietro un bidone abbandonato. La testa ha una ferita sul sopracciglio sinistro ed è avvolta in un sacchetto di plastica. Mani, piedi e bocca sono avvolti dal nastro adesivo.
Omicidio Mollicone, la prima notizia sul Tg1
L’11 aprile 2008 Santino Tuzi, carabiniere della caserma di Arce, si toglie la vita con un colpo di pistola. Il brigadiere qualche giorno prima ha raccontato agli inquirenti che il giorno della scomparsa di Serena, una ragazza molto simile a lei, è entrata in caserma intorno alle 11 e non è più uscita. Tre anni dopo vengono iscritti nel registro degli indagati l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco. L’accusa è di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Omicidio Mollicone, le prime indagini
Le indagini e il processo
Nel 2018 i RIS dei Carabinieri confermano che la ferita sul sopracciglio di Serena Mollicone sarebbe compatibile con la scalfittura riscontrata su una porta della foresteria della caserma di Arce. Intanto, sale a cinque il numero degli indagati: oltre alla famiglia Mottola, ci sono altri due carabinieri, Vincenzo Quatrale per concorso esterno in omicidio, e Francesco Suprano per favoreggiamento. Guglielmo Mollicone, padre di Serena, muore per un infarto il 31 maggio del 2020.
Il processo inizia il 19 marzo 2021 presso la corte d’Assise di Cassino. Il 15 luglio 2022 i giudici assolvono tutti e cinque gli imputati “per non aver commesso il fatto” e perché “il fatto non sussiste”.
Omicidio Mollicone, dieci anni dopo
Serena Mollicone poteva essere salvata
Cristina Cattaneo, anatomopatologa
Il 26 ottobre 2023 parte a Roma il processo di secondo grado. Davanti ai giudici l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, chiamata come consulente, afferma che Serena Mollicone poteva essere salvata. La sua morte sarebbe avvenuta il giorno stesso della sua scomparsa, dopo una lunga agonia, durata da una a dieci ore, e sarebbe dovuta ad asfissia. Cattaneo, inoltre, conferma che il trauma cranico sarebbe compatibile con il buco sulla porta della caserma, che invece per la difesa sarebbe stato provocato da un pugno di Franco Mottola sferrato in un altro momento.